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Alto Adige, ospitalità e innovazione a conduzione familiare

L’intraprendenza di molte famiglie ha portato, oggi, ad attività imprenditoriali nel settore ricettivo e ristorativo, frutto di contaminazioni con altri settori

di Laura Dominici

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L’intraprendenza di molte famiglie ha portato, oggi, ad attività imprenditoriali nel settore ricettivo e ristorativo, frutto di contaminazioni con altri settori


3' di lettura

Il fenomeno extralberghiero degli affittacamere, in Alto Adige, lo conoscono dal Dopoguerra, quando negli anni Cinquanta i residenti lasciavano le proprie case a disposizione dei turisti e riparavano in strutture ad uso abitativo temporaneo. Ma da allora di strada ne hanno compiuta tanta, dalla creazione di un’ospitalità alberghiera di ottimo livello fino ai concept più moderni che sposano le contaminazioni tra retail, ricettività e ristorazione. Una sorta di teoria dei vasi comunicanti, che fa transitare la clientela da un settore all'altro e permette di conquistare visibilità sul mercato, con un chiaro posizionamento che affranca dalla dispotica legge dei prezzi. L’aspetto che lega il passato al presente è che, qui, la ricettività continua ad essere a conduzione familiare e dalla grandezza contenuta. Negli anni le famiglie di industriali e commercianti locali hanno diversificato il proprio business approdando a formule innovative di accoglienza, che in taluni casi fanno leva su un’offerta complementare di beni di consumo e su un'architettura e un design d'effetto per attrarre flussi turistici internazionali.

Gli esempi sono diversi. La famiglia Oberrauch, una delle più conosciute, nel corso degli anni ha costruito un impero diversificando: dall’abbigliamento da montagna Salewa a quello casual e sportivo Sportler, dalla ristorazione al caseifico fino al museo del loden. I due marchi sportivi vantano nel centro di Bolzano un edificio storico sviluppato lungo il perimetro di un cortile a lucernario dove, accanto agli articoli per il trekking e alle attività outdoor in montagna, viene offerta ai clienti una pausa relax nel bar ubicato al piano terra o un pranzo al Restaurant 37, all’ottavo piano.

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Altro caso di felice connubio tra settori diversi è quello della famiglia Rizzolli, specializzata nella vendita di scarpe e accessori, che ha rinnovato un edificio storico nel centro di Bolzano (ex cappelleria del 1870) per ricavarne un b&b stilosissimo (il Goldenstern Townhouse) formato da 11 camere junior suite e 5 appartamenti e che ha particolare successo presso una clientela giovane, dinamica e internazionale, sia leisure che business.

Alla famiglia Podini della omonima holding si deve invece l’apertura, nel novembre scorso, del primo 5 stelle di Bolzano: Castel Hoertenberg, aperto dopo un lavoro di rinnovamento multimilionario (circa 6 per la ristrutturazione e una ventina per l’investimento immobiliare, ndr) con un concept da guest house che assicura confort e privacy ad una clientela Vip. Lungo la strada del vino, nella Bassa Atesina, si trova l’albergo diffuso della famiglia Gius nel centro storico di Caldaro. Anche qui la contaminazione tra generi ha aiutato un'impresa di famiglia nella realizzazione di un design hotel con 9 suite al quale si associa Gius La Diffusa, una parte ricettiva esterna, nel centro del paese, con 7 appartamenti-suite, che propongono la formula del “dinner hopping” in una decina di ristoranti, tra cui uno stellato.

Nel design hotel – che accoglie giovani turisti in prevalenza da Nord Europa, Germania, Svizzera, Austria e Italia – si trovano in vendita capi di abbigliamento e articoli per la casa. Della stessa proprietà anche un boutique cafè (Nonnaglueck) specializzato nei brunch.

La famiglia Marzola ha fondato (grazie a Gianni) il consorzio Dolomiti Superski e oggi la famiglia possiede il Rifugio Comici in Val Gardena, gli impianti di Risalita della Plose gestiti dal figlio Alessandro Marzola, in Val Gardena gli impianti del gruppo Piz de Sella, gestiti dal figlio Igor, e l’Hotel Sella. Curioso ricordare che alle origini la famiglia Marzola era legata al mare: a Grado era proprietaria di un grande allevamento di pesce e una tenuta di vigne, ma quando il commercio del pesce cominciò a non essere più redditizio, Gianni Marzola decise di portare il pesce e il vino in montagna.
Ancora un esempio di rigenerazione: Im Kult a Marlengo era una vecchia fabbrica di saponi che è stata convertita a concept store con oggetti di design e articoli da regalo di alta qualità, home decor, atelier, ma che propone anche bistrò e bar. Al suo interno vengono realizzati eventi culturali come mostre, esposizioni ed eventi privati. Nel 2015 sono iniziati i primi piani di ristrutturazione. Il volto imprenditoriale dietro a questa realtà è quello di Andreas Eisenkeil, proprietario e direttore di un'azienda attiva nel settore dell'illuminazione e del design. Tra le passioni dell'imprenditore altoatesino ci sono il cibo e l'arte: per questo motivo Eisenkeil ha deciso di dare vita al progetto Im Kult.Tante altre ancora le famiglie che hanno diversificato le proprie attività approdando al settore ricettivo, dalla famiglia Waldner che si occupa oltre che di alberghiero anche di allevamento e produzione di vino, alla famigla Ebner, impegnata tra editoria, funivie, alberghi e ufficio viaggi o i Pichler, con attività ne settori architettura, costruzioni e design.

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