Energia

Allarme Assopetroli: potrebbero scarseggiare i carburanti

Allerta dei grossisti: si è molto ridotta la disponibilità di prodotti petroliferi. Rischio di razionamenti

di R.I.T.

(AdobeStock)

2' di lettura

Attenzione all’emergenza energia. Nelle prossime settimane, già nei prossimi giorni, potrebbero scarseggiare i carburanti e potrebbero cominciare addirittura razionamenti come ai tempi dello shock petrolifero del 1973.
Secondo le imprese di distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di carburanti aderenti all’Assopetroli e all’Assoenergia (Confcommercio), sta diminuendo in modo sensibile la disponibilità di benzina e gasolio in tutta Italia.
Insomma, quell’allerta altissima su costi, prezzi, tariffe e disponibilità di energia non riguarda più solamente il metano e la corrente elettrica ma si allarga anche ai combustibili petroliferi.

Contrazione delle riserve di benzina e gasolio

Le aziende associate ad Assopetroli-Assoenergia, le quali distribuiscono carburanti sia attraverso la rete stradale che all’ingrosso, hanno osservato nell’ultima settimana una contrazione significativa della disponibilità di prodotto in extrarete (come le pompe di benzina e gasolio all’ingrosso, interne alle autorimesse, al servizio di flotte aziendali, negli interporti, nelle cooperative di tassì, nei depositi di camion o di autobus e così via), contrazione di prodotti petroliferi che si è acuita in questi giorni prefestivi.

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Il rischio di razionamenti

«La scarsità di carburanti sul mercato rischia di penalizzare interi comparti produttivi, industriali e agricoli. A rischio anche la continuità delle forniture alla pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità — avverte Assopetroli-Assoenergia — che le imprese della distribuzione potrebbero arginare unicamente ricorrendo a un razionamento dei carburanti», oppure in alternativa togliendo il rifornimento ad altri impieghi giudicati non essenziali. «Una simile iniziativa emergenziale potrebbe solo tamponare il problema senza eliminare il rischio, per comparti produttivi, di rimanere a corto di carburante a tempo indeterminato».

Ciò potrebbe anche aggravare il problema delle frodi e nelle scorrettezze fiscali, problema più volte segnalato dall’associazione, impegnata insieme alle istituzioni nei controlli contro i gravi abusi.

Intanto i consumi crescono

Nei giorni scorsi l’Unem, che unisce invece le compagnie petrolifere, ha diffuso i nuovi dati del ministero della Transizione ecologica sui consumi di novembre, i quali hanno fatto segnare un progresso del 13,8% rispetto al 2020, risultando praticamente in linea con il dato del 2019. In particolare, i carburanti per motori sono cresciuti in novembre non solamente rispetto al 2020, anno segnato dalle clausure sanitarie, ma anche con il 2019 (94mila tonnellate in più), «beneficiando di un contesto economico in miglioramento e dell’aumento di consumi di servizi (viaggi e attività ricreative come cinema, teatri, stadi, discoteche) che ha favorito un maggiore uso quotidiano del mezzo privato», avverte l’Unem.

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