PREVIDENZA

Allarme delle Casse sullo stralcio dei debiti contributivi previsto nel maxi-emendamento

di Redazione Norme e tributi

(mauritius images / AGF)

1' di lettura

L’annullamento automatico dei debiti tributari e contributivi per chi versa «in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica» inserito al comma 101-ter nella bozza di maxi-emendamento del Governo alla legge di Bilancio preoccupa le Casse di previdenza dei professionisti. «Al fine di preservare l’integrità delle pensioni dei nostri iscritti, auspichiamo che le Casse vengano escluse dalla norma, inserita nell’ultima bozza disponibile del maxi emendamento del Governo, sull’annullamento automatico dei debiti tributari risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017», scrive in un comunicato il Presidente dell’Adepp, Alberto Oliveti, sottolineando che «tale norma non rispetta certamente i dettami della Corte Costituzionale che, con la sentenza 7 del 11 gennaio 2017, ha riconosciuto la necessità di garantire l'autonomia finanziaria delle Casse».
«In particolare – spiega il presidente Oliveti - al comma 101 ter è prevista anche l’estinzione dei debiti derivanti dall'omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle Casse, qualora l'Isee del nucleo familiare sia sotto i 20mila euro.
Inoltre – conclude Oliveti - poiché le Casse vantano crediti nei confronti degli iscritti, l’applicazione di tale norma comporterebbe una rilevante perdita di entrate – secondo una stima iniziale di quasi 200 milioni di euro – producendo un notevole impatto negativo sui bilanci e quindi sulle pensioni di tutti».

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