Industria

Allarme cartotecnica: a rischio la produzione di cartoni, imballaggi e libri

La situazione dei produttori è molto grave e da Bruxelles a Roma si chiedono provvedimenti mirati a sostegno del comparto per evitare lo stop a causa dei costi non più sostenibili

di Enrico Netti

(Getty Images/iStockphoto)

3' di lettura

Da Bruxelles a Roma rimbalza l’allarme lanciato dalle imprese dell’industria cartotecnica. Il messaggio è semplice: è a rischio la produzione di libri, giornali, imballaggi, carta per l’industria alimentare a causa della difficoltà nel reperire le materie prime e quando si riescono ad acquistare i prezzi la tonnellata hanno raggiunto un altro record. Una congiuntura che sta rallentando e progressivamente bloccando l’attività in Italia e in Europa. Assografici, in Italia rappresenta l’industria grafica e quella cartotecnica, e fa proprio l’appello lanciato a livello paneuropeo da Intergraf avvertendo che nella Penisola la situazione è molto grave. Il settore della stampa editoriale e commerciale, già caratterizzato da una crisi strutturale ma capace di dare segnali di assestamento e tenuta (-2,4% la produzione nel 2018 e +1% nel 2019), è stato fortemente colpito dalla pandemia (-21,3% nel 2020) e stava ora lentamente riprendendosi con un +7,9% nei primi 9 mesi 2021. Ora la ripresa è a rischio a causa della congiuntura internazionale e ai noti rincari di energia e materie prime. Infatti i processi di stampa con rotative sono fortemente energivori e non sono più sostenibili anzi, sono a forte rischio fermata avvertono da Assografici. Inoltre i rincari sui prezzi della carta, difficilmente trasferibili a valle su editori e grande distribuzione, erodono ogni marginalità dell’attività. Ad aggravare ulteriormente questo scenario, la scarsissima disponibilità di materia prima, in particolare della carta ad uso grafico di prevalente provenienza estera da pochi fornitori rimasti, impedisce di programmare le produzioni, mette a rischio il rispetto degli impegni contrattuali e frena ogni percorso di ripresa. Così per il settore, in Italia conta circa 14mila imprese e oltre 76mila addetti impiegati, è una situazione estremamente problematica, ma il rischio a breve di non poter più disporre di giornali, libri e tanti prodotti cartacei di uso quotidiano dovrebbe preoccupare ogni cittadino e spingere il Governo a provvedimenti mirati. Si chiede una possibile azione, anche internazionale, per rimuovere alcuni colli di bottiglia che stanno ulteriormente rallentando la produzione di carta, a un riconoscimento generalizzato del credito d’imposta sulla carta, non solo agli editori di giornali, ma anche agli editori di riviste professionali e di libri, in particolare quelli scolastici.

Analizzando il trend della produzione di imballaggi di carta, cartone e flessibile, della cartotecnica il quadro non migliora. Certo per l’Italia alcuni settori sono in crescita come nel caso del cartone ondulato largamente utilizzato dalle piattaforme di e-commerce. Qui la produzione vola con un +12,7% nel primi 9 mesi 2021. Un altro aiuto arriva dalla transizione green che chiede biodegradabilità, riciclabilità e leggerezza delle confezioni anche quelle usate per i prodotti alimentari. Comunque anche in questi settori ci sono difficoltà nel riversare a valle gli incrementi dei costi energetici e delle materie prime, con un inevitabile pesante effetto sull’economicità dell’attività e la difficoltà di reperimento della carta e delle altre materie prime. Diverse aziende che producono cartoni ondulati che hanno già bloccato o rallentato l’attività per mancanza di carta per la produzione, gli etichettifici sono fermi per mancanza di supporti autoadesivi, i produttori di astucci pieghevoli e packaging che devono rinunciare o rinviare commesse. A livello di sistema paese si tratta di oltre 3mila imprese con 60mila addetti attive in un settore che vale 7,7 miliardi e che ha un saldo attivo della bilancia commerciale di 1,9 miliardi. Dalla loro attività dipende, a valle, la possibilità di movimentare le merci di tutti i tipi, in particolare i prodotti del largo consumo confezionato che si trovano sugli scaffali dei supermercati, delle farmacie e dei negozi in generale. Se il settore della carta, come dimostrato in piena pandemia, è riconosciuto come strategico ed essenziale per il Paese, allora deve essere fatto oggetto di provvedimenti mirati per salvaguardarlo da un potenziale fermo produttivo, molto pericoloso.

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