ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl Rapporto di Banca d’Italia

Alle Marche serve una ripartenza vera: non un semplice rimbalzo

La fotografia di Palazzo Koch dell’economia di un territorio dinamico e dalla produttività multiforme, afflitto dalla pandemia e da altri mali strutturali

di Michele Romano

Lo stabilimento Tod’s per la produzione di scarpe ad Arquata del Tronto, Ascoli Piceno (Agf)

3' di lettura

A guardare il bicchiere mezzo vuoto, l’aggiornamento congiunturale al primo
semestre 2021 dell’economia delle Marche offerto dalla Banca d’Italia impone un
profondo cambiamento di quel modello che, fino al 2000, ha fatto viaggiare il Pil
regionale costantemente sopra la media italiana per poi intraprendere una discesa
divenuta strutturale, con una forbice negativa di una decina di punti percentuali.
Che la pandemia imponesse un cambiamento era evidente, così come le principali
criticità: piccola dimensione, scarsa propensione all’export, difficoltà ad operare in
rete, isolamento infrastrutturale (materiale e immateriale).

Che la ripresa non si limiti a un rimbalzo

Oggi, la crisi consegna qualche elemento in più agli stakeholder, soprattutto quelli pubblici,perché la ripresa che pur c’è stata nel primo semestre (+8,5% del Pil, meglio del+7,6% della media nazionale) non si fermi al semplice se pur sostanzioso rimbalzo.Questo perché il netto miglioramento tra gennaio e giugno, in realtà spinto principalmente dalle performance del secondo trimestre, si poggia in particolare su tre settori dell’economia regionale strettamente collegati tra loro. L’edilizia, che ha beneficiato dell’accelerazione della ricostruzione post sisma e del Superbonus, ha superato il livello precedente la pandemia: ma si tratta di sostegni a tempo determinato. «Tra cinque anni mi auguro che i cantieri aperti nell’area del cratere si chiudano tutti», auspica il direttore della sede di Ancona di Bankitalia, Gabriele Magrini Alunno, mentre gli incentivi fiscali finiranno anche prima.

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Economia circolare

La parola chiave è già oggi riuso, ma secondo Rodolfo Brandi, presidente di Ance Pesaro Urbino, «prima che la cultura del riciclo possa diventare insita nei processi produttivi, bisogna educare gli attori delle varie filiere, intervenendo con strategie che impongano il riutilizzo e allo stesso tempo intervenire anche sui produttori di rifiuti al fine diincentivare un processo virtuoso di selezione a monte del conferimento».

La meccanica

La meccanica cresce, pesa per oltre un terzo sull’incremento dell’export regionale del semestre, gli imprenditori lamentano dei ritardi per l’approvvigionamento delle materie prime e per i costi esorbitanti, provano ad assumere ma non trovano tecnici specializzati: «Si tratta di un settore che non è più solo lavorazione dei metalli: nelle Marche si realizzano macchinari ad altissima tecnologia, che finiscono in tutto il mondo». E questo impone alla filiera collegata ai big player regionali di innovarsi e digitalizzarsi velocemente.

L’arredamento e la calzatura

L’edilizia che torna al lavoro e le aziende che chiedono macchinari sono i parametri su cui si regge l’importante recupero del settore dell’arredamento, secondo per peso nella manifattura regionale. In questo quadro congiunturale nettamente migliorato rispetto all’anno scorso trova spazio anche il settore moda, sia pure con un’intensità inferiore; in particolare, la calzatura – che ha nel Fermano-Maceratese uno dei principali distretti italiani – continua a uscire dalla penalizzazione subita durante i lunghi giorni del lockdown e paga la scelta dei consumatori nell’acquistare beni considerati non di prima necessità; una prudenza che però non vale nel mercato del lusso.

Servizi, manifattura e commercio

Anche i servizi, come la manifattura, sono in crescita. Il commercio grazie alla ripresa della capacità di spesa delle famiglie e il turismo favorito dalla marcata specializzazione delle Marche nella componente domestica. «Dobbiamo far tornare gli stranieri e speriamo di colmare questa assenza il prossimo anno, Covid permettendo», osserva il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. E a proposito della capacità di attrarre, il messaggio nel medio periodo è chiaro: «Sta crescendo l’industria tecnologicamente avanzata», sottolinea Magrini Alunno. E se Frittelli Marittime Group si sta aprendo a fondi di investimento e i Merloni acquisiscono imprese funzionali al gruppo e con Ariston Holding NV tornano in Borsa per perseguire con più energia questa strategia, «è bene che anche altre aziende delle Marche allarghino l’orizzonte ad altri strumenti finanziari che non siano solo quelli bancari».

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