polveri sottili

Allo studio il sistema per controllare le emissioni di stufe e camini in città

L’Enea partecipa per l’Italia a un progetto sperimentale europeo per il controllo da remoto definendo uno standard comune di misurazione

di Davide Madeddu

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Ansa

L’Enea partecipa per l’Italia a un progetto sperimentale europeo per il controllo da remoto definendo uno standard comune di misurazione


2' di lettura

Controllare da remoto delle emissioni di stufe a pellet ma anche di camini tradizionali e forni a legna per ridurre al massimo le emissioni nell'aria. O meglio, individuare i momenti critici e agire di conseguenza. Il tutto attraverso un sistema che permette di misurare le polveri sottili emesse da stufe, caminetti e caldaie a biomassa considerate una delle maggiori fonti di polveri sottili, soprattutto in città.

È quanto prevede il progetto sperimentale Ue “IMPRESS II - Metrology for Air Pollutant Emissions” - per l’Italia partecipa l’Enea insieme ad altri 17 paesi dell’Unione europea -, che si occupa di sviluppare metodi di analisi e misura di alcuni inquinanti atmosferici, tra cui gli ossidi di azoto e i particolati PM 2.5 e PM10, con l’obiettivo di migliorare la tecnologia alla base degli impianti di riscaldamento alimentati a legna e pellet.

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«I moderni apparecchi domestici sono molto più efficienti per prestazioni e impatto ambientale rispetto al passato, ma la combustione di biomasse rimane una fonte importante di particolato ai danni della qualità dell'aria - dice Francesca Hugony del Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica dell'Enea - . Per questo motivo l’Unione europea sta andando nella direzione di imporre target di emissioni sempre più stringenti». La ricercatrice ricorda che «solo in Italia più del 90% del PM10 generato dal settore riscaldamento domestico deriva proprio dai piccoli apparecchi a legna».

L’obiettivo del progetto è quello di raggiungere uno standard di misurazione a tutti i tipi di stufe e caldaie. «Questo sistema - argomenta Hugony - dovrà dare risultati ripetibili con un’accuratezza tracciabile e garantita. Non solo, dovrà fornire al consumatore informazioni affidabili sulle caratteristiche emissive di un particolare apparecchio o caldaia». Obiettivo della ricerca è quello di arrivare a un metodo di misurazione standard in grado di dare informazioni affidabili sulle caratteristiche emissive.

Per quanto riguarda la sperimentazione e per verificare l'affidabilità del nuovo dispositivo , Enea e Innovhub hanno scelto una stufa a pellet «dalla potenza nominale di 8 kW», con emissioni stabili «necessarie per fare un confronto tra i diversi campionamenti». Il sistema prevede una “camera di diluzione” dove il gas di combustione viene miscelato con aria secca, filtrata e preriscaldata a una temperatura costante di 35-40° centigradi. Il campionamento viene poi gestito da remoto, attraverso un software di controllo che garantisce, «a differenza degli altri sistemi di misura, la replicabilità dei parametri operativi».

Poi il passaggio nei tre laboratori europei specializzati in quest'ambito: il coordinatore del progetto INERIS (Institut national de l'environnement industriel et des risques), DTI (Danish Technological Institute) e RISE (Research Institutes of Sweden).

Dopo la fase di sperimentazione quella della commercializzazione. «Se dovesse passare come standard europeo, i potenziali acquirenti sarebbero soprattutto i laboratori certificati - prosegue la ricercatrice -. Tuttavia, anche come solo sistema di diluizione potrebbe essere utile a università e centri di ricerca che conducono prove sperimentali sui sistemi di combustione. La Francia, ad esempio, è già interessata al nostro sistema di campionamento del particolato per alcuni settori produttivi. Mentre in Italia, in questa fase di sperimentazione, il Comune di Milano ha chiesto al nostro partner Innovhub di utilizzare il sistema di campionamento su un forno da pizzeria, per verificare le emissioni di particolato condensabile».

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