Multiutility

«Alperia è inclusiva, pronti a diventare partner di MuVen»

di Cheo Condina

Il perno del nuovo piano industriale di Alperia è il cosiddetto progetto Smart Region, che prevede iniziative ad alto contenuto tecnologico per città e privati, dal fotovoltaico alla mobilità sostenibile per arrivare all'efficienza energetica (foto, il quartier generale di Alperia)

3' di lettura

«L’espansione in Veneto è tra i nostri obiettivi futuri, non solo per una collaborazione con MuVen». Queste le parole, pronunciate dal numero uno di Alperia, Johann Wohlfarter, presentando il nuovo piano industriale al 2024, indicano chiaramente quale sarà una delle strade per la crescita della multiutility altoatesina.

MuVen, come noto, è l’acronimo di Multiutility del Veneto: un progetto di aggregazione entrato nel vivo l’anno scorso, che prevedeva la fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza con l’ingresso di un partner industriale di peso che apportasse asset e know how necessarie per affrontare le sfide del mercato energetico. Candidata numero uno era A2A ma anche Alperia, tra gli altri, aveva formulato la propria proposta, così riassumibile: trasformare il Veneto nella Regione più smart d’Italia. Alla fine, Agsm Verona e Aim Vicenza hanno deciso di convolare a nozze da sole (sempre che, come già accaduto negli ultimi anni, il matrimonio non si areni sul più bello) ma il progetto di Bolzano resta sul tavolo.

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Non è un caso che il perno del nuovo piano industriale di Alperia sia il cosiddetto progetto Smart Region, che prevede iniziative ad alto contenuto tecnologico per città e privati, dal fotovoltaico alla mobilità sostenibile per arrivare all’efficienza energetica: in tutto a quest’area saranno dedicati 700 milioni di investimenti, di cui 500 solo sulla ristrutturazione di edifici attraverso il Superbonus. Il tutto con un focus su due aziende venete rilevate negli ultimi anni dal gruppo: Bartucci, focalizzata sull’efficienza energetica, e Green Power, attiva anche sulle rinnovabili. E sempre in Veneto sarà centrale il ruolo di Alperia Sum, nata dall’acquisizione della maggioranza di Sum, per la crescita nel segmento corporate da accompagnare verso soluzioni innovative di transizione energetica.

«Siamo nati anche noi da una fusione nel 2016: fare di due società un’unica entità, con un unico obiettivo e cultura aziendale e una cosa tutt’altro che semplice – ha aggiunto Wohlfarter (Alperia è il risultato dell’aggregazione tra la Aew di Merano e la Sel di Bolzano) - Ora Verona e Vicenza si dovranno concentrare su questo, quando penseranno ad aprirsi a cooperazioni noi ci saremo. Siamo un’azienda inclusiva e pronti a diventare partner di MuVen». Il focus, in ogni caso, resta su potenziali aggregazioni territoriali nel Nord Est per sviluppare partnership strategiche.

Il piano “One Vision” di Alperia, che vede tra i principali soci la Provincia di Bolzano e, a seguire, i Comuni di Bolzano e Merano, prevede anche il raddoppio degli investimenti a 1,7 miliardi (rispetto al precedente business plan) , la crescita dei clienti fino ad avvicinare quota un milione e un trend di crescita dei dividendi unito alla disciplina finanziaria. Tutto ciò, tradotto in numeri, significa un aumento dell’Ebitda fino a 300 milioni (l’anno scorso era arrivato a 237 milioni e nel 2020 dovrebbe scontare marginalmente il calo dei prezzi dell’elettricità). Un target che si vuole raggiungere seguendo un percorso all’insegna della sostenibilità: l’80% degli investimenti è indirizzato ad almeno 10 obiettivi Esg delle Nazioni Unite e al 2024 si prevede di raggiungere la neutralità carbonica. La struttura portante del gruppo guidato da Johann Wohlfarter è già di per sé “verde” considerato che è il terzo produttore idroelettrico nazionale dopo Enel e A2A con 1,4 GW di capacità installata, distribuita su 40 centrali in tutto l’Alto Adige. Negli ultimi anni, tuttavia, Alperia ha cercato di muovere oltre questa dimensione, puntando sull’efficienza energetica e sull’acquisizione di nuovi clienti, anche al di fuori della Provincia di Bolzano. L’obiettivo finale, infatti, è posizionarsi come uno dei principali operatori nella transizione energetica del Paese, anche sfruttando le opportunità offerte dal Recovery Fund.

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