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Alperia, utili e cedola in aumento grazie alle acquisizioni

La multiutility dell’Alto Adige si prepara a distribuire dividendi per 26 milioni, anche grazie alla crescita per linee esterne operata negli ultimi anni

di Cheo Condina

(mauritius images / AGF)

2' di lettura

Un bilancio 2019 in netta crescita, che vede anche una cospicua distribuzione di utili ai soci, grazie anche ai primi frutti delle acquisizioni realizzate negli ultimi due anni. Nei giorni scorsi il gruppo Alperia - multiutility controllata dalle amministrazioni dell’Alto Adige (a partire da Provincia e Comune di Bolzano e dal Comune di Merano) – nonché terzo produttore idroelettrico nazionale, ha approvato i conti 2019, che vedono ricavi complessivi pari a circa 1,6 miliardi di euro, in rialzo del 23%, un Ebitda in aumento a circa 237 milioni (+ 19% rispetto al 2018) mentre l’utile netto di gruppo si attesta a 56,2 milioni di euro contro i 42,4 milioni fatti registrare nel 2018; raggiunti inoltre circa 105 milioni di investimenti (nel 2018 erano 84 milioni di euro).


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I primi frutti delle acquisizioni

Su tutti i principali numeri di bilancio influiscono positivamente le ultime acquisizioni del gruppo, effettuate principalmente in Veneto, e su cui ha lavorato con intensità il management del gruppo, a partire dal Ceo Johann Wohlfarter e dal Chief Strategy Officer Paolo Vanoni, sulla base di un presupposto molto semplice: con l’aumento della competitività sul mercato energetico, Alperia – pur mantenendo un forte legame col territorio altoatesino – dovrà cercare di fare massa critica guardando a tutta l’Italia. Sono andate in questa direzione le acquisizioni in Veneto del 70% di Sum (vendita di energia elettrica e gas) e di Bartucci, specializzata in efficienza energetica; poi la scorsa estate è arrivata anche quella del gruppo Green Power, quotata sul listino Aim Italia. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda, va ricordato, a fine 2019 era calato a 1,7 volte consentendo – precisa la società – «un’ottima flessibilità finanziaria per le scelte di investimento future». Tra queste c’era anche un possibile ruolo, con l’ipotesi di un tandem con la trentina Dolomiti Energia, come partner di Agsm Verona-Aim Vicenza. Per il riassetto, Alperia ha messo sul tavolo le proprie prerogative di multiutility superdigitale – modello che intendeva replicare in Veneto – ma alla fine le due aziende hanno scelto di trattare una partnership con A2A.


Cedola in crescita a 26 milioni nonostante il Covid

Per quanto riguarda il possibile impatto del Covid, il gruppo informa «di avere tenuto conto di alcuni effetti ipotizzabili, con l’appostazione di idonei fondi nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2019». Nonostante ciò, a valere sul 2019 verrà distribuito un dividendo di 26 milioni (su 27,6 milioni di utile realizzato dalla capogruppo) in aumento di 2 milioni rispetto all’anno scorso. «Il 2019 ha registrato un risultato di esercizio in decisa crescita, grazie anche al contributo di Alperia Sum, consolidata per la prima volta – ha sottolineato il Ceo Johann Wohlfarter -. La solidità economico-finanziaria, gestionale e industriale del gruppo raggiunta in questi anni e le azioni organizzative e gestionali adottate in questo periodo ci consentiranno di limitare gli effetti negativi derivanti dall’emergenza Covid-19». Dal canto suo, la presidente del consiglio di gestione Flora Emma Kröss ha dichiarato: Abbiamo confermato il ruolo di attore primario a supporto dello sviluppo del territorio provinciale generando un valore aggiunto a beneficio dell’Alto Adige di circa 236 milioni di euro».

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