ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più200 giorni senza contagi locali

Altro che Cina, è Taiwan il Paese più Covid free

La democrazia asiatica ha avuto in tutto 553 casi confermati e 7 decessi. E l’economia tiene (finora)

di Gianluca Di Donfrancesco

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La democrazia asiatica ha avuto in tutto 553 casi confermati e 7 decessi. E l’economia tiene (finora)


3' di lettura

Senza essere un regime autoritario, e aiutata dal fatto di essere un’isola, Taiwan (23 milioni di abitanti) è riuscita a mettere in fila 200 giorni consecutivi senza contagi interni da Covid-19 e a evitare la seconda ondata. Non significa che il virus non sia più presente nel Paese, che continua a registrare alcune infezioni al giorno: si tratta però di persone che arrivano dall’estero. L’ultimo caso locale risale al 12 aprile.

Meglio della miracolosa Cina

Taiwan ha avuto in tutto 553 casi confermati, con solo sette decessi. Nessun altro Governo al mondo è riuscito a contenere meglio la pandemia, nemmeno il regime di Pechino, che se da una parte sembra aver avuto a sua volta la meglio sul virus, ha suscitato però forti perplessità sulla trasparenza e sull’attendibilità dei dati ufficiali, oltre che sulla gestione della crisi. In particolare nella prima fase di diffusione del contagio, partito da Wuhan e riversatosi sul mondo intero.

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Mercoledì 28 la Cina ha registrato 47 nuovi casi di Covid-19: 23 nel nuovo focolaio del martoriato Xinjiang (dove la pandemia si somma alla questione degli uiguri) e 24 importati. Il livello più alto dal 9 agosto, ma nulla rispetto alle decine di migliaia di infezioni che si registrano in Europa, Stati Uniti e India, che con una popolazione analoga ha superato quota 8 milioni. Il totale dei contagi confermati di Covid-19 in Cina è salito a 85.915 dall’inizio della pandemia: meno di quanti Italia, Germania, Francia e Regno Unito (sommate) ne scovano ormai ogni giorno. I decessi restano fermi a quota 4.634.

Il modello Taiwan

Secondo gli esperti, la chiusura tempestiva dei confini e la stretta regolamentazione dei viaggi hanno contribuito notevolmente al contenimento dei contagi. Come in altri Paesi asiatici che hanno ottenuto risultati (Corea del Sud, Giappone), il Governo di Taipei ha saputo attuare un tracciamento rigoroso dei contatti, quarantene mirate e utilizzo diffuso della mascherina, che in questa regione è tradizione da molto tempo, complici anche precedenti epidemie come Sars e Aviaria.

«Taiwan è l’unico grande Paese che finora è stato in grado di evitare la trasmissione di comunità del Covid», afferma Peter Collignon, infettivologo della Australian National University Medical School: «Una cosa ancora più impressionante» per una nazione con aree densamente popolate.

Tracciamento, quarantena, assistenza e multe

Secondo Chen Chien-jen, ex vice presidente ed epidemiologo, il caso Taiwan dimostra l’efficacia del contact tracing e della quarantena dei positivi, soprattutto se attuati tempestivamente, quando i numeri sono ancora contenuti.

Il sistema di tracciamento adottato da Taipei risale in media a 20-30 contatti per ciascun caso confermato. In situazioni estreme, come quella di una lavoratrice di un club di hostess nella capitale, le autorità hanno rintracciato 150 contatti. Tutte le persone individuate devono restare in quarantena per 14 giorni, anche se risultano negative.

Per assistere i cittadini in isolamento, Taiwan ha adottato misure per fornire pasti e consegna di generi alimentari e persino assistenza tramite Line Bot, un programma che invia messaggi e chat. Al sostegno sono state associate sanzioni severe: multe fino a 35mila dollari per chi infrange la quarantena.

Finora, circa 340mila persone sono state in isolamento domestico, con meno di mille multe per violazioni: il 99,7% ha rispettato le disposizioni delle autorità. «Abbiamo sacrificato 14 giorni di 340mila persone, in cambio di una vita normale per 23 milioni di persone», ha detto Chen.

Confini sotto controllo

Taiwan ha iniziato a chiudere i confini già a gennaio, poco dopo lo scoppio della pandemia. In seguito, le autorità hanno attuato uno stretto controllo, vigilando sui sintomi presentati dai viaggiatori a bordo dei voli in arrivo. Attraverso la sorveglianza dei segnali inviati dai cellulari, viene poi monitorato il rispetto della quarantena di 14 giorni all’ingresso.

Milioni di mascherine

All’inizio della pandemia, il Governo ha accumulato scorte di maschere e ne ha vietato l’esportazione (una misura presa anche da altri Paesi, ma contestata dall’Oms). Nel giro di quattro mesi, le aziende hanno aumentato la produzione da 2 milioni a 20 milioni al giorno.

L’economia tiene

Oggi, ad eccezione di indossare maschere per il viso e lavarsi le mani più spesso, la vita è tornata alla normalità a Taiwan. Secondo l’Fmi, il 2020 dovrebbe chiudersi con una stagnazione economica: crescita zero. A differenza della Cina (+1,9% la stima dell’Fmi), l’isola è sull’orlo di una recessione, per quanto lieve rispetto al crollo epocale scatenato dal Covid. Il Governo di Taipei è più ottimista e ad agosto ha previsto che il Pil aumenterà dell’1,5% nel 2020. Stime alzate all’1,7% il 20 ottobre.


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