L’università di Bologna

Alma Mater, i campus della via Emilia vanno al restyling

Piano di investimenti record da 375 milioni per ampliare tutti i poli dell'ateneo

di Ilaria Vesentini

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La Torre Biomedica dentro l'ospedale Sant'Orsola

Piano di investimenti record da 375 milioni per ampliare tutti i poli dell'ateneo


3' di lettura

l’università non può crescere e occuparsi di sviluppo se non ha strutture funzionali: parte da questo assioma il programma di investimenti da 375 milioni di euro – che non ha pari per entità tra gli atenei italiani - lanciato dal rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini, per rimodulare e ampliare tutti i campus accademici lungo la via Emilia. Un piano arrivato in queste settimane a un passaggio chiave a Bologna, dove sta prendendo forma il nuovo polo nel comparto Bertalia-Lazzaretto, a metà strada tra la stazione ferroviaria e l'aeroporto Marconi: 36mila mq destinati a didattica e ospitalità degli studenti, attigui alla nuova sede della Scuola di Ingegneria.

Un intervento da 45 milioni di euro e 42 mesi di cantieri per realizzare quattro edifici destinati ai dipartimenti di Ingegneria, con aule, mensa, studentati per 382 ragazzi. Un tassello del puzzle da 200 milioni di euro di cantieri solo a Bologna, al fine di portare fuori dalle mura storiche i corsi tecnologici-scientifici e potenziare la ricerca: sarà inaugurata tra un anno la nuova cittadella Navile-Battiferro, 142 milioni di intervento finito; dentro al Sant’Orsola, l’ospedale universitario, sono previste opere per 120 milioni e l'ateneo investirà quasi 30 milioni per la Torre Biomedica, il cuore di R&S e didattica biomedicale, da inaugurare nel 2023.

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«Il piano partito nel 2016 con il rettorato di Ubertini e che si completerà nel 2022 – sottolinea Riccardo Gulli, delegato per Edilizia e Sostenibilità ambientale dell'Università – coinvolge tutti e 5 i campus universitari e 9 città per una popolazione di circa 100mila persone tra gli 85 mila studenti, 6mila tra docenti e tecnici amministrativi e altrettanti profili dell'indotto. Oltre a Bologna, gli interventi interessano Imola, Faenza, Forlì, Ravenna, Cesenatico, Cesena, Rimini e, varcando i confini marchigiani, anche Fano con un progetto di rifunzionalizzazione del Centro di biodiversità e biotecnologie marine».

La nuova cittadella Navile-Battiferro

Il piano complessivo prevede 113 opere, di cui 46 sono già state attivate, «altre 67 sono in programmazione nel triennio 2020-2022 e non tutte le riusciremo a completarle entro il mandato, arriveranno a concludersi probabilmente nel 2024 – precisa Gulli – ma sono già tutte finanziate o coperte con gare (per gli interventi sopra il milione di euro). Il Covid ha purtroppo rallentato la tabella di marcia, ma non ha fermato i lavori. Perché il traguardo non è solo crescere e migliorare i nostri spazi ma garantire una convivenza sostenibile tra città e studenti, minimizzando l’impatto su residenziale e mobilità». A dispetto della pandemia, infatti, il numero di iscrizioni all'Alma Mater è in aumento, stando ai dati provvisori sulle immatricolazioni, soprattutto per i corsi internazionali come Pharmacy, Artificial Intelligence, Digital Humanities, con una quota di studenti stranieri arrivata all’8,5% delle immatricolazioni complessive. E ciò spiega perché nel piano edilizio è previsto anche un raddoppio dei posti letto nelle residenze, dai 1.200 attuali a oltre 2.400.

L’Alma Mater sta intervenendo anche sulle locazioni e sulla valorizzazione degli asset: «Con un milione di metri quadrati di patrimonio edilizio solo a Bologna – aggiunge il delegato del rettore – siamo il maggior detentore di immobili di tutta l'Emilia-Romagna, grazie ai lasciti dei privati. La ristrutturazione delle locazioni passive ci ha già permesso di risparmiare 8 milioni di euro dal 2015 a oggi e arriveremo a 9,5 milioni di minori affitti pagati nel 2022. Mentre con il piano di alienazioni incasseremo quasi 25 milioni di euro».

Numeri da multinazionale, quelli dell’UniBo, al top delle classifiche tricolori: da 11 anni prima tra i grandi atenei italiani secondo il Censis in virtù di vocazione internazionale, servizi digitali, qualità delle strutture; e prima assoluta tra gli atenei italiani secondo il Ranking sia di Times Higher Education sia di QS. E pure il Ceo di Microsoft, Satya Nadella, nella sua premessa al Report 2020 del gruppo ha citato l’Alma Mater tra i sei casi di eccellenza mondiale che hanno ispirato il colosso di Bill Gates per la capacità di applicare intensità tecnologiche senza precedenti in modo creativo, per rispondere alla sfida Covid: l’Università di Bologna, mentre portava avanti cantieri edili, ha anche «spostato il 90% dei corsi per i suoi 80mila studenti su Microsoft teams in tre giorni, primo caso universitario al mondo, un dinamismo che va misurato ai 900 anni di età dell'ateneo», parole di Nadella.

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