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Alperia prosegue lo shopping: acquisito il 71% di Green Power

Nei giorni scorsi l’azienda altoatesina ha diffuso i conti semestrali, con ricavi in crescita del 13% a 746 milioni nonostante il calo del 9% della produzione idroelettrica

di Cheo Condina

3' di lettura

L'altoatesina Alperia ha acquisito il 71,8% di Gruppo Green Power, piccola società quotata all'Aim Italia e attiva nel settore dei servizi per il mercato delle energie rinnovabili e dei prodotti per l'efficienza energetica.
Lo rende noto un comunicato del gruppo acquisito. La mossa di Alperia ha l’obiettivo di rafforzarsi nell’efficienza energetica in tutto il Nord Italia e in particolare in Veneto, dove l’anno scorso ha già rilevato Bartucci e la società di vendita Sum.

La multiutility, terzo produttore idroelettrico nazionale con 1,4 GW di capacità installata grazie a oltre 40 impianti in Alto Adige, ha finalizzato un accordo con gli attuali proprietari di Green Power, i fratelli Davide e Christian Barzazi, per rilevare le loro quote di controllo, complessivamente pari a circa il 72% del capitale. Ora Alperia non potrà prescindere da una successiva Offerta pubblica anche se l’obiettivo, come riportato da Radiocor, non sarebbe a prescindere quello di delistare la società: verrà valutato il da farsi alla luce delle eventuali evoluzioni del flottante.

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Green Power si sta lasciando alle spalle un periodo piuttosto travagliato con un turnaround industriale e uno scontro nella compagine azionaria, concluso a fine 2018 con l’uscita di Innovatec dal capitale. Dato il suo profilo, fortemente specializzato sull’installazione di sistemi di efficienza energetica, fotovoltaici (e di relativo storage) e di pompe di calore, potrebbe rivelarsi perfetto per la strategia di Alperia che punta a espandersi sul mercato retail e a creare delle vere e proprie “energy community” cui offrire, oltre a elettricità e gas, servizi ad alto tasso tecnologico e digitale. Con Green Power, inoltre, ci sarebbe un fit territoriale complementare visto che è diffuso in sette Regioni italiane del Nord (con una presenza molto forte in Veneto e Lombardia) più Marche e Lazio e non è attivo in Trentino Alto Adige. La società può vantare una rete commerciale propria oltre che di agenti, attivi in tutto il Nord: ha chiuso il 2018 con un fatturato di 17 milioni e un Ebitda di 2 milioni ma entrambi i dati potrebbero rivelarsi superiori nel 2019.

Insomma, per Alperia – che è affiancata da Mediobanca e nei giorni scorsi ha ultimato l’offerta ai Barzazi valorizzando Green Power tra sei e sette volte l’Ebitda - è un’operazione mirata, su una società con margini di miglioramento e ideale per crescere sul territorio extra Alto Adige. È anche questa la strategia perseguita negli ultimi mesi dal top management, in particolare il Ceo e dg Johann Wohlfarter e il chief strategy officer Paolo Vanoni, che stanno puntando a conferire maggior scala all’azienda – sono in esclusiva anche per i 150mila clienti della toscana Enegan – e che così hanno puntato molto sull’attiguo Veneto. Nella regione prima hanno rilevato Bartucci e Sum, poi hanno partecipato alla gara per la jv con Ascopiave insieme con Dolomiti Energia, infine hanno bussato alla porta di Verona e Vicenza per valutare eventuali partnerhsip con Agsm e Aim, impegnate a loro volta in un’aggregazione.

Sempre nei giorni scorsi Alperia ha diffuso i conti semestrali, con ricavi in crescita del 13% a 746 milioni nonostante il calo del 9% della produzione idroelettrica. L’Ebitda di gruppo è salito del 13% a 105,1 milioni mentre l’utile netto è stato pari 24,9 milioni (+40%) grazie anche a un’operazione una tantum di affrancamento fiscale di alcuni intangible assets.

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