grande distribuzione

Alleanza Carrefour-Tesco nella guerra sui prezzi

di Nicol Degli Innocenti e Giovanna Mancini

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3' di lettura

Un’alleanza strategica a beneficio dei consumatori: così è stata presentata ieri l’intesa tra le due maggiori catene europee della grande distribuzione (Gdo). La britannica Tesco e la francese Carrefour hanno annunciato un accordo globale per creare un’unica centrale d’acquisto, allo scopo di ridurre i costi e contrattare con i fornitori prezzi più bassi, promettendo di ribassare a loro volta i prezzi per i clienti.

I due giganti della grande distribuzione, che hanno vendite annuali di 88 miliardi di euro (Carrefour) e 65,2 miliardi (Tesco), hanno unito le forze per aumentare la propria competitività in uno scenario internazionale che vede crescere la concorrenza dei player dell’ecommerce, come Amazon, o delle catene discount, come Lidl e Aldi.

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L’operazione Carrefour-Tesco
«Uniamo l’esperienza negli acquisti di due leader globali, con posizionamenti geografici complementari e una strategia comune», ha commentato Alexandre Bompard, amministratore delegato di Carrefour. L’intesa triennale «amplierà la scelta per i nostri clienti, aumenterà la qualità e abbasserà i prezzi», ha assicurato Dave Lewis, Ceo di Tesco. I due gruppi uniranno inoltre le divisioni marketing e raccolta e analisi dati di mercato e acquisteranno insieme i prodotti venduti con il proprio marchio, con la possibile eccezione dei prodotti freschi, che verranno acquistati da fornitori locali. La mossa è anche difensiva: le vendite di Carrefour sono rallentate nei primi mesi dell’anno e il gruppo ha annunciato un taglio dei costi e dei posti di lavoro con risparmi previsti di 2 miliardi entro il 2020 e massicci investimenti nella divisione online.

Secondo gli analisti l’operazione Tesco-Carrefour (che dovrebbe essere formalizzata tra due mesi) porterà risparmi intorno ai 450 milioni di euro, ma comporta il rischio di una guerra al ribasso dei prezzi con conseguenze negative per i produttori, soprattutto i grandi fornitori di prodotti di largo consumo come Nestlé, Unilever o Danone. Da Carrefour Italia sono arrivate comunque rassicurazioni per gli stakeholders italiani: « l’azienda continuerà a impegnarsi con i propri fornitori locali, con cui ha sviluppato negli anni solidi rapporti», si legge in una nota. Nei suoi negozi, Carrefour ha circa 30mila referenze made in Italy e il 90% dei fornitori sono italiani.

Le strategie
L’aumento della concorrenza a livello globale sta costringendo i grandi del settore a rivedere le proprie strategie. Tesco ha ceduto la divisione Usa e avviato un piano di rilancio, acquistando la catena all’ingrosso Booker. Il suo dominio in Gran Bretagna è però insidiato dal recente annuncio dell’acquisizione del numero tre Asda, di proprietà di Wal-Mart (il primo operatore mondiale, con ricavi sopra i 456 miliardi di euro nel 2016, secondo l’ultimo report di Mediobanca), da parte del numero due Sainsbury’s. Dopo tre mesi di trattative, inoltre, nei giorni scorsi è stato annunciato l’accordo per una nuova mega-centrale d’acquisto europea, che vede l’alleanza tra i gruppi francesi Casino e Auchan (rispettivamente 36 e 52,8 milioni di fatturato nel 2016, fonte Mediobanca), quest’ultimo già partner del gruppo Schevier e della tedesca Metro.

Quanto ad Amazon – che proprio un anno fa siglava l’acquisizione negli Stati Uniti di Whole Foods – continua ad ampliare la sua offerta nel settore alimentare. In Italia è presente con i servizi Grocery e Prime Now, quest’ultimo in accordo con Unes e Naturasì nell’area di Milano, e ulteriori accordi con la Gdo si contano in Francia e Spagna, mentre negli Stati Uniti il big dell’ecommerce è presente anche con alcuni prodotti a marchio proprio.

La pressione, per i leader tradizionali della distribuzione, è soprattutto sul fronte del prezzo visto che hanno la necessità di coniugare costi competitivi con una offerta di marca. Di qui la necessità di aumentare il proprio potere di acquisto nei confronti dell’industria. A questo scopo sono nate anni fa le centrali d’acquisto, a livello sia di singoli Paesi, sia internazionale. Un modello che, forse, oggi non basta più e cominciano a imporsi anche operazioni «one-to-one», come quella annunciata da Carrefour e Tesco. «Il settore sta attraversando una fase di cambiamenti senza precedenti e servono nuovi modi di gestire il business – ha commentato ieri David McCarthy, global head of consumer retail research di Hsbc IB. – È difficile quantificare i benefici dell’alleanza tra Carrefour e Tesco, ma sul lungo termine potrebbero essere significativi».

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