agricoltura

Allarme macchia nera sulle arance tunisine: l’Italia a rischio contagio

di Micaela Cappellini


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2' di lettura

Non bastava la Xylella, a funestare l’agricoltura italiana. Ora la minaccia arriva dalla Tunisia, e potrebbe riguardare gli agrumeti dell’Italia così come di tutti gli altri Paesi europei che affacciano sul Mediterraneo. È da marzo, infatti, che le autorità fitosanitarie europee hanno intercettato arance tunisine contaminate dal fungo della “macchia nera”, che danneggia la buccia degli agrumi rendendoli invendibili.

Il database Europhyt conferma l'allarme lanciato dall’associazione degli agricoltori spagnoli Asaja, che da tempo denunciano il rischio che il pericoloso fungo nelle arance tunisine si diffonda in tutto il Mediterraneo. Così, alle segnalazioni spagnole oggi si sono aggiunte quelle delle organizzazioni agricole italiane, che si sono spinte fino a chiedere alla Ue lo stop delle importazioni di arance dalla Tunisia. «Dopo Sudafrica, Argentina, Uruguay e Brasile, la notizia della presenza della macchia nera in Tunisia è assolutamente allarmante - ha detto il presidente della Federazione nazionale agrumicola di Confagricoltura, Gerardo Diana - ora il pericolo può dirsi alle porte di casa, visto che è stata rilevata recentemente in sette spedizioni dalla Tunisia nell'Unione europea». Confagricoltura ha quindi proposto l'immediato blocco delle importazioni dalla Tunisia, l'incremento dei controlli e l'impegno della Commissione ad una rapida revisione della normativa comunitaria.

Secondo la Cia-Agricoltori italiani, infatti, nel caso questa fitopatia si diffondesse sul territorio italiano provocherebbe danni irreparabili al patrimonio agrumicolo, mettendo a rischio uno dei più importanti comparti della nostra agricoltura nel Meridione.

Anche la Coldiretti chiede lo stop degli arrivi di agrumi dalla Tunisia, che l’anno scorso ne ha esportati in Italia circa 162mila chili: «L'Italia - si legge in una nota -non puo' permettersi l'invasione di altri patogeni alieni dopo che, dalla “tristeza” degli agrumi alla Xylella fastidiosa, dalla cimice moarmorata asiatica al moscerino killer, fino al cinipide del castagno, hanno fatto strage dei raccolti».

Il fungo della macchia nera è stato rinvenuto per la prima volta in Australia
nel 1895 e si è progressivamente diffuso in altre regioni di produzione agrumicola come Nuova Zelanda, Cina sud-orientale, Russia orientale, Indonesia, Argentina, Brasile ed alcuni Paesi africani tra cui Kenya, Mozambico e Sudafrica.

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