METE ACCESSIBILI

Alto Adige, la vacanza come terapia all’aria aperta (per ora senza spa)

Dopo ristoranti e bar dal 25 maggio riaprono anche gli hotel, alcuni dei quali, di moderna concezione, prevedevano già spazi privati sempre più ampi ora potenziati per allontanare il rischio di contagio da Covid-19

di Sara Magro

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Alto Adige

Dopo ristoranti e bar dal 25 maggio riaprono anche gli hotel, alcuni dei quali, di moderna concezione, prevedevano già spazi privati sempre più ampi ora potenziati per allontanare il rischio di contagio da Covid-19


3' di lettura

Sembra che il Covid19 abbia concesso un po' di tregua alla provincia di Bolzano: più guariti, meno contagi e in alcune zone, zero decessi. Circostanza che ha spinto il consiglio provinciale ad anticipare al 9 maggio l'apertura di negozi con 1 cliente ogni 10m2, bar, ristoranti, musei e le prime attività turistiche, come gli impianti di risalita a capienza ridotta a 2/3, dal 25 maggio. È una scelta fatta in piena responsabilità - garantisce il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher – che si avvale del parere di una commissione di cinque esperti di epidemiologia, statistica, igiene e salute pubblica, per monitorare la situazione e con dovere di revoca in caso di nuovo rischio.

Così, il Sudtirolo italiano si candida a essere una delle zone più sicure dell'arco alpino per la prossima estate. Si può prenotare (e cancellare senza penali) una vacanza nella natura, dove l'affollamento non è mai stato un problema, con i soliti semplici strumenti a nostra disposizione: a) mascherine sempre a portata di mano, obbligatorie negli ambienti pubblici chiusi; b) distanza da 1 a 3 metri con gli sconosciuti, a seconda che ci si trovi di spalle, di fronte o all'aperto; c) incontri ravvicinati limitati ai congiunti conviventi.

Gli altoatesini possono tornare a fare colazione e aperitivo al bar, e andare a cena al ristorante, con il limite dei coperti e le debite distanze. Dal 25 maggio, possono riaprire anche gli alberghi, alcuni dei quali, di moderna concezione, prevedevano già spazi privati sempre più ampi e servizi sempre più personali. Prendiamo Castel Hörtenberg, cinque stelle inaugurato a dicembre a Bolzano: date la generosità degli spazi rinascimentali, è difficile che gli ospiti delle 24 camere creino assembramento, nemmeno all'ora di punta della colazione, che ha tre opzioni: in camera, nei saloni al piano terra, o in giardino a bordo piscina.

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Hotel Forestis (Bressanone)

Con le spa chiuse si fa yoga all’aperto
È stato lungimirante l'Alto Adige a promuoversi come destinazione sostenibile. Aveva previsto l'orientamento green sempre più necessario, ma non la pandemia, che consente, come unica evasione, di isolarsi nella natura, fonte di energia, salute e svago. In estate è anche meglio con lunghe giornate di attività all'aperto, tra gli scenari incantevoli delle Dolomiti. Palestre e spa sono chiuse? Si può fare yoga e meditazione nei boschi, sport (ma non di squadra), trekking su 17 mila chilometri di sentieri (anche con le guide private di Dolomite Mountains), pedalare su 480 chilometri di tracciati, farsi trasportare in quota su 400 km di funivie e seggiovie.

Già prima del coronavirus, agriturismi e hotel si proponevano come fuga dal traffico, dall'inquinamento, dallo stress, all'insegna di un'ecologia radicale. Come l'Hotel Saltus, inaugurato a luglio 2019, a San Ginesio, con l'intenzione di esprimere l'autenticità sudtirolese contemporanea: design di uno studio di Bolzano, pietra e legno locali, arredi al cirmolo (che fa bene a cuore e polmoni), cucina tradizionale, prodotti biologici, vetrate che inquadrano il paesaggio selvaggio. Si arriva anche con i mezzi pubblici, scelta che vale il 5% di sconto sul soggiorno.

Altro punto di forza dell'Alto Adige è essere una meta democratica, con strutture di qualità e accessibili a tutti. La prossima estate, apre Forestis, esclusivo eremo wellness a 1800 metri, sopra Bressanone, ma s'inaugurano anche gli appartamenti con le pareti in fieno del Fornellahof La Majun, in una fattoria con allevamento di vacche a 1650 metri in Badia, e uno stile di vacanza decisamente più montanaro.
L'unico punto su cui la legge provinciale non si sbilancia sono le spa: niente massaggi, saune e piscine coperte, con l'eccezione delle aree “Covid Safe”, che prevedono standard di sicurezza più elevati, come il controllo giornaliero della temperatura, test sierologici con esito negativo di massimo 4 giorni prima, o prova certificata di aver sviluppato gli anticorpi.


Regole e novità sono pronte per l'estate tra le nostre montagne patrimonio Unesco. Qualche seccatura e incertezza saranno da contemplare, ma alla luce dei provvedimenti provinciali possiamo ben sperare di non richiuderci in camere e ristoranti che assomigliano a ospedali. Adesso non resta che aspettare il nuovo decreto governativo per sapere se potremo spostarci da una regione all'altra e gli accordi europei per stabilire i flussi turistici anche con l'estero.

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