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Alstom scatta a Parigi dopo il no di Bruxelles alle nozze con Siemens

d i Eleonora Micheli

(ANSA)

2' di lettura

Alstom e Siemens in fermento in Borsa dopo lo stop della Commissione Europea alla loro fusione. I titoli del gruppo francese hanno ingranato la marcia salendo di oltre il 4% anche se l’indice Cac40 perde quota. Quelli di Siemens, invece, sono più deboli. Bruxelles ritiene che un’aggregazione tra i due gruppi violi la concorrenza. D’altra parte secondo gli osservatori la mancata operazione a lungo andare non solo blocca la costituzione di un campione europeo nel comparto ferroviario, ma in più favorirà la concorrenza cinese di colossi come China Railroad Rolling Stock Corporation. Il numero uno del gruppo Alstom, Henri Poupart-Lafarge, ha subito commentato che l’insuccesso della fusione significherà che malgrado le buone relazioni tra l’azienda francese e quella tedesca, presto ciascuna delle due andrà per la propria strada facendo concorrenza all’altra.

Il primo ministro francese, Edouard Philippe, ha definito la mossa delle autorità europee «una cattiva decisione, presa di cattive basi». Il segretario francese di Stato per l'Economia, Agnes Pannier-Runacher, ha incalzato che il no di Bruxelles è una decisione «completamente fuori luogo». A questo punto per il segretario si rende necessario modificare le regole della concorrenza in Europa. «Non costruire un'analisi della concorrenza tenendo conto di ciò che sta accadendo su scala globale è, dal mio punto di vista, come applicare le regole del XX secolo a un'economia del 21esimo secolo, quindi completamente fuori strada», ha aggiunto. Anche Bouygues, primo socio di Alstom con il 28% delle quote, ha critico con forza la decisione Ue di bloccare la fusione con Siemens sottolineando che si tratta di una decisione dettata da «pregiudizi ideologici». Si tratta, ha aggiunto il colosso delle tlc, di una cattiva notizia per l'industria europea dei trasporti, per i clienti e per i viaggiatori: Bruxelles ha «impedito la nascita di un campione europeo dei trasporti», ha aggiunto Bouygues, che resta comunque fiduciosa sul futuro di Alstom che continuerà il suo sviluppo stand alone.
Il gruppo francese, intanto ha fatto sapere di rammaricarsi «che i rimedi offerti, compresi i recenti miglioramenti, siano stati considerati insufficienti dalla Commissione». Si trattava infatti di «rimedi di ampia portata che rispondevano a tutte le preoccupazioni espresse dalla Commissione in relazione ai treni ad alta velocità». Ora Alstom si concentrerà su «un nuovo futuro» e definirà una roadmap strategica che prevederà una «appropriata allocazione del capitale» e a rafforzare la leadership mondiale sulla mobilità. Secondo il gruppo francese, la decisione della Commissione Ue rappresenta un passo indietro per l'industria in Europa. Alstom, insieme a Siemens, era infatti «convinta che la transazione avrebbe creato un valore sostanziale per il settore della mobilità globale, l'industria ferroviaria europea, i clienti, i viaggiatori e i pendolari, senza danneggiare la concorrenza europea».

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Dal lato di Siemens, il numero uno, Joe Kaeser dopo lo stop di Bruxelles ha dichiarato di avere già più opzioni sul tavolo e ha anche ha acceso i riflettori sulla salute e sulla redditività della controllata Mobility, lasciando intendere a un piano di quotazione in Borsa.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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