ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa Giornata internazionale

Allarme inglese, il 96% delle aziende lo chiede, ma solo un neodiplomato su 5 lo parla

Secondo gli esperti, i benefici del bilinguismo sono evidenti, soprattutto se coltivato durante l'età scolastica. A promuoverlo anche la Commissione Ue

di Redazione Scuola

(Shutterstock)

3' di lettura

Secondo gli esperti, i benefici del bilinguismo sono evidenti, soprattutto se coltivato durante l'età scolastica. A promuoverlo anche la Commissione Europea: entro il 2025 l'apprendimento non dovrà avere confini. Ma è l'inglese la lingua del futuro? Il 96% delle aziende italiane ne è certo: l'inglese è un requisito fondamentale per fare carriera. Un tema di estrema attualità alla vigilia della Giornata Internazionale della lingua Inglese, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per celebrare il multilinguismo e la diversità culturale.

La ricorrenza del 23 aprile

La data ricorre lo stesso giorno della nascita e della morte, rispettivamente il 23 aprile 1564 ed il 23 aprile 1616, di William Shakespeare: sostenitore dell'inclusività linguistica e del valore del multiculturalismo, lo scrittore non poteva che essere scelto “per promuovere la tolleranza, la comunicazione armoniosa e la partecipazione attiva e garantire il rispetto della storia e della cultura dei popoli”, come dichiarato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres. In quasi tutti i paesi europei l'inglese, infatti, è la lingua straniera più insegnata durante l'istruzione primaria e secondaria. Indispensabile strumento di comunicazione globale e di comprensione di differenti culture, inoltre, l'inglese è la seconda lingua più parlata nel mondo, con oltre 942 milioni di persone che la utilizzano quotidianamente. Ad oggi, rappresenta la conditio sine qua non per ambire al successo professionale in qualsiasi settore: essere bilingue, secondo Cnn, è una tra le skill più richieste dalle aziende.

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Il ritardo italiano

Una teoria avallata anche da una recente indagine dell'ente Cambridge Assessment English secondo cui ben il 96% delle aziende italiane considera la conoscenza dell'inglese un requisito fondamentale per il proprio business. Ma non è tutto: il 64% ritiene che un dipendente con un ottimo livello di inglese possa far avanzare più velocemente la propria carriera. Ed ecco che sono sempre di più, infatti, i genitori che optano per un'educazione bilingue per i propri figli. Basti pensare che, stando ai dati Eurostat, se nel 1980 la percentuale mondiale di popolazione bilingue era pari al 9,6%, nel 2021 è più che quadruplicata toccando quota 43%.

Gli altri benefici

I vantaggi non finiscono qui. Stando ad alcuni studi condotti dalla Anglia Ruskin University, la Faculty of Health dell’Università di York e la Georgetown University Medical Center, i benefici di grow up cognitivo di un'educazione bilingue in età infantile sono evidenti: stimola e migliora l'attività cerebrale, affina le capacità di adattamento e problem solving, facilita l'apprendimento di altre lingue straniere, favorisce le abilità mnemoniche e sinaptiche, stimola l'intelligenza empatica e creativa. L'Italia, però, è ancora indietro rispetto agli altri paesi europei: secondo una classifica riportata da Osservatorio Cultura Lavoro, il Belpaese è solo al 30° posto su 34 nell'apprendimento della lingua inglese.

Le scuole bilingue

C'è ancora molta strada da fare, soprattutto se si pensa che solo il 19,7% dei neodiplomati italiani lo sa parlare, come riportato recentemente da TrueNumbers. «La scuola bilingue si sta rivelando una proposta che richiama su di sé un interesse sempre più elevato. A maggior ragione per quei genitori che, pur riconoscendo l'indiscutibile valore aggiunto della padronanza di una seconda lingua, non intendano rinunciare per i loro figli al mantenimento e al consolidamento delle radici linguistiche e culturali italiane – spiega Eva Balducchi, General Manager di Baby College Junior College e Middle College – La scuola bilingue può rappresentare la migliore risposta possibile ad un'esigenza di questo genere. Tanto più se in grado di garantire significative basi di apprendimento, utili a promuovere il futuro successo, sia scolastico, sia professionale, degli alunni di oggi e dei cittadini consapevoli di domani. La mission di Junior e Baby College è quella di accompagnare i bambini attraverso la loro crescita cognitiva e culturale, integrando l'approccio didattico e gli obiettivi curricolari anglosassoni con l'approccio metodologico e gli obiettivi didattici ministeriali italiani. Grazie all'uso della lingua inglese per il 70% del tempo scolastico, il bambino crescerà sviluppando una mente bilingue, che si forma nella fascia di età tra gli 0 e i 10 anni, durante lo stesso periodo in cui si accresce la conoscenza della lingua madre».

La lingua del futuro

Secondo le previsioni del British Council, nel 2025 il volume di comunicazioni in inglese crescerà, ma diminuiranno le persone che la studieranno (oltre 3 milioni in meno rispetto al 2015). Una tendenza che in Italia è già riscontrabile: le persone adulte che studiano inglese saranno, nel 2025, 2,6 milioni in meno rispetto a quelle che lo studiavano nel 2015. Un evidente risultato della sempre maggiore volontà di apprendere la lingua inglese già dalla prima infanzia.

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