trasporti aerei

Alleanza tra gli aeroporti di Rimini e San Pietroburgo

di Natascia Ronchetti


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2' di lettura

Una strategia di marketing condivisa per offrire condizioni tariffarie vantaggiose alle compagnie aree, a partire dal vettore Rossyia, del gruppo Aeroflot. Con l’accordo tra l’aeroporto di Rimini Federico Fellini e lo scalo di San Pietroburgo si aprono nuove prospettive per incrementare i flussi turistici dalla Russia alla Romagna e, viceversa, dall’Italia verso San Pietroburgo. L’intesa, di durata quinquennale, coinvolge anche il Committee, l’ente governativo per lo sviluppo turistico del distretto della città russa e prevede di estendere a tutto l’arco dell’anno i collegamenti aerei tra le due città, che adesso, limitati a venti settimane durante la stagione estiva, sono assicurati oltre che da Rossyia dalla compagnia charter North Wind, per un totale di sessanta voli.

L’accordo, firmato nei giorni scorsi in Russia, arriva mentre lo scalo di Rimini, a poco più di un anno dall’inizio dell’attività dopo lo stop forzato a causa della bancarotta della precedente società di gestione Aeradria, procede verso l’obiettivo di crescita fissato dal piano di sviluppo pluriennale, che prevede per il 2017 di raggiungere dai 300 ai 340mila passeggeri. Il primo step di un programma di crescita con il quale la nuova società di gestione del Fellini, AirRiminum, si candida a diventare un punto di riferimento non solo per la Romagna ma anche per altre regioni come le Marche e l’Umbria. «L’orizzonte temporale di cinque anni – spiega Leonardo Corbucci, amministratore delegato di AirRiminum – ci consente di mettere in piedi la macchina operativa per cominciare a raccogliere i primi risultati dal 2018».

Il primo scenario che si apre è quello dell’incremento dei flussi turistici dall’area di San Pietroburgo, il cui scalo è un colosso da 13,3 milioni di passeggeri all’anno. Un secondo accordo firmato con il Bureau di informazioni turistiche della città russa, che aprirà un proprio ufficio di rappresentanza al Fellini entro quest’anno, dovrebbe permettere di agganciare gli italiani che si muovono verso la Russia, «Paese che si conferma fondamentale per l’industria delle vacanze romagnola – prosegue Corbucci – e con il quale stiamo cercando di costruire un nuovo modello di partnership». L’obiettivo nel medio e lungo periodo è quello di intercettare anche i turisti cinesi che nei loro viaggi in Europa fanno tappa a San Pietroburgo e che oggi sono circa 1,5 milioni di persone. Un obiettivo sostenuto dalle richieste dei tour operator che auspicano collegamenti dalla Russia con altre destinazioni europee e con l’Italia.

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