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Alta velocità e mega ponte tra Scozia e Irlanda del Nord: Johnson punta sulle infrastrutture per unire il Paese

Molti residenti del Nord ritengono che sarebbe meglio investire nei collegamenti ferroviari regionali che sono pessimi, soprattutto tra le regioni orientali e occidentali del Nord dell’Inghilterra

di Nicol Degli Innocenti


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(AFP)

3' di lettura

LONDRA - Quando si tratta di infrastrutture Boris Johnson pensa in grande. In due giorni il premier britannico ha annunciato due progetti che trasformerebbero i trasporti nel Paese: la linea ferroviaria ad alta velocità per collegare le grandi città inglesi e un nuovo ponte che collegherebbe la Scozia all’Irlanda del Nord. Secondo i molti critici, entrambi i progetti sono troppo costosi e irrealizzabili.

Martedì il Governo di Londra ha dato il via libera alla linea ferroviaria ad alta velocità, nota come HS2, che collegherà la capitale alle grandi città del Nord. Nella prima fase il treno rapido porterà da Londra a Birmingham e in una seconda fase arriverà a Manchester e Leeds.

Johnson ha ammesso che è stata «una decisione difficile e controversa», ma che il progetto, se «gestito con disciplina» renderà più rapidi i collegamenti tra città inglesi, ridurrà il divario tra il ricco Sud e il più povero Nord e creerà migliaia di posti di lavoro.

La prima fase del progetto, inserita nel Budget 2015, è stata problematica, con un aumento dei costi e un allungamento dei tempi.

I primi treni ad alta velocità tra Londra e Birmingham, che ci metteranno 52 minuti, mezz'ora in meno dei treni attuali, partiranno non prima del 2028 invece del 2026 come previsto. La seconda fase, ora approvata dal Governo, non sarà completata prima del 2035.

I costi previsti nel 2015 erano di 56 miliardi di sterline, ma ora, secondo stime indipendenti, sono lievitati a 106 miliardi di sterline.

Opposizione, ambientalisti e residenti delle zone interessate sono schierati contro HS2, che secondo loro devasterebbe zone verdi, sfratterebbe molte persone dalle loro abitazioni e non porterebbe i benefici decantati dal Governo. Molti residenti del Nord ritengono che sarebbe meglio investire nei collegamenti ferroviari regionali che sono pessimi, soprattutto tra le regioni orientali e occidentali del Nord dell’Inghilterra.

Altrettanto controverso l’annuncio del Governo di lunedì dell’avviamento di uno studio di fattibilità per la costruzione di un ponte tra Scozia e Irlanda del Nord. Sarebbe il primo legame fisico tra i due Stati del Regno Unito che, guarda caso, minacciano di staccarsi e lasciare l’Unione dopo Brexit, la Scozia verso l’indipendenza e l’Irlanda del Nord verso la riunificazione con la Repubblica irlandese.

Per Johnson si tratta quindi di un segnale politico oltre che di un progetto economico e infrastrutturale. Si tratta di «un'idea molto interessante» che va esplorata, ha detto il premier. «Le stelle si sono allineate» e il progetto diventerà realtà, secondo l’architetto Alan Duncan. Il costo sarebbe intorno ai 20 miliardi di sterline ma il ponte faciliterebbe i trasporti e ridurrebbe il traffico aereo e navale nel mare d’Irlanda.

Il ponte sarebbe lungo tra i 32 e i 45 chilometri, a seconda della collocazione scelta. Due le possibilità: tra Portpatrick, all’estremo occidentale della Scozia, a Larne a nord di Belfast, oppure dal Mull of Kintyre alla costa di Antrim.

La premier scozzese Nicola Sturgeon ha detto che «ci sono priorità ben più importanti» sulle quali spendere 20 miliardi. Esperti del posto hanno sollevato varie obiezioni al progetto, come la mancanza di infrastrutture di trasporti adeguate sulle due sponde, che dovrebbero essere realizzate aggiungendo miliardi ai costi previsti.

Ci sono anche problemi tecnici, simili a quelli che hanno frenato per lunghi decenni il progetto italiano del ponte di Messina per collegare Sicilia e Calabria. Il mare d’Irlanda è profondo 300 metri e la zona è ventosa e tempestosa. Inoltre c'è un fosso profondo 300 metri chiamato la Diga di Beaufort, dove il ministero della Difesa nel 1945 aveva scaricato un milione di tonnellate di munizioni e materiale esplosivo della Seconda Guerra Mondiale.

Il premier accarezza l’idea del ponte tra Scozia e Irlanda da tempo, ma i precedenti non sono incoraggianti. Quando era sindaco di Londra Johnson aveva spinto per la realizzazione del “Garden Bridge”, un ponte-giardino pedonale sul Tamigi. Lo studio di fattibilità e il progetto erano costati 53 milioni di sterline prima che il suo successore, l’attuale sindaco Sadiq Khan, cancellasse il progetto perché troppo costoso e non necessario.
Da sindaco Johnson aveva anche caldeggiato l’idea di costruire un aeroporto su un’isola nell’estuario del Tamigi, subito battezzata “Boris Island”. Il progetto era stato poi giudicato irrealizzabile.

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