proclamato lo stato d’emergenza

Sardegna,Borrelli: territorio devastato in sei ore: Solinas: fondi fermi dal 2013

A Bitti ritrovato il corpo della 89enne dispersa: sale a tre il numero dei morti. Danni anche in Sicilia, a Catania

di Enrico Bronzo

Maltempo in Sardegna, morti e dispersi per frane e allagamenti

4' di lettura

Si vivono momenti di apprensione a Torpè e Posada, i paesi a valle della diga Maccheronis, nel Nuorese, dopo le intense piogge di ieri e stanotte. Paesi già duramente colpiti dalla tragica alluvione di sette anni fa. Da qualche ora la diga ha iniziato a tracimare, ma per precauzione già da prima erano state evacuate le famiglie che abitano vicino al guado del rio Posada. «La situazione al momento è sotto controllo - ha detto il presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, Ambrogio Guiso -. Stiamo lavorando per monitorare la diga e abbiamo interdetto tutte le strade che portano alle abitazioni a rischio nei due paesi. Sarà una giornata lunga nella quale le persone sfollate continueranno a stare nelle strutture messe a disposizione dei Comuni. Agiremo con la massima cura della sicurezza: le persone potranno tornare a casa solo quando l'emergenza sarà finita», ha concluso Guiso.

È stata una notte di duro lavoro a Bitti per cercare di liberare il paese dai detriti e dal fango e aiutare la popolazione sfollata dalle proprie abitazioni. In campo Esercito, Protezione civile, Vigili del fuoco, la Polizia Stradale che ha presidiato le strade, gli operai di Forestas, Corpo Forestale, la Croce Rossa e i tantissimi volontari accorsi da ogni paese della Sardegna mossi da una grande solidarietà. Ed è stato trovato il corpo dell'anziana Lia Orunesu travolta dall'acqua dopo aver aperto la porta di casa, terza vittima dell'alluvione.

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Borrelli (capo Protezione civile): territorio devastato in sei ore

«Abbiamo trovato un situazione impegnativa fronteggiata bene dalla macchina dei soccorsi. Purtroppo ci sono tre vittime ed è la cosa che ci dispiace di più. Lavoriamo per ripristinare la situazione e tornare presto alla normalità». Così il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, all’uscita dal vertice con il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas e il responsabile della Protezione civile regionale Antonio Belloi. «Ci interrogheremo sul perché ci sia stata una situazione che devastato il territorio in sei ore» ha proseguito Borrelli .

«Lo scenario dell'evento di oggi è apocalittico ed è tre o quattro volte superiore a ciò che si era verificato nel 2013 con il Ciclone Cleopatra». Lo ha detto il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini dopo il vertice. «L’acqua adesso ha superato i tre o quattro metri mentre nel 2013 è salita di 1 metro. Sapevamo di non essere al sicuro perché stavamo programmando gli interventi di messa in sicurezza e ora questa situazione ci costringe a rivedere tutto. Ci metteremo forza e tenacia in questo. Il mio pensiero va alle vittime della tragedia, questo è il vero peso per la comunità. Per il resto ce la faremo anche stavolta», ha concluso il sindaco del paese barbaricino.

Sardegna, le immagini dell'alluvione

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Solinas: burocrazia frena sicurezza

«Troppa burocrazia ha impedito di mettere in sicurezza i territori nonostante lo stanziamento di risorse nel 2013 dopo il ciclone Cleopatra. Chiederò d'ora in poi una corsia preferenziale per queste opere, diversamente pagheremo sempre tributi pesanti durante questi eventi». Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas giunto a Bitti stamattina insieme al presidente del Consiglio regionale Michele Pais, incontrando i giornalisti. «Abbiamo sorvolato la zona stamattina è ho visto una situazione disastrosa - ha proseguito Solinas -. Come Regione abbiamo già deliberato lo stato di emergenza e contiamo da lunedì di riuscire a stanziare le prime risorse per ristorare chi ne ha bisogno. Spero che si riesca a dare aiuto immediatamente alle famiglie senza troppa burocrazia, non è possibile che dopo sette anni non siano state ancora utilizzate le risorse stanziate dopo il Ciclone Cleopatra”.

In Sicilia danni a Catania

Si contano i danni e si corre ai ripari per limitare i disagi causati dal maltempo che ha colpito ieri Catania. Si sta lavorando per rimuovere le situazioni di maggiore pericolo nel villaggio Santa Maria Goretti, Zia Lisa. San Giuseppe La Rena e nella zona industriale causate della tromba d'aria e dai violentissimi nubifragi che hanno interessato la zona e soprattutto la zona di sud nei pressi dell'aeroporto di Fontanarossa. Lo rende noto l'ufficio stampa del Comune. Operatori della Multiservizi, della Dusty e della protezione civile comunale e regionale stanno operando insieme ai vigili del fuoco per fronteggiare i gravi danni, soprattutto ai capannoni delle aziende che operano nella zona industriale, rovinando mezzi meccanici e di lavoro, in alcuni casi con vere e proprie devastazioni dei luoghi di lavoro. Numerose le automobili in sosta danneggiate e le parti esterne di alcune abitazioni che sono crollate. Decine gli alberi abbattuti dalla furia del vento e della pioggia, alcuni muri sono crollati e numerosi detriti sono ancora sulle strade e in fase di rimozione. A garanzia della sicurezza dei cittadini, il Cimitero di Acquicella è stato temporaneamente chiuso. Per segnalazioni, oltre a quelli di pronta emergenza è attivo il numero 095484000 e l'indirizzo email: protezionecivile@comune.catania.it.

Coldiretti: Danni a allevamenti e coltivazioni

«Ci sono - rende noto la Coldiretti - molti allevatori isolati, oltre a Bitti in tutto il territorio circostante fino a Dorgali in provincia di Nuoro, a causa di ponti e strade cancellati dalla furia dell'acqua, dove le condizioni sono precarie anche per l'assenza di corrente elettrica e stanno cercando di mettere in salvo animali e azienda». Danni si registrano oltre agli allevamenti anche per le coltivazioni appena seminate con strutture, provviste e mezzi agricoli sotto il fango. Difficoltà segnalate anche nella provincia di Nuoro nella zona Villacidro San Gavino (Medio Campidano) e nell'oristanese in particolare in territorio di Terralba. In Sardegna l'89,7% dei Comuni ha parte del territorio a rischio frane o alluvioni secondo l'analisi della Coldiretti su dati Ispra.

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