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Alphabet e Microsoft: i conti di Big Tech al via con performance che preoccupano

Il re dei motori di ricerca soffre la caduta della pubblicità, che danneggia il gioiello YouTube; sotto pressione anche il leader di software e cloud

di Marco Valsania

(REUTERS)

3' di lettura

Quattrocento milioni. E' forse questa la cifra cruciale nel bilancio del terzo trimestre di Alphabet: la misura la delusione nelle entrate del gioiello nei video YouTube, che doveva assurgere a simbolo della resistenza del colosso dei motori di ricerca e del digitale ai venti macroeconomici e geopolitici contrari. Venti che hanno frenato i budget delle inserzioni, compresa la pubblicita' via Internet. E che, al contrario delle speranze, neppure la posizione dominante conquistata dal suo business cruciale radunato sotto le bandiere di Google ha potuto domare.

Alphabet - e Microsoft - hanno dato il via alle trimestrali delle Big Tech americane. E hanno riservato sorprese negative - su tutte proprio i numeri di YouTube stando a investitori e analisti - o comunque allungato nuove ombre sugli orizzonti di marchi che rappresentano una vasta e influente fetta della capitalizzazione di Borsa e che giocano un ruolo di punta nell'intera attivita' economica. In settimana, in un clima di attesa adesso reso più nervosa, toccherà a Meta e Twitter (che entro venerdì dovrebbe essere acquistata da Elon Musk per 44 miliardi di dollari), e poi ad Apple e Amazon.

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Alphabet, crescita minima dal 2013

Gli utili trimestrali di Alphabet sono scivolati del 27% a 13,9 miliardi. E sono stati pari a 1,06 dollari per azione contro gli 1,25 attesi (16,9 miliardi). Le entrate sono a loro volta rimaste sotto le previsioni, 69,1 miliardi, in rialzo di solo il 6% anziche' dell'8% ipotizzato, che le avrebbe portate a 71 miliardi. La crescita del 6% e' stata la piu' debole dal 2013 e ben lontana dal boom pandemico del 41% registrato un anno fa. Comprese, appunto, quelle di YouTube, in un raro sintomo di malessere aggravato dalla crescente concorrenza nei video del rivale TicToc che fa presa sugli utenti più giovani.

Pubblicità sotto pressione

Le revenue pubblicitarie di YoiuTube sono diminuite del 2% a 7,07 miliardi anzichè crescere del 3% come da attese. Anche il colossale search engine Google ha scontato ostacoli, nonostante il fatto che avrebbe dovuto soffrire meno di rivali nella raccolta di inserzioni, considerata più stabile perchè connessa alle ricerche e slegata dall'impatto di strette di privacy di Apple che danneggiano gruppi Meta dipendenti da app su device mobili.

Il cloud nota positiva

Nulla ha potuto nel reggere i risultati neppure una rincorsa nei servizi cloud, dove Alphabet e' storicamente indietro rispetto ai protagonisti, Amazon e Microsoft, ma ha di recente tentato di recuperare terreno. Le entrate di Google Cloud hanno superato le attese con 6,9 miliardi rispetto ai 5 miliardi di un anno fa, anche se le perdite del segmento sono ancora lievitate.

Piani di risparmi

Il Ceo Sundar Pichai nella conference call ha dettagliato nuovi piani di risparmi in risposta alle nuove sfide, che si aggiungono a iniziative e tagli gia' intrapresi. Nel trimestre in corso gli aumenti di personale saranno meno della meta' di quelli decisi nel terzo trimestre, con l'azienda focalizzata su “moderazione della crescita delle spese operative”. A Wall Street, sintomo della preoccupazione crescente, il titolo ha ceduto il 6% nel dopo mercato, cancellando recenti recuperi.

Microsoft, frenano Windows e cloud

Un'altra firma di Big Tech, a conti fatti, ha deluso. Microsoft, nel suo primo trimestre fiscale, ha battuto formalmente le attese di profitto (pur scesi del 14% a 17,56 miliardi) e fatturato. Gli utili per azione sono stati di 2,35 dollari contro i 2,30 attesi; le vendite hanno raggiunto i 50,12 miliardi grazie a un aumento dell'11% contro i 49,61 previsti. Ma ha risentito di frenate nelle vendite di pc, tradottesi in cadute del 15% nei ricavi da licenza del sistema operativo Windows, la piu' marcata dal 2015. E soprattutto da difficolta' anche nella marcia del segmento d'avanguardia del cloud dove è seconda solo ad Amazon e alla sua Aws.

Azure cresce ma delude

Il segmento Intelligent Cloud, che comprende anche i server, ha visto le revenue salire del 20% a 20,33 miliardi, meno di quanto sperato; Azure da solo ha rallentato la marcia al 35% dal 40%, più di quanto anticipato. L'outlook offerto dall'azienda per il trimestre in corso, il suo secondo fiscale, e' stato inoltre generalmente inferiore alle stime finora effettuate dagli analisti. Il titolo ha a sua volta ceduto circa il 6% nel dopo mercato.

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