turismo

Alpitour, funziona la cura Tamburi Fatturato a 2 miliardi, Ipo sul tavolo

Nel futuro, anche se non immediato, del gruppo Alpitour c’è la Borsa

di Lucilla Incorvati


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L’Hotel Donna Camilla Savelli di Alpitour

2' di lettura

Nel futuro, anche se non immediato, del gruppo Alpitour c’è la Borsa. Con un Ebitda di oltre 70,5 milioni, in progresso rispetto ai 59,9 milioni del 2018, la storica realtà turistica italiana, ha chiuso il 2019 sfiorando i due miliardi di fatturato e registrando una crescita annua del 18,5%. «Un risultato positivo e superiore alla media del settore - sottolinea Gabriele Burgio, presidente e ad del Gruppo - che ci fa ben sperare di non essere lontani dal traguardo dei 100 milioni di Ebitda, soglia che ci porta a pensare alla Borsa come ulteriore boost per la nostra crescita».

Nell’autunno del 2017 l’operazione condotta da Tip con due club deal (Asset Italia 1, socio di maggioranza al 70% dove lo stessa Tip ha una consistente partecipazione) ha dato quella solidità finanziaria necessaria ad una serie di passaggi importanti nella varie aree di business anche a livello di infrastrutture tecnologiche (tour operator, trasporto aereo, alberghi e incoming). Di questi il più florido è quello del trasporto aereo con 1,77 milioni di passeggeri l’anno e che contribuisce con un 45% all'intero Ebitda. «Per ora non accusiamo l’impatto del coronavirus perchè con la sospensione dei voli da e verso la Cina, abbiamo subito riposizionato i nostri aerei richiestissimi su altre destinazioni – aggiunge Burgio – . E le prenotazioni per i mesi estivi (escluso agosto) superano già del 13% quelle dello scorso anno. Questo perché, nonostante le incertezze geopolitiche e l’evoluzione degli scenari, il turismo resta un comparto forte e resiliente, fra le aree con prospettive di crescita maggiori: per il 2020 la crescita attesa a livello globale è del 4% analoga a quella nel 2019. Alpitour nel presidiare tutti comparti in modo integrato può giocare un ruolo da protagonista».

Tornando alle prospettive del Gruppo, il primo motore resta il Tour Operating (oltre 1.362 milioni e una crescita di 21,5%) grazie a 12 brand che presidiano tutti i segmenti ai quali si è aggiunta di recente Utravel srl, startup rivolta agli under 30 che nel 2019 ha fatto viaggiare 2.728 studenti universitari. Neos, la compagnia aerea ha toccato i 465 milioni di fatturato. La collezione di hotel e resort di VOIhotels (Vera Ospitalità Italiana con 18 strutture in Italia e numerose all’estero) nel 2019 ha superato i 107 milioni di euro, (+15% anno su anno) e nel 2020 sarà ampliata con un nuovo hotel cinque stelle lusso (66 camere circa) a Venezia il VOI Ca’ di Dio, ex dimora storica a pochi passi da Piazza San Marco il cui restauro finirà a settembre. Infine, l’Incoming (Jumbo Tours, Alpitour Incoming e sardegna.com) ha chiuso il 2019 registrando un fatturato di 434 milioni e una crescita del 7%. Nel 2020 la divisione punta a consolidare relazioni a livello internazionale, per offrire ai turisti servizi in tutto il mondo, oltre a promuovere la destinazione Italia anche all’estero. «Tra gli obiettivi 2020 – conclude Burgio – c’è anche quello di crescere secondo un modello di sviluppo sostenibile, attraverso molteplici attivita, tra cui la riduzione dei consumi nelle nostre strutture, la certificazione GSTC e l’abolizione della plastica monouso».

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