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Allarme Istat: cala la percentuale di soddisfatti per la vita tra i giovani

Sul piano dell’istruzione, le direttrici principali dei flussi di giovani laureati continuano ad essere verso l'estero e dal Mezzogiorno al Centro-Nord. Il Mezzogiorno, soltanto nel corso del 2020, ha perso 21.782 giovani laureati

(foto Ansa)

3' di lettura

È raddoppiata la percentuale di adolescenti insoddisfatti e con un basso punteggio di salute mentale: erano nel 2019 il 3,2% del totale, 6,2% nel 2021. «Si tratta di circa 220 mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si dichiarano insoddisfatti della propria vita e si trovano, allo stesso tempo, in una condizione di scarso benessere psicologico. D’altra parte, gli stessi fenomeni di bullismo, violenza e vandalismo a opera di giovanissimi, che negli ultimi mesi hanno occupato le cronache, sono manifestazioni estreme di una sofferenza e di una irrequietezza diffuse e forse non transitorie», ha spiegato il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, nella presentazione del rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes).

Blangiardo, tempo di cambiare strategia sui giovani

In questo stesso gruppo di età, la sedentarietà è passata dal 18,6 al 20,9%. E tra i ragazzi di 14-17 anni, sono state osservate quote elevate di consumatori di alcol a rischio (23,6%). È diminuita «in modo tangibile» anche la soddisfazione per le relazioni con gli amici. In generale Blangiardo ha messo in evidenza che «le politiche giovanili, nel nostro paese che invecchia, hanno di rado ricevuto attenzione prioritaria e risorse adeguate. Il quadro fornito dagli indicatori del Bes suggerisce che è tempo di cambiare strategia. Fuori da ogni retorica, si può dire che le politiche per il benessere dei giovani siano, oggi più che mai, politiche per il benessere del paese tutto intero».

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Effetto Covid, arretra benessere di donne e giovani

Secondo Blangiardo «la pandemia si è tradotta per lo più in arretramenti nel benessere della popolazione femminile: ad esempio, nei livelli di benessere mentale e di occupazione, soprattutto per le madri con figli piccoli. Ma sono stati anche i bambini, gli adolescenti e i giovanissimi a pagare un altissimo tributo alla pandemia e alle restrizioni imposte dalle misure di contrasto ai contagi». Le condizioni di benessere psicologico dei ragazzi di 14-19 anni, nel 2021, sono infatti peggiorate. Il punteggio di questa fascia di età è sceso a 66,6 su 100 per le ragazze (-4,6 punti rispetto al 2020) e 74,1 per i ragazzi (-2,4 punti rispetto al 2020). Negli anni di pandemia sono proprio i giovani tra 14 e 19 anni gli unici ad aver conosciuto un “deterioramento significativo della soddisfazione per la vita, con la percentuale di molto soddisfatti che è passata dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021».

Il Sud ha perso 21.782 laureati nel 2020

Il presidente dell’Istat ha posto l’accento sui giovani laureati che lasciano l’Italia e cercano opportunità all’estero. «Le direttrici principali dei flussi di giovani laureati continuano ad essere verso l'estero e dal Mezzogiorno al Centro-nord - ha sottolineato -. Il bilancio delle migrazioni dei cittadini italiani 25-39 anni con un titolo di studio di livello universitario si chiude con un saldo dei trasferimenti di residenza da e per l'estero di -14.528 unità. In particolare, il Mezzogiorno, soltanto nel corso del 2020, ha perso 21.782 giovani laureati. Ai giovani più istruiti e qualificati, l'Italia non offre ancora opportunità adeguate - ha aggiunto Blangiardo -. E così, nonostante le limitazioni alla mobilità imposte durante il primo anno di pandemia, e l'incertezza che ha caratterizzato il 2020, le emigrazioni all'estero dei giovani laureati italiani si sono intensificate rispetto al 2019, in netta controtendenza rispetto ai trasferimenti di residenza della popolazione nel complesso».

Aumentano divari, da speranza di vita a spesa cultura

«Il quadro di insieme è composito, ed è ancora adombrato dalla pandemia», ha continuato Blangiardo. «Molti divari si sono mantenuti - si legge nel documento - o addirittura allargati: dalla speranza di vita alla nascita, che recupera in buona parte al Nord nel 2021 ma diminuisce ancora nel Mezzogiorno, alla mortalità evitabile, che resta più elevata in molte regioni del Sud; dalla spesa dei comuni per la cultura, per la quale il divario è nettamente a vantaggio del Centro-nord, all’impatto degli incendi boschivi e dell’abusivismo».

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