TECNOLOGIE

Alleanza Hera e Bio-On per creare bioplastica dall’anidride carbonica

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

Dal matrimonio tutto bolognese tra il piccolo gioiello tecnologico Bio-On e il colosso multiutility Hera nasce la newco che svilupperà la produzione di bioplastica sfruttando solo anidride carbonica ed energia solare. Battezzata Lux-on, la nuova creatura è frutto di due anni di gestazione nei laboratori di ricerca di Bio-On, tra Italia e Stati Uniti, ed è per ora controllata al 90% dalla casamadre leader nella bioplastica e al 10% dal gruppo Hera (con una call per salire fino al 49,9%) ed è destinata a rivoluzionare la produzione di biopolimeri PHAs: fin qui si sono utilizzate materie prime naturali come melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, glicerolo e olio di frittura esausto; ora invece si catturerà semplicemente CO2 (anidride carbonica) dall’atmosfera contribuendo tra l’altro a ripulire l’aria, a costo zero e senza l’utilizzo di fonti fossili.

I laboratori e il primo impianto del nuovo progetto Lux-on verranno costruiti entro il 2019 vicino allo stabilimento industriale di Bio-on Plants a Castel San Pietro Terme (Bologna), su un’area di 1.500 mq, di cui 600 mq coperti, con una capacità produttiva flessibile ed espandibile rapidamente. Saranno i tecnici Bio-on, in collaborazione con Hera, a progettare e realizzare gli impianti di recupero dell’anidride carbonica dall’atmosfera e quelli fotovoltaici e i tempi per l’industrializzazione saranno rapidi perché si sfruttano molti dei principi e delle attrezzature già utilizzate nella tecnologia standard del sito Bio-On. In agenda anche la firma di partnership internazionali con i maggiori player della tecnologia associata all’idrogeno, ai fini dello stoccaggio dell’energia fotovoltaica, al fine garantire la produzione di bioplastiche 24 ore su 24.

L’accordo fra le due aziende nasce in un contesto territoriale, quello emiliano, all’avanguardia per dinamismo, tecnologia e internazionalizzazione. «Siamo estremamente soddisfatti della partecipazione di Hera – spiega Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on – perché ci consente di aumentare la sostenibilità industriale di un nuovo concetto produttivo. E siamo particolarmente orgogliosi di dare concretezza a un sogno dell’umanità come catturare CO2 dall’atmosfera per produrre materiali innovativi come il nostro biopolimero PHAs. Questa nuova sfida che allargherà ancora di più, nei prossimi anni, i nostri clienti consolidando il primato dell’Italia nella produzione di biopolimeri di alta qualità nel mondo». E il presidente esecutivo del gruppo Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, aggiunge: «Innovazione e sostenibilità due principi fondamentali su cui si fonda lo spirito della nostra multiutility. La partecipazione alla nuova società fondata da Bio-on è la rappresentazione di una naturale comunione di intenti e di un’alleanza che crediamo possa essere sviluppata con grande successo anche oltre il nostro territorio e in diversi ambiti di intervento».

A valle dell’alleanza in Lux-on, Hera e Bio-On collaboreranno anche a sviluppare una seconda linea di soluzioni per ricavare biopolimeri da sotto-prodotti sostenibili. Progetto di cui è capofila Hera chiamato PHA-CEL, che consiste nella trasformazione della cellulosa di sfalci e potature in zuccheri semplici che, sottoposti a trattamento enzimatico, permettono di essere utilizzati in fermentazione, per produrre tra l’altro biocombustibili. «Un ambito con ampi margini di sviluppo – rimarca il numero uno della multiutility – considerando che Hera raccoglie ogni anno 200mila tonnellate di sfalci e potature e che potranno essere trasformati anche in bioplastiche grazie alla nostra tecnologia».

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