Fesr Sardegna

Alta tecnologia per la salvaguardia dei nuraghi

di Davide Madeddu

Alta tecnologia per la salvaguardia dei nuraghi: il progetto dell’università di Cagliari

2' di lettura

Materiali ecocompatibili, nanotecnologie e sistemi a basso impatto ambientale. La salvaguardia del patrimonio storico architettonico passa per la ricerca e l'innovazione scientifica. Una sorta di ponte che unisce passato e futuro, dai nuraghi ai giorni nostri. Soluzioni che Materiali Academy (laboratorio di studio e ricerca fondato all'interno della facoltà di ingegneria all'università di Cagliari) ha ideato per salvaguardare il patrimonio architettonico culturale che necessita di interventi di consolidamento ma anche recupero e restauro.

“L'obiettivo - dice Giorgio Pia, ricercatore dell'università di Cagliari e responsabile del progetto - è individuare nuovi metodi e nuove tecnologie e diventare il tramite con chi deve poi effettuare gli interventi”.

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Punto di partenza i lavori già effettuati in altri territori e le novità che derivano dalle ricerche scientifiche. E allo stesso tempo l'analisi delle modalità ma anche gli effetti negativi legati all'impiego dei materiali usati. E' il caso dei solventi e delle controindicazioni per “ovviare all'aggressività sulle strutture da ripulire. Da qui la scelta di individuare elementi ecocompatibili. “La tecnologia e la ricerca scientifica - argomenta - possono diventare fondamentali per la conservazione e il recupero del patrimonio culturale architettonico, costretto a fare i conti con il passare del tempo e gli altri fenomeni legati al cambiamento climatico ma anche allo smog e altre forme di inquinamento”. Quanto agli strumenti da utilizzare sul campo, il panorama è vasto.

“Una delle strade seguite è quella delle nanotecnologie - argomenta il ricercatore - e altri strumenti a basso impatto ambientale.

Pensiamo alla cristallizzazione del carbonato di calcio per risanare le fratture o gli interventi senza solventi per la pulizia di materiali porosi”.

Il programma promosso da Materiali Academy (finanziato con trentamila euro dalla Regione attraverso Sardegna ricerche nell'ambito del programma S3 per l'utilizzo delle risorse europee del Por Fesr 2014-2020) ha anche un obiettivo di lunga scadenza: mettere in piedi un vero e proprio master. “Per il momento - conclude Pia - si parte a giugno con la una scientifich school. Poi si procederà, anche grazie alle altre collaborazioni, con l'evoluzione del progetto”.

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