le mosse sul fronte del petrolio

Alleanza energetica Mosca-Pechino. La Cina entra nel capitale di Rosneft

di Antonella Scott


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Grandi manovre in Estremo Oriente: il Ceo di Rosneft Igor Sechin (al centro) accanto a Vladimir Putin ai cantieri “Zvezda”. (Ap)

3' di lettura

La lunga marcia di avvicinamento di Pechino verso Rosneft si è conclusa con l’annuncio dell’ingresso cinese nel capitale del colosso petrolifero russo, il primo al mondo tra le compagnie quotate. Uno dei più consistenti investimenti cinesi in Russia. Cefc (China Energy Corporation), un conglomerato privato in rapida ascesa nel mondo cinese dell’oil & gas, acquisirà una quota del 14,16% di Rosneft pagando, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, 9,1 miliardi di dollari.

Le azioni della compagnia russa hanno salutato la notizia con un guadagno del 3,17% sulla Borsa di Mosca. Il presidente Igor Sechin, stretto alleato di Vladimir Putin, ha spalancato le braccia ai nuovi azionisti: «Per noi è un avvenimento importante - ha detto, intervistato dalla tv russa -, che dà un assetto definitivo alla struttura azionaria della compagnia. E siamo lieti che si tratti proprio di una corporation cinese. Ci auguriamo che la cooperazione con questo partner ci dia la possibilità di realizzare delle sinergie». Sechin ha aggiunto di ritenere che il calo del dollaro nei confronti dell’euro avesse reso troppo oneroso per Qia e Glencore il rimborso del debito contratto.

Stato russo sempre primo azionista
Nella proprietà di Rosneft non cambia la quota di maggioranza detenuta dallo Stato russo, con il 51%, né quella in mano alla britannica Bp (19,8%). Scende invece al 5,2% la partecipazione del 19,5% della holding Qhg, divisa tra la Qatar Investment Authority (Qia) e il trader Glencore. Il consorzio era entrato in Rosneft nel gennaio scorso tramite un’operazione di cui è stata advisor Intesa Sanpaolo, finanziando il consorzio con un prestito di 5,2 miliardi di euro. Operazione ora andata a buon fine: «A seguito della cessione al Fondo Cefc del 14,16% della quota di Rosneft, da parte del consorzio formato da Qia e Glencore - ha dichiarato un portavoce di Intesa Sanpaolo -, il finanziamento rilasciato da Intesa Sanpaolo al consorzio - pari a 5,2 miliardi di euro - sarà interamente rimborsato».

A fronte della crisi economica e del ribasso dei prezzi del petrolio, alla fine dell’anno scorso la privatizzazione di una parte di Rosneft aveva contribuito ad alleviare i problemi di bilancio federale dello Stato russo.

Glencore, compagnia anglo-svizzera impegnata nel trading di materie prime, ha fatto sapere con una dichiarazione che la quota del 14,16% verrà ceduta a Cefc a un premio di circa il 16% al prezzo medio ponderato degli ultimi 30 giorni delle azioni Rosneft. A transazione conclusa, le rispettive partecipazioni di Glencore e di Qia ammonteranno allo 0,5 e al 4,7% del capitale. La quota di Rosneft sul mercato è pari al 10,4%.

Salto di qualità
Nel corso dell’estate l’intesa Cefc-Rosneft, con cui la partnership energetica tra uno dei primi produttori mondiali di petrolio (i russi) e il Paese al secondo posto tra i consumatori (i cinesi) compie un vero salto di qualità, era stata preceduta da rivelazioni, accordi minori, rinvii e smentite che si erano intensificati negli ultimi giorni, prima al vertice dei Brics a Xiamen e poi, a Vladivostok, al Forum economico orientale. Con Sechin sotto sanzioni negli Stati Uniti, e Rosneft sia negli Usa che in Europa in seguito alla crisi ucraina, la Russia era ansiosa di dimostrare di poter trovare altrove finanziamenti e partner stranieri ancora interessati a investire nell’industria petrolifera russa.

La notizia dell’acquisizione è stata diffusa mentre Sechin si trovava ancora insieme a Putin in Estremo Oriente, in visita ai cantieri “Zvezda” (Stella) del porto Bolshoj Kamen, dove sono state varate quattro nuove navi di Rosneft da impiegare nei progetti oil & gas della compagnia nell’Artico. Un altro fronte, con ogni probabilità, che farà da scenario al rafforzato asse russo-cinese. Come ha spiegato Sechin in televisione, i cinesi di Cefc avranno accesso ai giacimenti di Rosneft e ai progetti della compagnia nella Siberia orientale: «Sfruttiamo ogni opportunità con animo aperto - è scritto sul sito di Cefc -. Come un oceano che alimenta cento fiumi».


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