Intervista a Salvatore Malandrino

«Alle Pmi 10% di credito in più e un piano di liquidità per la Gdo»

Il regional manager di UniCredit in Sicilia: «L'economia dell'isola è più fragile ma con l'emergenza abbiamo messo in campo misure adeguate per sostenere famiglie e imprese»

di Nino Amadore

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Salvatore Malandrino è a capo di UniCredit in Sicilia: 260 filiali e tremila dipendenti per un totale di 950mila clienti

Il regional manager di UniCredit in Sicilia: «L'economia dell'isola è più fragile ma con l'emergenza abbiamo messo in campo misure adeguate per sostenere famiglie e imprese»


3' di lettura

Lo sguardo avanti e i piedi ben piantati per terra, guardando all’oggi. Perché in uno scenario così devastato è difficile fare altri ragionamenti. Salvatore Malandrino, da tutti inteso Salvo, regional manager di UniCredit per la Sicilia, risponde dalla sua casa di Catania: «Non mi era mai capitato di stare a casa per tutto questo tempo – dice – ma per fortuna la tecnologia che mi permette di lavorare con tranquillità». Collegato in tempo reale con una macchina , quella di UniCredit, fatta da circa 260 filiali e tremila dipendenti per 950mila clienti e una quota di mercato che vale il 22 per cento: «In Sicilia – dice Malandrino – abbiamo 450mila utenti sull’home banking e in questa fase di emergenza riusciamo a chiudere contratti anche a distanza. Una task force lavora a ritmo serrato».

Il suo è un punto di osservazione privilegiato. Che segnali arrivano dall’economia reale?
I segnali ovviamente non sono buoni ed è ancora più difficile fare previsioni. I numeri che stiamo leggendo sulla possibile contrazione del Pil sono drammatici. Situazione molto difficile ed è ovvio che un’economia più fragile ne risenta di più.

Il riferimento alla Sicilia sembra ovvio. Servono azioni efficaci sia per le imprese che per le famiglie.
Non c’è dubbio. Noi come UniCredit siamo sempre impegnati nei territori in cui operiamo e faremo anche in questo caso la nostra parte sia per le famiglie che per le imprese. Faremo una valutazione attenta esaminando le esigenze delle imprese una per una per capire come si può intervenire.

Ci faccia un esempio di misure in campo.
Per i privati abbiamo deciso di mitigare l’impatto economico rendendo disponibile la sospensione del rimborso della quota capitale delle rate dei mutui. Iniziativa attivabile restando a casa, grazie al servizio di assistenza remota con i nostri consulenti. La moratoria è rivolta a tutti coloro che si trovano in una situazione di difficoltà finanziaria legata all’emergenza, come ad esempio l’interruzione del contratto di lavoro, la sospensione dal posto di lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro.

E per le imprese?
In questo caso oltre alle misure dell’Abi e in linea con il decreto Cura Italia, abbiamo previsto per le Piccole e medie imprese finanziamenti aggiuntivi pari al 10% dell’utilizzato in essere attraverso la rinegoziazione o il consolidamento del debito e la garanzia del Fondo centrale di garanzia. Per le altre imprese che non rientrano tra le Pmi sono previsti la sospensione del rimborso della quota capitale delle rate per 3-6 mesi, con possibilità di proroga fino a un massimo di 12 mesi; la proroga delle linee di import fino a 120 giorni, finalizzata a supportare la gestione del capitale circolante; la concessione di linee di credito di liquidità con durata sino a 6 mesi. Poi stiamo facendo alcune operazioni in settori precisi sempre con l’obiettivo di fornire liquidità al sistema.

Per esempio?
Uno è quello della Grande distribuzione. Abbiamo chiuso degli accordi con i principali gruppi a livello nazionale proprio per velocizzare i pagamenti alle aziende fornitrici e garantire loro la liquidità necessaria; stiamo lavorando per estendere queste operazioni anche in Sicilia.

Uno dei settori più danneggiati è il turismo: in Sicilia è stato praticamente azzerato.
Beh sì, la speranza è che si riesca a salvare almeno la stagione estiva. Tutto dipenderà dalla fine della fase di emergenza. Se dovesse durare non oltre il mese di aprile potremmo sperare che poi piano piano le cose possano cominciare a riprendersi.

Prima della chiusura per pandemia avevate avviato alcune iniziative. Che fine faranno?
Già, sulle Zes per esempio avevamo avviato un percorso di promozione all’estero. L’idea era di far conoscere le potenzialità delle nostre Zes nelle grandi associazioni industriali europee e proseguire con quelle italiane. Ci siamo dovuti fermare ma appena le condizioni lo consentiranno riprenderemo con ancora più forza la nostra attività.

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