TENSIONE NEGLI STATI UNITI

Leader Repubblicani in Senato apre a impeachment per Trump. Allarme dell’Fbi: azioni violente in 50 città americane per il giuramento di Biden

I movimenti di estrema destra che sostengono Trump starebbero organizzando proteste armate in vista della cerimonia del 20 gennaio. E continua anche sui social media la battaglia per la Casa Bianca: Twitter oscura più di 70mila account di QAnon e Parler fa causa ad Amazon per averla bloccata

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(AFP)

5' di lettura

I movimenti di estrema destra negli Stati Uniti non desistono e «stanno organizzando proteste armate in tutte le cinquanta città-capitali degli Stati Uniti in vista della cerimonia di insediamento del presidente eletto Joe Biden in programma il prossimo 20 gennaio». L’allarme viene da una fonte interna all’Fbi nelle ore in cui - è quanto ha potuto verificare HuffPost - i nuovi vertici della polizia del Campidoglio avrebbero informato il Congresso sul pericolo di tre nuove azioni violente. E continua anche sui social media la battaglia per la Casa Bianca: Twitter ha oscurato più di 70mila account che fanno riferimento a sostenitori di QAnon e la piattaforma Parler fa causa ad Amazon per averla bloccata.

L’allarme dell’Fbi: estremisti in azione

I leader democratici accelerano sull’impeachment contro Trump: il capo d’imputazione per il quasi ex presidente è «incitamento all’insurrezione», in seguito all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio da parte dei suoi sostenitori. Oggi la Camera voterà inoltre per chiedere al vicepresidente uscente Mike Pence di invocare il 25° emendamento e rimuovere così Trump.

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Intanto la polizia federale sta monitorando notizie di «varie minacce di fare del male al presidente eletto Joe Biden in vista della cerimonia di giuramento del 20 gennaio». Lo riferisce ai media americani una fonte interna all’Fbi, aggiungendo dettagli sull’allarme del Bureau in merito ad altre possibili proteste, anche armate, tra il 16 e il 20 gennaio nella capitale e negli altri Stati Usa. «Altre notizie - sempre secondo l’Fbi - indicano minacce contro la vicepresidente eletta Kamala Harris e la speaker della Camera Nancy Pelosi».

Trump, per me 25mo emendamento è a rischio zero

“Il 25mo emendamento è a rischio zero per me”: ha detto Donald Trump a Alamo, Texas, commentando la mozione in votazione alla Camera che chiede al suo vice Mike Pence di destituirlo invocando il 25/mo emendamento. Trump ha poi lanciato un appello “E' tempo di pace e calma nel Paese”. E ha aggiunto: “La libertà di parola è sotto assalto come mai prima”.

Leader Repubblicani in Senato apre a impeachment

La prospettiva di una destituzione di Trump appare però più vicina. Il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell ha detto infatti ad alcuni collaboratori che a suo avviso Donald Trump ha commesso reati da impeachment e che è contento che i dem lo mettano in stato d'accusa, convinto che sarà più facile cacciarlo dal partito. Lo scrive il New York Times citando fonti vicine a McConnell.

Tre nuovi potenziali attacchi al Congresso

Secondo HuffPost sarebbero tre le manifestazioni violente in preparazione a Washington nei prossimi giorni. La prima viene pubblicizzata dai gruppi della destra estrema come «la più grande protesta armata mai avvenuta sul suolo americano»; la seconda è una protesta in onore di Ashli ​​Babbitt, la donna uccisa durante l’assedio pro-Trump del Campidoglio; la terza, la più preoccupante secondo le testimonianze di tre deputati democratici, punterebbe a circondare il Campidoglio, la Casa Bianca e la Corte Suprema per impedire, anche con la violenza, ai democratici di passare.

