apicoltura 3.0

Alveari digitali per salvare le api dal cambiamento climatico

La stratup 3Bee mette a punto una struttura basata su una rete di sensori per monitorare il benessere delle api e ridurre gli interventi umani

di Davide Madeddu

2' di lettura

Alveari digitali per salvare le api dai rischi dei cambiamenti climatici. E controllare, attraverso il display dello smartphone quello che avviene all'interno: dal peso dell'ape alla temperatura continuando con l'umidità e i suoni.

È l'iniziativa promossa da una startup agritech che si chiama 3Bee e che ha sviluppato HiveTech, un alveare 3.0. L'iniziativa prevede la presenza di una rete di sensori IoT che, posizionati all'interno dell'alveare, monitorano il benessere delle api permettendo agli apicoltori di ridurre i trattamenti, diminuire le visite nell'apiario e abbassare le emissioni di Co2, migliorando, quindi, la qualità di vita delle api.

Loading...

Proprio in quest'ambito la 3Bee ha realizzato una rete con 2mila apicoltori distribuiti in tutta Italia, dando dato vita all'iniziativa “Adotta un Alveare” dedicata a privati e imprese. Per queste ultime c'è poi il programma di Corporate Social Responsibility “ Pollinate the Planet” che in un solo anno ha permesso di proteggere 70 milioni di api.

Un piccolo passo in uno scenario che conta, secondo i dati della Federazione apicoltori italiani, 56.665 proprietari di alveari, con 1.835.776 colonie (1.579.776 alveari e 256.000 sciami, 2 milioni di api regine e 80 miliardi di api operaie).

«I cambiamenti climatici, che rendono imprevedibile il susseguirsi delle stagioni, sono tra le prime cause che hanno determinato l'attuale drammatica situazione delle api - spiega Riccardo Balzaretti, biologo e apicoltore esperto e cofondatore di 3Bee -. Le api spinte da primavere anticipate, iniziano a lavorare prima, a febbraio, rischiando di essere colte da improvvise gelate».

A sottolineare che «le realtà apistiche locali sono in sofferenza» è Niccolò Calandri, Ceo di 3Bee: «Da Nord a Sud il grido di allarme è unanime a causa dei cambiamenti climatici e dell'utilizzo massiccio di pesticidi in agricoltura, che hanno un impatto negativo sulle capacità riproduttive, cognitive e di memorizzazione delle api».

Dalla tecnologia arriva però il soccorso e supporto agli apicoltori, sopratutto nella programmazione dell'attività.«I sistemi intelligenti di monitoraggio sviluppati da 3Bee - prosegue Balzaretti - permettono di elaborare dati utili come variazioni di peso, temperatura, umidità e suoni all'interno dell'alveare, facendo sì che l'apicoltore possa intervenire tempestivamente sulla base di quello che sta realmente succedendo in alveare».

Il resto poi si fa attraverso lo smartphone dove arrivano i dati che raccontano la vita all'interno di una delle arnie. E con cui si può monitorare lo stato di salute della colonia di api e, alla fine della stagione apistica, si potrà anche ricevere il miele frutto del lavoro delle api adottate.

«Crediamo molto nell'efficacia dell'adozione di un alveare, come strumento per sostenere il lavoro degli apicoltori e proteggere la salute delle api di cui si prendono cura - conclude Calandri -. Grazie alla tecnologia e a un controllo più efficace dell'alveare si incrementa inoltre la produzione di miele artigianale italiano, che vanta oltre 50 varietà, di cui alcune molto rare, favorite dalla diversità climatica e ambientale delle nostre Regioni».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti