INTERVISTA

«Alleanza Stato-imprese Capitale pubblico a tempo per salvare aziende in crisi»

Riccardo Fraccaro. Il sottosegretario a Palazzo Chigi: aiutare le intere filiere, devono ripartire appena possibile

di Giorgio Santilli

default onloading pic
(Imagoeconomica)

Riccardo Fraccaro. Il sottosegretario a Palazzo Chigi: aiutare le intere filiere, devono ripartire appena possibile


4' di lettura

«Stiamo varando un intervento epocale, centinaia di miliardi di liquidità alle imprese garantiti dallo Stato. Non ricordo qualcosa del genere nella storia, è il momento drammatico a richiederlo. Ma dobbiamo fare ancora di più, una grande alleanza fra lo Stato e l’impresa per salvare il nostro tessuto imprenditoriale, questa è la priorità assoluta perché diversamente le conseguenze sarebbero disastrose. C’è il pericolo della desertificazione delle principali filiere del Paese da scongiurare. Per ricostruirle servirebbero anni e anni, questo non possiamo permettercelo. Dobbiamo invece ripartire appena possibile salvaguardando il tessuto produttivo con la garanzia dei pagamenti delle imprese di ogni dimensione». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, passa la domenica fra riunioni per mettere a punto il decreto legge liquidità che oggi andrà al Consiglio dei ministri. Un capitolo che il decreto affronterà, oltre alla liquidità, è la difesa delle nostre imprese da scalate ostili e da crisi finanziarie che ne minerebbero la sopravvivenza. «Abbiamo annunciato - spiega Fraccaro - il rafforzamento e l’estensione del Golden power. Ma non stiamo lavorando solo alla difesa normativa delle nostre imprese da scalate ostili, bensì anche a una difesa sostanziale, economica, per arginare gli effetti di un possibile impoverimento del loro capitale in questa fase. Siamo pronti a un intervento pubblico di emergenza nel capitale delle imprese».

Sottosegretario Fraccaro, questo è un cambio di passo del vostro intervento. Ci sarà una norma nel decreto per favorire queste operazioni?

Stiamo valutando se serva una norma. Abbiamo già strumenti in Cassa depositi e prestiti, per esempio, per fare questo tipo di interventi nel capitale delle imprese. Si tratta di adattarli e potenziarli, se serve. Sia il governo che Cdp stanno lavorando intensamente a questo aspetto che consideriamo decisivo, sempre nella finalità di salvare il nostro tessuto industriale.

Non si rischia una nazionalizzazione dell’economia italiana?

Ho detto che l’intervento deve essere temporaneo e sollecitato da una condizione di emergenza. Non si tratta di una nazionalizzazione dell’intera economia quanto di un intervento pubblico a tutela di specifici settori. Ripeto: in questo momento serve una grande alleanza fra Stato e impresa.

Come garantirete la liquidità?

Anzitutto rilanciando le norme del decreto Cura Italia, dove già erano previsti interventi in favore della liquidità. La chiusura delle attività produttive in larga scala e su tutto il territorio nazionale si è resa necessaria dopo quel decreto e quindi si è allargata notevolmente la platea delle imprese che ne hanno bisogno. Inoltre l’Unione europea, anche su nostra pressione, acconsente ora a una garanzia 100%. Un passaggio decisivo.

Perché?

Perché se la garanzia è al 90%, la banca si deve accollare i rischi sul restante dieci per cento e questo non facilita i prestiti. In questa fase è vitale allargare questa garanzia al 100%.

Il 100% sarà garantito solo fino a prestiti di 800mila euro?

Per i prestiti fino a 5 milioni la garanzia potrà arrivare al 100% con la controgaranzia di Confidi. In ogni caso parliamo di garanzie su centinaia di miliardi, la nostra priorità è dare ossigeno alle aziende.

Tra le situazioni in cui è fondamentale garantire il 100% quella relativa a imprese che hanno difficoltà finanziarie o crediti semi deteriorati.

Vogliamo tutelare tutti, tutte le filiere devono essere pronte a ripartire al meglio quando sarà possibile.

Chi sarà a erogare il prestito alle imprese? La banca? Cdp? Qualche sua controllata come Sace?

L’erogazione la farà la banca. Ma dietro ci sarà un meccanismo dello Stato per garantire la banca. Pensiamo a un fondo statale salva-impresa.

Che sarà gestito da Cdp?

È un’opzione, basta confrontare altri modelli europei. Tutti stanno facendo quello che facciamo noi, a partire da Germania e Francia. Tenga conto che Cdp ha comunque un ruolo decisivo, in questi mesi ha erogato 17 miliardi a imprese ed enti locali.

L’altra opzione per il fondo salva-imprese è una gestione Sace?

L’importante è che venga garantita la liquidità con un sistema che abbia le spalle coperte dallo Stato, che mai come ora deve avere un ruolo centrale per l’economia del Paese. Anche per questo abbiamo aumentato di 7 miliardi il Fondo di garanzia per le Pmi.

C’è un altro tema per le imprese. Come e quando si potrà riaprire? Filiere essenziali, come l’agroalimentare, presentano già difficoltà, nel reperire manodopera per la raccolta.

Siamo consapevoli che il tessuto produttivo non può reggere chiusure troppo lunghe. Questa esigenza prioritaria va contemperata con l’altra esigenza fondamentale della tutela della sicurezza dei cittadini. Sul quando riaprire è prematuro rispondere, è necessaria una base scientifica di dati su cui ragionare. Credo che la prossima settimana potrebbe essere decisiva. Ma noi stiamo facendo già un enorme lavoro sul come ripartire e su cosa sarà necessario fare nella fase in cui dovremo convivere con il virus. Dobbiamo garantire che ripartano le attività produttive appena possibile nella consapevolezza che nessuno potrà abbassare la guardia rispetto al virus. Ne va della vita di tanti cittadini.

Pensate a un set di regole per le imprese?

Più che a norme penso dovremo fare una valutazione su una riorganizzazione complessiva del modo di vivere e produrre per massimizzare la tutela della salute garantendo però una ripresa delle attività. Anche questo è un capitolo dell’alleanza Stato-imprese. Dobbiamo pensare a un modello produttivo economicamente sostenibile che utilizzi in positivo anche la lezione di questi giorni. Molte imprese ci stanno già pensando in autonomia. Vedo il grande lavoro che sta facendo, per esempio, Poste Italiane. Una collaborazione anche qui è inevitabile.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...