Famiglie e studenti

Alleanza didattica tra docenti e piattaforme

di Giampaolo Colletti

3' di lettura

Lezioni, interrogazioni, confronto con gli studenti, esercitazioni. Il tutto a distanza. Benvenuti nella scuola virtuale ai tempi dell’emergenza coronavirus, con le classi ancora chiuse in tutta Italia. Ma oggi la didattica in remoto offre una pluralità di piattaforme tecnologicamente avanzate. E di riflesso formati e modelli di utilizzo.

Nei giorni scorsi il Miur ha deciso di censire le piattaforme certificate. E l’ha fatto nel neonato portale per la didattica a distanza. «Oggi sul mercato ci sono una molteplicità di soluzioni. Sono pensate per formare a distanza e per interagire con gli studenti. Lo scopo è quello di permettere a chi lavora nella scuola di contare su un supporto tecnologicamente avanzato che aiuti nel creare le classi digitali, condividere contenuti, verificare l’apprendimento e fare videolezioni a distanza», afferma Dianora Bardi, presidente del Centro studi ImparaDigitale, associazione nata nel marzo 2012 per promuovere lo sviluppo di una modalità didattica innovativa.

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«La necessità è riparametrare la didattica a seconda dell’ordine perché ogni età ha esigenze diverse. La formazione per i bambini della primaria è molto differente anche come capacità di attenzione di quella erogabile in moduli di più ore per gli studenti delle scuole superiori. Quello che manca è una regia generale per condurre per mano i docenti a parlare con questa tipologia innovativa di didattica. Anche perché il docente vive un’esperienza nuova rispetto a queste sfide», precisa Bardi.

Le piattaforme dei colossi

Tra le soluzioni proposte la più diffusa vede i natali Oltreoceano, in Silicon Valley. Si chiama Google suite for Education. Il colosso hi-tech di Mountain View ha aderito all’appello del ministero, mettendo a disposizione gratuitamente la propria piattaforma tecnologica per la scuola a distanza nella versione più avanzata. Collabora in qualsiasi momento e ovunque con una suite di strumenti per l’istruzione: questo il messaggio di presentazione di una piattaforma scelta dai docenti per creare occasioni di apprendimento, snellire le attività amministrative e stimolare gli studenti alla partecipazione.

Il valore aggiunto è nel pacchetto di servizi della galassia Google. Oltre a quelli classici, ci sono anche Hangouts Meet e Classroom, ossia gli applicativi che abilitano direttamente la didattica a distanza. Proprio Classroom è il servizio web che mira a semplificare la creazione e la distribuzione di materiale didattico, l’assegnazione e la valutazione di compiti online.

Le classi che adottano Microsoft Education vengono abilitate all’ultimo pacchetto del colosso informatico di Redmond chiamato Office 365. Tra questi c’è l'utilizzo di OneNote nella sua versione multimediale.

In questo modo gli studenti, guidati dai loro docenti, partecipano in tempo reale a una proposta in modalità multifinestra: c’è la presenza del docente, l’area di scrittura con lo scambio di materiale informativo e la chat per interagire in tempo reale durante tutta la sessione.

La scuola continua

Unire le forze per un servizio utile, rapido, efficace. Così nasce #lascuolacontinua, iniziativa navigabile sul sito Lascuolacontinua.it e promossa da Cisco, Google, Ibm e Weschool by Tim. Il progetto prevede la creazione di una community virtuale per scuole, dirigenti e docenti, col coinvolgimento attivo della scienziata Ilaria Capua ,insieme all'Associazione Copernicani e con il supporto metodologico del Centro Studi ImparaDigitale.

«Oggi non è la tecnologia che manca, ma l'alfabetizzazione all'uso delle piattaforme, la consapevolezza, il coinvolgimento. Noi siamo riusciti ad intercettare molti docenti quando abbiamo iniziato ad erogare pacchetti formativi per loro sulle metodologie legati alla didattica innovativa», afferma Marco De Rossi, ventinovenne milanese a capo di Weschool: nel team figurano una decina di professionisti per erogare formazione a studenti e docenti.

«Abbiamo a bordo 100mila docenti e oltre 440mila studenti e siamo la seconda app più scaricata dopo Google nel settore istruzione. Siamo arrivati tre anni fa sul mercato con uno strumento user friendly pensato per il mobile. Oggi la collaborazione è la chiave per fare formazione: d’altronde in un contesto in cui gli incentivi economici per i docenti non ci sono, occorre lavorare su altre leve motivazionali», precisa De Rossi.

Così è soprattutto nell’alleanza tra docenti e piattaforme che si prova a ripensare la scuola al tempo del Coronavirus.

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