Vino

Finto Prosecco: alle cantine italiane le imitazioni costano un miliardo all’anno

Dal Bordolino argentino al Perisecco tedesco, la Coldiretti fa il conto dei danni al made in Italy

di Micaela Cappellini

(ANSA)

2' di lettura

Ogni anno il vero vino made in Italy perde un miliardo di euro per colpa delle imitazioni e il Prosecco è il più copiato del pianeta. A dare i numeri sul mancato guadagno dei produttori italiani, nel corso della seconda giornata del Vinitaly Special Edition, è stata la Coldiretti, che tra i padiglioni della Fiera di Verona ha allestito una vera e propria “cantina degli orrori”: dal “Bordolino” argentino nella versione bianco e rosso, con tanto di bandiera tricolore, al “Kressecco” tedesco, dal “Barbera bianco” prodotto in Romania al Chianti fatto in California, fino al Marsala sudamericano e a quello statunitense.

Ma è il Prosecco il prodotto più bersagliato, con il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi; in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova, mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione Prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. All’Italia, fra l’altro, resta circa un mese di tempo per fare opposizione a Bruxelles contro la richiesta della Croazia di riconoscimento della “menzione tradizionale” - non della Doc - per il suo vino dolce Prosek. «È necessario fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo - ha ricordato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - anche alla luce del fatto che la Corte di Giustizia Ue si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo di termini storpiati o grafiche per richiamare tipicità protette dalle norme Ue. Per questo è importante l’impegno del ministro delle Politichea agricole Stefano Patuanelli, del governatore Luca Zaia e degli europarlamentari italiani a intervenire per far respingere la domanda».

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Quello croato è un vino completamente diverso dal Prosecco italiano: è dolce, da dessert, tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia. «La richiesta per il Prosek però è un precedente pericoloso - ha detto Prandini - che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio, dove occorre tutelare le denominazioni dai falsi».

Nel mondo, il Prosecco è diventato ormai una star delle bollicine, con le esportazioni che hanno superato il miliardo di euro, con un aumento record del 32 % nei primi sette mesi del 2021 che ne consolida la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente di bottiglie di Prosecco con un balzo del 49%, ma l'incremento maggiore delle vendite si è verificato in Russia dove gli acquisti sono quasi raddoppiati (+ 92%) mentre in Germania guadagna il 28%, seguita dalla Francia (+15 %).

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