musica

Altro che «romantic»: le canzoni italiane sono piene di passione

di Francesca Milano


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2' di lettura

Non c’è solo la musica, nel libro di Giulia Cavaliere: ci siamo noi. Noi che abbiamo passato i pomeriggi nei negozi di vinili, noi che abbiamo studiato attentamente le canzoni da duplicare sulle musicassette da regalare, noi che abbiamo telefonato alle radio per dedicare un brano a qualcuno, noi che abbiamo avuto il cuore a pezzi e ce lo siamo fatto ricomporre da qualche cantautore. «Romantic Italia - Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore» (edito da Minimum Fax) è un libro su tutti noi.

Attraverso 80 canzoni italiane Giulia Cavaliere riesce a raccontare l’Italia e gli italiani: dai «Mariti in città» di Domenico Modugno del 1958 alla «Promiscuità» dei Thegiornalisti del 2014; dal «Mistero» di Enrico Ruggeri del 1993 alla «Presunta santità di Irene» di Dente del 2009; da «Estate» di Bruno Martino del 1983 a «Ma che freddo fa» di Nada del 1969.

Il risultato è tutt’altro che scontato: non ci sono solo «cuore, sole e amore», ma anche desiderio, sensualità, erotismo e un po’ di trasgressione: dal ménage à trois di «Pensiero stupendo» (cantata da Patty Pravo e scritta da Ivano Fossati) all’amore omosessuale della «Giulia che ti tocca, è Giulia che ti porta via da me» cantata da Antonello Venditti, dal tradimento dei Pooh in «Tanta voglia di lei» alla «Wanda» a cui Paolo Conte propone: «Scandalizziamo l’ambiente».

«Se nelle canzonette si sostituisse la parola amore con desiderio ci si avvicinerebbe molto di più alla realtà», aveva scritto Sylvia Plath. E - leggendo l’analisi dei brani scelti da Cavaliere in questo libro - sembra proprio così: le canzoni italiane che un tempo uscivano dai juke box e oggi stanno dentro un iPod raccontano, tra un ritornello e una strofa, la passionalità di una nazione intera, «l’eros che si fa parola», per dirla alla Franco Battiato.

Romantic Italia è un «lungo viaggio nell’amore raccontato e raccolto da chi ascolta - scrive l’autrice - un lungo tentativo di provare che sì, le canzoni d’amore possono spiegarci l’amore ovvero possono mostrarcene un frammento o una prospettiva». Proprio perché si tratta di una prospettiva, di un punto di vista, il libro di Giulia Cavaliere diventa un gioco: ognuno, leggendolo, può scoprire aneddoti curiosi sulla storia delle canzoni o indignarsi per l’assenza di altri brani.

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