La risposta di Biden

«Non ho paura di prestare giuramento all’esterno», ha assicurato Joe Biden riferendosi al luogo dove è tradizione si svolga la cerimonia di giuramento nel Campidoglio. «È però di fondamentale importanza - ha aggiunto - che le persone che si sono impegnate nella sedizione e hanno minacciato la vita delle persone, deturpato la proprietà pubblica, causato gravi danni rispondano per quanto di loro responsabilità». Alcuni dirigenti del Bureau consigliano tuttavia di spostare la cerimonia all’interno del Parlamento per motivi di sicurezza.

L’Fbi sta indagando su oltre 150 sospetti di avere preso parte all'assalto al Congresso, dopo averne già arrestati e incriminati una quindicina. Lo scrive il New York Times, prevedendo che il numero degli estremisti di destra coinvolti salirà nei prossimi giorni. Il Bureau avrebbe ricevuto oltre 70 mila soffiate dopo aver chiesto l’aiuto pubblico per identificare i sospetti che appaiono in varie foto e video. Nel frattempo la polizia di Capitol Hill ha aperto un’indagine interna su almeno dieci agenti per il loro ruolo nell’assalto, due di questi sono già stati sospesi.

Misure straordinarie per difendere Washington e Biden

Lo stesso Trump ha dovuto dichiarare lo stato di emergenza per l’area di Washington in vista della cerimonia di giuramento del suo successore, alla quale ha già fatto sapere che non parteciperà. Trump, prima di partire per il Texas, ha parlato brevemente con i cronisti definendo «totalmente appropriato» il suo infuocato discorso a Capitol Hill il 6 gennaio e accusando di «un terribile errore» i social network che hanno rimosso i suoi profili. Quanto all’ipotesi di impeachment, l’ha definita «ridicola» e accusata di provocare «una rabbia terribile» nel Paese.

Per mettere in sicurezza la capitale degli Stati Uniti, la Guardia Nazionale è stata autorizzata a inviare fino a 15mila soldati a Washington e ai turisti è stato impedito di visitare il Monumento a Washington fino al 24 gennaio. Il capo dell’Ufficio della Guardia Nazionale, il generale Daniel Hokanson, ha detto ai giornalisti che si aspettava circa 10mila soldati a Washington entro sabato 16 gennaio per aiutare anche la logistica e le comunicazioni. Alcuni senatori democratici hanno chiesto anche l’invio dell’esercito.

La battaglia della destra populista sui social media

Twitter ha deciso di bloccare in modo permanente più di 70mila account responsabili di avere condiviso contenuti sulla teoria del complotto di QAnon e ha rafforzato i controlli sulla scia della rivolta di Washington della scorsa settimana. Molti degli account fermati erano gestiti in modo simultaneo da gruppi di estremisti di destra. La società che aveva messo in guardia contro la condivisione di materiale QAnon già durante l’estate e ha affermato che gli account che twittano o ritwittano questi contenuti continueranno ad avere «visibilità limitata nelle ricerche, nelle risposte e nelle tempistiche e non possono essere consigliati ad altri» perché «violano la politica di integrità civica di Twitter». Twitter aveva già bloccato l’account di Donald Trump.

Ed è scontro totale anche tra gli agitatori di destra che si sono spostati su Parler ed Amazon. La piattaforma social scelta da molti sostenitori di Trump ha deciso di fare causa ad Amazon, accusandola di essere stata bloccata con una decisione illegale e politicamente motivata che avvantaggia Twitter.
In una denuncia antitrust presentata al tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Seattle, Parler ha affermato che Amazon le ha inferto «un colpo mortale» tagliando bruscamente i servizi di hosting web, subito dopo che Apple e Google avevano rimosso Parler dalle loro applicazioni.
Amazon sta lavorando per rimuovere i prodotti QAnon dal suo mercato online, citando politiche che vietano articoli offensivi o altri contenuti inappropriati. Le follie di QAnon includono la teoria secondo cui Trump starebbe segretamente combattendo contro un esercito di predatori pedofili, tra cui eminenti leader democratici e figure di Hollywood.

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