maltempo

Alluvione in Sardegna, tre morti

La zona era già stata pesentemente colpita nel 2013. Italia viva chiede di ripristinare Italia sicura voluto dal Governo Renzi

di Enrico Bronzo

Alluvione in Sardegna, ecco le immagini

3' di lettura

ll maltempo nel Nuorese non dà tregua e provoca disagi nelle strade e nei centri abitati. Il bilancio delle vittime dell'alluvione di sabato 28 novembre a Bitti, in provincia di Nuoro è di tre morti: sono Giuseppe Mannu, allevatore di 55 anni, Giuseppe Carzedda, di 90 e Lia Orunesu di 89 anni. Mannu stava rientrando a casa dalla campagna ed è stato travolto da una frana e dalla furia dell'acqua, mentre Carzedda sarebbe morto in casa. Lia Orunesu è uscita dalla sua abitazione e anche lei spazzata via dall'acqua.

Bitti è un paese distrutto: le strade del centro abitato cancellate, le cantine allagate, le auto trascinate dall'acqua e inghiottite dalle frane, le case di campagna all'uscita del paese verso Onanì non esistono più e con loro sono state spazzate via strade rurali e ponti. In paese sono arrivate le colonne mobili della Protezione civile, del Corpo forestale e dei Vigili del fuoco e sta arrivando da Macomer l'Esercito. Si è lavoreto tutta la notte per sgomberare le strade dal fango e provare a renderle agibili. In queste ore si lavora per preparare delle strutture che accolgano le persone sfollate dalla parte bassa del paese che dovranno passare la notte fuori casa. Intanto da qualche ora il paese non è più isolato: le linee elettriche sono state ripristinate e anche i telefoni hanno ripreso a funzionare.

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Già nel 2013 in Sardegna si era registrata una devastante alluvione che aveva provocato 19 morti tra cui uno a Bitti: un allevatore il cui corpo non è stato mai ritrovato.

A Galtellì e Torpè

Oltre a Bitti, si vivono ore di apprensione anche a Galtellì, uno dei paesi della valle del Cedrino, dove stanno arrivando grosse portate d'acqua dalla diga di Preda Othoni. Il sindaco Giovanni Santo Porcu ha disposto l'evacuazione di 150 persone che vivono nella parte bassa del paese, che sono state trasferite in delle strutture comunali. L'argine del Cedrino è occupato dall'esondazione del rio Sologo.

E c'è preoccupazione anche a Torpè, dove la portata della diga Maccheronis è al massimo. I sindaci invitano la popolazione a non uscire di casa e non mettersi in viaggio.

Strade pericolose

E sono numerose le strade investite da piccole frane o allagamenti intorno a Nuoro. Per questo il sindaco del capoluogo barbaricino Andrea Soddu, invita alla prudenza in una nota: «Vista la situazione metereologica che sta condizionando pesantemente la viabilità delle strade, in particolare la statale 129 (altezza Manasuddas) e la ss 131 Dcn. direzione Olbia, invito i cittadini alla massima prudenza e a non mettersi in viaggio nei tratti stradali sopraindicati».

Borrelli riunisce unità crisi con Regioni colpite

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha convocato un'unità di crisi con le regioni che in queste ore sono state colpite dall'ondata di maltempo per fare il punto della situazione e valutare gli interventi necessari. Alla riunione, in videoconferenza, partecipano rappresentanti della Sardegna - dove l'alluvione nel nuorese ha già provocato tre vittime - della Calabria e della Sicilia, le due regioni dove si dovrebbero verificare i fenomeni più forti nelle prossime ore,

Bellanova: va ripristinata Italia sicura

«Agiamo subito per mettere in sicureza i territori e tutelare i cittadini»: lo dice la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.«Come Mipaaf - aggiunge - abbiamo messo in campo misure importanti per la salvaguardia delle aree a rischio idrogeologico, e continuiamo a lavorare per impedire abbandono e spopolamento dei territori. Ma non basta. Non c'è più tempo. Va ripristinata subito Italia sicura». Stessa richiesta da parte di Matteo Renzi su twetter.

Cucca (Iv): miope chiudere Italia sicura

«Quello che sta accadendo nella mia Sardegna e in particolare nel nuorese è drammatico. Lasciatemi dire che aver chiuso l'unità di missione Italia sicura istituita nel 2014 dal Governo Renzi e cancellata dai gialloverdi, si è dimostrata una mossa miope e pericolosa». Così in una nota Giuseppe Cucca, vicepresidente di Italia viva in Senato. «Il dissesto idrogeologico è un dramma che si ripropone in Italia costantemente e non si può continuare a strapparsi le vesti e ad agire solo in emergenza. La collega Raffaella Paita ha depositato una proposta di legge per ripristinare Italia sicura: la si calendarizzi in fretta, non c'è più tempo da perdere» conclude Cucca.

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