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Allo studio un biopesticida che salva le api lottando contro gli insetti dannosi

Nuovo prodotto dalla sperimentazione di Enea e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

di Davide Madeddu

Api stremate dal caldo, crolla raccolta miele: - 40%

2' di lettura

In arrivo il biopesticida alleato delle api. Ossia capace di bloccare altri insetti dannosi senza colpire le api. Si tratta del nuovo prodotto messo a punto dall'Enea in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che agisce sfruttando molecole che esercitano un controllo naturale sugli organismi infestanti. Obiettivo: salvaguardare le produttrici di miele, in diminuzione: una perdita, come sottolinea Salvatore Arpaia, ricercatore della Divisione Enea di Bioenergia, bioraffineria e chimica verde, che ha interessato diversi paesi dell'Europa occidentale, tra cui l'Italia.

«Si tratta di un fenomeno che ha diverse cause – sottolinea – come l'agricoltura intensiva, l'uso di pesticidi, la perdita di habitat, i virus ma anche gli attacchi di agenti patogeni e specie invasive come l'acaro Varroa destructor, da anni presente in tutta Italia».
Non solo: «A quest'ultima specie – continua il ricercatore – si sono poi aggiunti di recente il calabrone asiatico Vespa velutina e il piccolo coleottero dell'alveare Aethina tumida che, al momento, ha una diffusione territoriale circoscritta alla parte più meridionale della Calabria».

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Da qui l'idea di testare il prodotto proprio in Calabria dove «presso la sezione dell'Istituto Zooprofilattico di Reggio Calabria, il coleottero viene mantenuto in allevamento sottoposto a stringenti misure di contenimento».Alla base dell'esperimento le biotecnologie, «o meglio la tecnica dell'Rna interferente», ossia un modo di agire che ha l'obiettivo di bloccare la sopravvivenza o fertilità dell'insetto.

«Le larve alimentate con dieta contenente le molecole che abbiamo sintetizzato nei nostri laboratori Enea di Trisaia, in Basilicata, soffrono di un decremento nel tasso di sviluppo, di un rallentamento nel ciclo biologico e, da adulti, di una sensibile riduzione della fertilità – aggiunge –. La coesistenza di questi tre effetti in una popolazione in natura porta a un prevedibile rapido contenimento dei danni del coleottero a carico dell'alveare, della produzione apistica, senza alcun rischio per l'ambiente e per l'uomo».

Quanto alla salute delle api: «La bassissima similarità rivelata dall'analisi Blast porta a escludere eventuali effetti dovuti alla sequenza utilizzata. Per valutare la possibilità di effetti off-target sulle api, sarà necessario procedere a una successiva prova in vivo, anche se le evidenze disponibili in letteratura riferite ad altri dsRNA indicano che l'ape è generalmente poco sensibile al silenziamento genico indotto dalle molecole che abbiamo utilizzato».

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