Trimestrali Tech

Alphabet delude le attese ma offre più trasparenza su YouTube

Frena la raccolta pubblicitaria digitale, dove è ancora dominante. Il cloud diventa un business da dieci miliardi l'anno

di Marco Valsania

Il 2019 raccontato da un anno di ricerche su Google

Frena la raccolta pubblicitaria digitale, dove è ancora dominante. Il cloud diventa un business da dieci miliardi l'anno


2' di lettura

New York - Alphabet delude. Il colosso che controlla il re dei motori di ricerca e della raccolta pubblicitaria digitale Google ha riportato utili operativi trimestrali in rialzo del 12,7% a 9,3 miliardi, meno dei 9,9 miliardi previsti. Gli utili netti sono saliti a 10,67 miliardi da 8,9. Il giro d'affari è rimasto a sua volta lontano dalle aspettative, 46,1 miliardi, in aumento del 17,3%, contro i 46,9 miliardi anticipati. Gli utili operativi sono risultati inferiori ai pronostici per nove degli ultimi dieci trimestri.

Wall Street non ha apprezzato i primi conti sotto il neo-amministratore delegato Sundar Pichai, insediatosi nel suo incarico a dicembre dopo il ritiro da ruoli di prima linea dei co-fondatori Sergey Brin e Larry Page. Il titolo nel dopo mercato ha ceduto oltre il 4%, limando il guadagno dell'11% finora messo a segno da inizio anno. Alphabet resta parte del ristretto club delle società con una market cap superiore ai mille miliardi, raggiunta in dicembre. Ma i nuovi dati finanziari hanno messo in guardia contro una frenata nel suo business strategico nelle inserzioni online, che tuttora domina con una quota del mercato globale pari a un terzo.

A sostenere il titolo non sono bastate nuove misure di trasparenze nel bilancio adottate a sorpresa dal colosso di Internet come desiderato segno di maurità. Per la prima volta il gruppo ha sollevato il sipario sulla performance di YouTube e delle attività nei servizi cloud. YouTube, con i suoi servizi video, ha registrato entrate per 4,72 miliardi negli ultimi tre mesi (+31%) e per 15,15 miliardi nel corso dell'intero 2019, in rialzo dagli 11,16 miliardi dell'anno prima. Una cifra però a sua volta considerata poco brillante rispetto alle stime e equivalente in media a otto dollari l'anno per ciascuno dei suoi due miliardi di utenti. Le attivita' nel cloud hanno fatto meglio: nel 2019 hanno accelerato il passo a 8,92 miliardi, una crescita del 53% rispetto al precedente 44 per cento. E sono avviate quest'anno a raggiungere ricavi annuali da dieci miliardi, anche se distanti dai leader in questo campo, Amazon e Microsoft.

La parte del leone nei conti l'ha fatta il motore di ricerca, che nonostante le delusioni ha generato nel quarto trimestre 27,2 miliardi di entrate. I ricavi da pubblicità, complessivamente, sono lievitati del 17% a 37,9 miliardi, sotto le previsioni. Per l'intero anno passato, queste entrate sono salite ma del 16% a 134,8 miliardi, in rallentamento dal 22% dei dodici mesi precedenti. Le revenue totali del gruppo sono cresciute l'anno scorso del 18% a 162 miliardi.

La divisione “Other revenues”, che comprende hardware e Play store oltre a entrate di You Tube non da pubblicità, ha marciato oltre le attese, generando 5,26 miliardi. Le Other best, le scommesse più furturistiche, hanno denunciato un passivo di 2 miliardi contro 1,3 miliardi, ma le loro entrate sono salite a 172 milioni da 155 milioni.

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