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Allarme Legambiente: i ghiacciai dell’intero arco alpino sono a rischio

Tra 15 anni la Marmolada potrebbe scomparire del tutto: perde nell'ultimo secolo più del 70% in superficie e oltre il 90% in volume. Miage: in 14 anni spariti circa 100 miliardi di litri di acqua. Ghiacciaio dei Forni: arretramento della fronte di più di 40 metri lineari nell'ultimo anno, 400 metri negli ultimi dieci anni

di Andrea Carli

Escursioni sui ghiacciai, i consigli del Soccorso alpino

3' di lettura

La Marmolada? Tra 15 anni potrebbe scomparire del tutto: ha perso nell’ultimo secolo più del 70% in superficie e oltre il 90% in volume. Miage? In 14 anni spariti circa 100 miliardi di litri di acqua (pari a tre volte il volume dell'idroscalo di Milano). Il Ghiacciaio dei Forni? Arretramento della fronte di più di 40 metri lineari nell’ultimo anno, 400 metri negli ultimi dieci anni. Per chi ha a cuore la montagna e le sue incredibili bellezze, il bilancio finale della terza edizione della “Carovana dei ghiacciai”, la campagna di Legambiente con il supporto del Comitato glaciologico italiano, ha lo stesso effetto di un pugno nello stomaco.

A rischio i ghiacciai dell’intero arco alpino

La fotografia che esce fuori da questa indagine non lascia infatti dubbi: i ghiacciai dell’intero arco alpino sono a rischio, in piena emorragia, negli ultimi trent'anni sempre più minacciati dagli effetti della crisi climatica. Perdita di superficie e spessore, che li porta alla disgregazione in corpi glaciali più piccoli e a trovare rifugio in alta quota. «I dati raccolti richiedono in maniera inequivocabile un cambio di rotta immediato - sottolinea Giorgio Zampetti, direttore nazionale Legambiente -. Il Paese smetta di inseguire l'emergenza. Occorre accelerare piuttosto nelle politiche di mitigazione, riducendo drasticamente l’utilizzo di fonti fossili, e attuare un concreto piano di adattamento al cambiamento climatico». «Quello che abbiamo osservato e i dati che abbiamo raccolto durante questo viaggio per monitorare lo stato di salute del nostro arco alpino – aggiunge Marco Giardino, vicepresidente del Comitato glaciologico italiano e Università di Torino – è molto preoccupante, non solo dal punto di vista scientifico. Abbiamo messo i piedi sui ghiacciai, osservando i crepacci che aumentano, le fronti che arretrano, il loro ingrigimento e i crescenti rivoli d'acqua di fusione che scorrono sulla loro superficie. Abbiamo confrontato queste evidenze con fotografie e carte storiche. Ne abbiamo ricavato dati quantitativi indispensabili per interpretare gli effetti locali del riscaldamento climatico in atto e comprendere quali scenari futuri si attendono per l'ambiente d'alta quota e quali saranno le conseguenze sul paesaggio e sulle risorse del nostro paese».

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Monte Bianco

A essere minacciato è Monte Bianco: il Miage, l'”himalayano” della Valle D'Aosta, che in 14 anni ha perso circa 100 miliardi di litri di acqua (almeno 100.000.000 di m³di ghiaccio, pari a tre volte il volume dell'idroscalo di Milano) e il Pré de Bar, che dal 1990 ad oggi registra mediamente 18 metri di arretramento lineare l'anno.

Monte Rosa

Stessa sorte per il Monte Rosa con il Ghiacciaio di Indren che, in due anni, ha registrato un arretramento frontale di 64 metri, 40 solo nell'ultimo anno, dato mai registrato negli ultimi cinquant'anni anni e fortemente preoccupante per un ghiacciaio al di sopra dei 3.000 metri di quota.

Lombardia

E ancora il Ghiacciaio dei Forni, in Lombardia: il secondo gigante italiano (dopo l'Adamello) che, nell'ultimo anno, ha registrato un arretramento della fronte di più di 40 metri lineari, per un totale di circa 400 metri negli ultimi dieci anni, perdendo la sua qualifica di “himalayano” per effetto della frammentazione in tre corpi glaciali.

La Marmolada, la regina delle Dolomiti

La minaccia riguarda anche la Marmolada, la regina delle Dolomiti, teatro della tragedia dello scorso 3 luglio, che il monitoraggio scientifico ha voluto osservare da lontano, facendo un passo indietro: lo scenario è quello di un ghiacciaio che tra quindici anni potrebbe scomparire del tutto, registrando nell'ultimo secolo una perdita di più del 70% in superficie e oltre il 90% in volume.

La riduzione del ghiacciaio della Marmolada dal 1880 al 2015 in 16 secondi

L’eccezione: il Ghiacciaio Occidentale del Montanasio

Infine il Ghiacciaio Occidentale del Montasio, in Friuli Venezia Giulia, unica eccezione osservata sulle Alpi. Il Montasio è infatti un esempio di ghiacciaio piccolo ma resistente che, pur avendo subito in un secolo una perdita di volume del 75% circa e una riduzione di spessore pari a 40 metri, dal 2005 risulta stabilizzato, in controtendenza rispetto agli altri ghiacciai alpini.

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