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Alta velocità, stazioni, treni e porti nel Piano di Fs per il Sud

Il 60% degli investimenti per 190 miliardi programmati in Italia e finanziati dal Pnrr sarà realizzato nelle regioni Centro-meridionali, in cui è anche attesa una forte ricaduta occupazionale

di Vera Viola

Piano di investimenti da 100 milioni di Ferrovie dello Stato nel Mezzogiorno

3' di lettura

Investimenti per 190 miliardi e 40 mila assunzioni in Italia; il 60% , per oltre 100 miliardi al Centro Sud: sono i numeri del Piano industriale del Gruppo FS Italiane che anche nel Mezzogiorno giocherà un ruolo centrale per la mobilità del futuro, impiegando la porzione più consistente di Pnrr in infrastrutture e lavori, con ricadute occupazionali dirette e sull'indotto. Anche se – avverte Ferrovie – è difficile dare cifre per singoli territori trattandosi di opere che li attraversano e di lavori suscettibili di variazioni in sede di appalti.

Il piano, in linea con quanto stabilito in ambito nazionale, anche al Sud ha l’obiettivo di aumentare del 30% la quota di passeggeri del trasporto ferroviario e collettivo su gomma e di raddoppiare quella delle merci rispetto al 2019. Fs punta anche ad accelerare gli investimenti e dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti.

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In particolare riguarda il Sud uno dei quattro corridoi che attraversa l’Italia (dei nove europei): il corridoio Scandinavo-Mediterraneo che dai Paesi del Nord Europa arriva fino al Sud Italia collegando le regioni meridionali con il Nord Italia e poi all’Europa. Su questo si inseriscono gli interventi previsti dal gruppo Fs.

Si tratta del completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave, lo sviluppo dei sistemi regionali e il miglioramento delle stazioni ferroviarie nel Sud. Interventi che saranno possibili anche grazie alle risorse messe a disposizione dal Pnrr .

Per quanto riguarda l’alta velocità, sulla linea Napoli-Bari sono previsti il raddoppio delle tratte ferroviarie e la velocizzazione della linea (due giorni fa l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Monte Aglio). Ma anche il nuovo collegamento veloce Palermo – Catania – Messina, la realizzazione dell’AV Salerno-Reggio Calabria e le connessioni diagonali Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia e Roma-Pescara che permetteranno lo sviluppo dei servizi ferroviari passeggeri e merci, coerentemente con le esigenze delle Regioni meridionali. Sempre in termini di integrazione modale, un esempio è rappresentato dalla nuova galleria ferroviaria a Santomarco di 15,3 km a doppia canna, caratterizzata da migliori standard prestazionali per il trasporto merci, che ha l’obiettivo di velocizzare ed incrementare il traffico merci sulla linea Gioia Tauro - linea jonica – linea adriatica, verso il Nord Italia e poi l’Europa.

Il porto di Gioia Tauro rientra nella rete core del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, è al centro di uno dei canali più trafficati al mondo e si trova al 3° posto nella classifica nazionale per tonnellate di merce movimentata (39,7 milioni di tonnellate trasportate nel 2020). Relativamente al trasporto merci infatti è necessario realizzare un sistema di mobilità intermodale e integrato in grado di valorizzare il trasporto combinato ferro-acqua, fondamentale per assicurare la crescita e la competitività dei porti italiani. L’obiettivo – affermato nel Piano industriale di Fs – è affermare il Sud come piattaforma marittima per i grandi flussi che sempre più attraverseranno il Mediterraneo, anche in connessione con il più ampio settore della logistica e con le strategie di sviluppo territoriale ed energetico. Per questo sarà necessario varare un grande piano per l'intermodalità e la mobilità integrata nel Sud Italia e agire per rendere i porti vere e proprie piattaforme per lo sviluppo dei territori in chiave industriale e produttiva.

700 milioni andranno alla riqualificazione delle stazioni meridionali. Nell’ambito del “Contratto di Programma Investimenti” è prevista la riqualificazione di 54 stazioni ferroviarie del Sud, in parte finanziata dal Pnrr. La riqualificazione si concentra sulla funzionalità degli edifici, sulla qualità dei servizi forniti, l’efficienza energetica e lo sviluppo dell’intermodalità ferro-gomma, abbattendo così anche l’impatto ambientale. Si tratta, nel complesso, di 9 hub e di 45 stazioni. Il ministero della Mobilità sostenibile ha poi assegnato a Trenitalia 200 milioni (Pnrr) per i treni. In particolare, 60 milioni sono destinati all'acquisto di sette treni bimodali per i collegamenti Intercity Reggio Calabria-Taranto e 140 milioni per l’acquisto di 70 carrozze per i servizi Intercity Notte da e per la Sicilia. Trenitalia metterà a disposizione i treni bimodali entro il 31 dicembre 2024 e le carrozze per i servizi Intercity Notte entro il 30 giugno 2026. Sono previsti anche circa 250 nuovi treni regionali, una parte dei quali già consegnata a partire dagli ultimi mesi del 2019. A questi si aggiungeranno i treni regionali Blues, in servizio da questa estate prima in Sicilia e poi in Calabria e Sardegna.

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