rigenerazioni

Allianz riqualifica Corso Italia 23, nuovo «campus urbano» di Milano

Nuova vita per la sede lasciata nel 2018 e progettata a inizio anni 60 da Gio Ponti, con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli

di Fabrizia Villa


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Il progetto di riqualificazione Corso Italia 23

3' di lettura

Nel 1962 Gio Ponti, con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli, presentavano alla città di Milano la nuova sede della compagnia assicuratrice Ras, oggi Allianz. Non un semplice taglio del nastro, ma il racconto di una nuova visione del futuro del lavoro e della modernità. Nel 2022, 60 anni dopo l’inaugurazione del complesso di tre edifici tra corso Italia e via Santa Sofia, toccherà alla sede londinese di SOM, lo studio di architetti Skidmore Owings & Merrill, raccontare il lavoro e la modernità oggi.

Corso Italia 23, questo il nome del progetto di riqualificazione dei 45mila metri quadri nel cuore di Milano lasciati da Allianz nel 2018 con il trasferimento del quartier generale nella torre progettata da Isozaki a City Life, vuole essere «senza tempo e resiliente». A spiegarlo è Yasemin Kologlu, design director di SOM, il cui approccio al design ha l’obiettivo di integrare benessere, sostenibilità e innovazione tecnologica.

« In questo caso», prosegue Kologlu, «per noi è anche importante raccogliere l'eredità di Ponti e Portaluppi», che già negli anni Sessanta avevano pensato al benessere di chi lavorava negli uffici di corso Italia e alla connessione con l’area circostante.

Quello di SOM è un progetto in parte “riparatore”, intenzionato a restituire lo spirito che Ponti avrebbe voluto dare al complesso, più aperto verso la città, con quella visione più leggera a cui in parte dovette rinunciare per andare incontro ai regolamenti edilizi e alla volontà della committenza di realizzare una sede che potesse incarnare i principi societari di solidità e incorruttibilità.

Là dove Ponti dovette rinunciare alla luminosità delle piastrelle di gres diamantate a favore dei più solidi granito e cemento per vestire gli edifici, SOM lavorerà creando tre facciate con texture diverse, interpretandole come elemento urbano interconnesso con l’ambiente circostante. I nuovi materiali impiegati permetteranno di far entrare luce all’interno e di bloccare le radiazioni dall’esterno riducendo, con i pannelli solari, la dispersione del calore del 60 per cento.

«Crediamo che creare valore attraverso la sostenibilità sia la sfida della nostra generazione e questa passa anche attraverso la creazione di progetti senza tempo», spiega Alexander Gebauer, amministratore delegato di Allianz Real Estate West Europe.

Il progetto, protagonista di una vera rigenerazione urbana come lo fu quello di Ponti nel Secondo Dopoguerra, ha l’obiettivo di creare un campus urbano, un luogo di lavoro flessibile che permetterà ai futuri occupanti (non è ancora chiaro se si andrà verso una soluzione multi tenant o meno) di scegliere liberamente quali tecnologie integrare a seconda delle esigenze operative. L’approccio inside-out del progetto pone al centro le persone e mira a soddisfare le esigenze degli utenti offrendo un programma di servizi per gli occupanti. La nuova corte interna, con il suo giardino, costituisce il cuore del campus creando interazione tra i tre edifici.

Verranno aggiunte nuove lobby, spazi di aggregazione, aree per la ristorazione e il fitness, oltre a una grande nuova terrazza che andrà ad affiancare le aree verdi previste tra un edificio e l'altro.

Per saperne di più basterà passare fino a domenica 6 (dalle 12 alle 19 e domenica apertura prolungata fino alle 21) da corso Italia 23 e visitare la mostra pop-up “Lavori in Corso... Italia 23”, esposizione a ingresso libero nel cuore del cantiere, che racconterà passato e futuro non solo di un’architettura, ma di una città che cambia e cresce come Milano. Un evento aperto, l'inizio di un dialogo che sicuramente Gio Ponti avrebbe apprezzato.

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