cassazione

Alunno investito dallo scuolabus, l’obbligo di vigilanza spetta alla scuola

di Silvia Marzialetti


2' di lettura

Autista del bus, Comune e scuola corresponsabili per la morte del bambino investito da un autobus di linea all'esterno della scuola.
La Corte di cassazione (sentenza 21593 del 19 settembre) ha riconosciuto la validità della decisione del Tribunale di Firenze che, sette anni dopo la morte dello studente undicenne, ripartiva fra i tre attori la responsabilità dell'incidente, nella misura del 40% per autista e Comune, e del 20% per il ministero dell'Istruzione.
Non è invece stato accolto il ricorso con cui il Ministero ha tentato di smarcarsi dagli obblighi di vigilanza che incombono tra i suoi doveri, argomentando che il punto di raccolta dei bambini all'esterno dell'istituto non rientri sotto la giurisdizione della scuola.

La sentenza n. 21593/17 della Corte di cassazione

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Non la pensano così i giudici della Cassazione. Secondo la Corte, il fatto che l'incidente sia accaduto fuori dal perimetro scolastico non esclude la responsabilità della scuola: l'obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto gli alunni (compresi quelli che frequentano le medie) davanti al plesso, ricade infatti sul personale scolastico, anche nel caso in cui i mezzi ritardino. Tale attività di vigilanza - si legge nella sentenza - si protrae fino a quando gli alunni non vengono presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza.
Accolte anche le istanze dei genitori dell'alunno, che chiedevano una rivalutazione della cifra ottenuta - secondo le tabelle ordinarie - a titolo di risarcimento: 150mila euro per il padre, 200mila per la madre, 70mila euro per il fratello della vittima.
Già la Corte di appello di Firenze, dando il via libera a una riparametrazione dei valori sulla base delle tabelle Ambrosiane, aveva stabilito un risarcimento di circa 245mila euro a ciascun genitore e confermato - perchè ritenuta equa - la quota disposta a favore del fratello.

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