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Almaviva: obiettivo mille assunzioni entro il 2022 A Roma 300 specialisti It

di Simona Rossitto

3' di lettura

Mille assunzioni nel gruppo Almaviva entro il 2022 in Italia, di cui 300 a Roma dove c’è il quartier generale del gruppo presieduto da Alberto Tripi. Developers, analisti, sistemisti, project manager, sicurezza informatica, devops, cloud engineer sono i profili più richiesti. È l’orizzonte occupazionale di un gruppo che sta gradualmente cambiando pelle, disimpegnandosi progressivamente dal settore dei call center per concentrarsi su nuovi business a partire dal cloud. Questo processo di trasformazione è accompagnato anche da un turn over per consentire all’azienda di dotarsi delle professionalità e delle competenze necessarie per innovare.

Il focus sul cloud si va via via rafforzando e in quest’ottica si ascrive il lancio della Cloud Factory che, spiega Antonio Amati, direttore generale della divisione It, «è stato uno dei passaggi di affermazione in questo business». La società ha, inoltre vinto in Rti con Engineering e insieme al cloud provider Amazon Web Services il primo lotto dell’accordo quadro Consip Cloud IaaS e PaaS che ha oggetto la fornitura dei servizi di cloud pubblico alle Pa.

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«È uno strumento - rimarca Amati - già attivo ed agile, con una capienza potenziale di 702 milioni di euro da investire su un arco temporale di 5 anni. Permette alle amministrazioni, piccole e grandi, di attivare rapidamente e facilmente progetti di migrazione tramite un listino di elementi infrastrutturali predisposto da Consip. Ogni Pa ha la possibilità di selezionare dal catalogo i servizi richiesti, come computing, storage, database o container, e di attivare ulteriori elementi aggiuntivi».

Sempre riguardo alla gestione dei dati della Pa, Almaviva aveva partecipato inizialmente, in cordata con Engineering, alla gara per il Polo nazionale strategico, il cosiddetto cloud di Stato. Un progetto al quale è ancora pronta a collaborare e verso il quale l'accordo quadro Consip è da considerare «complementare». Sono percorsi, spiega Amati, «che hanno in comune l’evoluzione tecnologica della pubblica amministrazione a beneficio di cittadini e imprese, a garanzia di sicurezza e qualità dei servizi».

Almaviva «attualmente gestisce oltre 3000 sistemi cloud di grandi realtà private e pubbliche, anche mission critical. Come già detto, abbiamo maturato esperienze molto significative e abbiamo competenze uniche in Italia. Siamo disponibili a mettere questo patrimonio al servizio del Paese se ci sarà l’opportunità», aggiunge il manager. Oltre al cloud ci sono nuovi progetti e commesse in campo.

Nell’ottica del supporto digitale per la sostenibilità ed efficienza della rete idrica, infatti, Almaviva sta realizzando “Smart Water Management”, il gemello digitale degli acquedotti. Una soluzione che consente di migliorare la gestione unificata ed efficiente della rete idrica a fronte di una dispersione media della rete che si attesta intorno al 40 per cento. Novità anche sulla gestione del traffico marino. Almaviva, si è, infatti, aggiudicata una gara nel settore marittimo italiano grazie alla recente acquisizione del servizio di gestione del Sistema Vtmis del Corpo delle Capitanerie di Porto.

In pratica, il Sistema integrato di gestione del traffico marittimo attua la raccolta e lo scambio di informazioni finalizzato ad incrementare la sicurezza e l’efficienza del traffico, migliorare la capacità di risposta nelle attività di ricerca e soccorso alla vita umana in mare e a contribuire a una più efficace prevenzione e localizzazione degli inquinamenti; grazie a una rete di sorveglianza costiera diffusa sull’intero territorio nazionale e una rete di “Port Management Information Systems” presente in tutti i principali porti italiani.

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