Interim Outloook

Allarme Ocse sulla crescita mondiale. Previsioni al ribasso anche per Italia e Germania

Per l'Italia si prevede una crescita pari a zero nel 2019 (invariato rispetto a maggio) e dello 0,4% nel 2020 (-0,2 punti sull’Outlook precedente). Dati rivisti al ribasso anche per la zona euro, con una crescita all'1% nel 2019 (-0,1 rispetto a maggio) e 1,1% nel 2020 (-0,4 punti rispetto a maggio)


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2' di lettura

L'Ocse abbassa le stime di crescita dell'Italia per il 2020 a +0,4% dal +0,6% indicato nello scorso maggio e conferma la crescita zero per il 2019. Il dato italiano, contenuto nell'Interim Outloook (l'aggiornamento tra i due rapporti semestrali sullo stato di salute delle maggiori economie mondiali) è il peggiore per il 2020 dopo quello dell'Argentina (-1,8%).

L'Ocse ha anche tagliato drasticamente le stime per la Germania. Il Pil tedesco è ora atteso a +0,5% quest'anno (da +0,7% stimato a maggio) e solo a +0,6% nel 2020, con una crescita dimezzata rispetto al +1,2% indicato in precedenza. «L’'andamento di Germania e Italia è molto più debole del resto della zona euro, di riflesso alla maggiore esposizione al rallentamento del commercio globale che pesa su investimenti ed export e per le dimensioni della loro industria manifatturiera», spiega l'Outlook interinale. Più “resiliente” la Francia, grazie anche alle misure di sostegno ai redditi, con un Pil previsto a +1,3% quest'anno (dato invariato) e +1,2% il prossimo (da +1,3%).

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Nell'insieme le stime per l'area euro scendono a +1,1% (da +1,2%) e +1% (da +1,4%), considerato che gli aumenti dei salari e le politiche macro-economiche accomodanti stanno sostenendo la spesa privata, ma le incertezze delle politiche, la debole domanda esterna e la bassa fiducia continuano a pesare su investimenti ed export.

Il Pil britannico è previsto a +1% (da +1,2%) e a +0,9% (da +1%), ma con il rischio di una recessione causa Brexit senza accordo. Per gli Usa le stime sono ridimensionate a +2,4% (da +2,8%) e +2% (da +2,3%), perché si farà sentire sulle aziende il peso dei dazi introdotti dalla Cina, anche se il solido mercato del lavoro e le condizioni finanziarie favorevoli continueranno a dare sostegno alla spesa delle famiglie. Il Giappone è rivisto a +1% quest'anno (da +0,7%), con uno dei rari miglioramenti delle stime, mentre resta a +0,6% il prossimo anno. Tra i big emergenti, la Cina vede una limatura delle attese di crescita a +6,1% (da +6,2%) per il 2019 e a +5,7% (da +6%) il prossimo, per le ricadute dei dazi Usa, anche se le nuove misure di stimolo e l'allentamento monetario dovrebbero attenuare l'impatto su credito e domanda.

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Il taglio più evidente, pur partendo da livelli di crescita elevati, è a carico dell'India, con un Pil stimato a +5,9% quest'anno (da +7,2%) e a +6,3% il prossimo (da +7,4%), a fronte del rallentamento della spesa privata e delle rigide condizioni finanziarie che frenano gli investimenti. Per la Russia le attese puntano a +0,9% (da +1,4%) e +1,6% (da +2,1%). Maglia nera del G20 è l'Argentina con -2,7% nel 2019 e -1,8% nel 2020. La Turchia, invece, dovrebbe rimbalzare da -0,3% quest'anno a +1,6% il prossimo.

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