Il nodo quarantene

Alt dei presidi alla Dad per gli alunni non vaccinati

Il presidente dell’Anp di Roma, Mario Rusconi, boccia la proposta delle Regioni e chiede al governo di fare di tutto per riaprire le scuole

di Redazione Scuola

(ANSA)

2' di lettura

«Era stato annunciato che sarebbero stati organizzati hub per fare tamponi agli studenti in vista della riapertura delle scuole. Sarebbe questa la misura da attuare, la cosa migliore dopo le feste, ma a pochi giorni dalla riapertura non ne abbiamo contezza. Noi come Anp siamo contrari a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perché sarebbe una discriminazione. Se la proposta è questa o rimandare gli ingressi vuol dire che la scuola farà le spese di una serie di mancanze. Di questo passo si rischia la distruzione del settore». A dirlo è il presidente dell’Associazione presidi di Roma Mario Rusconi che boccia la proposta lanciata nei giorni scorsi dalle Regioni sulla revisione delle quarantene.

Il no dei presidi

«Se queste sono le proposte, ai no vax andrà aggiunta a breve la categoria dei ’no school», incalza Rusconi. «Domani ci sarà un incontro del ministero dell’Istruzione con sindacati per discutere il da farsi», aggiunge rimarcando la posizione dell’Anp «contraria a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perché sarebbe una discriminazione. Le misure anti-Covid a scuola ci sono - sottolinea il presidente dell’associazione romana -. Il problema semmai sono le classi pollaio e i mancati controlli sui bus». A suo avviso, «in un anno e mezzo di pandemia non sono stati individuati spazi sufficienti per il distanziamento. Basti pensare che nella città di Roma le uniche realtà ad essersi rese disponibili per dare spazi sono le parrocchie». Da qui a parlare degli hub per testare gli studenti prima del rientro in classe il passo è breve: «Dei tamponi non possono farsi carico le famiglie con le file lunghissime che ci sono».

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L’allarme dei pediatri

Circa un contagio su quattro, il 24%, riguarda nell’ultima settimana la fascia di età under 20. In un mese i ricoverati tra gli under 19 sono aumentati di quasi 800, 791 per la precisione, passando da 8.632 a 9.423. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole i dati che derivano dai recenti report dell’Iss, l’ultimo precisamente del 31 dicembre, e che preoccupano i pediatri italiani, che tramite la presidente della Sip, Società italiana di pediatria, Annamaria Staiano evidenziano che «i contagi stanno aumentando notevolmente». Al momento poi i vaccini non decollano: 340mila prime dosi su 3 milioni di bimbi.

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