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AMART torna alla Permanente di Milano

Al via la quarta edizione tra “design” antico e moderno nelle arti di Occidente e Oriente

di Laura Traversi

Silvestro Lega, Cofanetto Tommasi (1884, Galleria San Barnaba)

3' di lettura

Sul palcoscenico del Museo della Permanente di Milano sta per tornare AMART, con un drappello di molti tra i principali galleristi ed antiquari italiani visti tra giugno e settembre ad Artbasel, al Tefaf e alla Biaf di Firenze. Dietro l'aulica facciata sopravvissuta al bombardamento del 1943, nella funzionale sede di Via Turati 34 ricostruita dai fratelli Piergiacomo e Achille Castiglioni, sarà allestito dall'architetto-museografo Michele Piva (Studio Albini-Helg-Piva) il quarto appuntamento della fiera meneghina, con 67 operatori tra i più qualificati d'Italia, che tarano ora la propria offerta per il pubblico lombardo e oltre.
Dal Novecento ai fondi oro, dalle preziosità giapponesi ed indiane alle rarità in maiolica, dal design ai tappeti, fino agli argenti e ai grandi arredi del Settecento, vedremo se il progetto ripensato dall'Associazione Antiquari Milanesi (con Promo Ter Unione) sarà ben congegnato e come funzionerà, nell'interazione con un mercato che appare entusiasta nella partecipazione agli eventi, malgrado il freno tirato dalle incertezze e dalle conseguenze di un mondo troppo belligerante per il XXI secolo.

AMART torna a Milano

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I restauri

Sono coinvolte anche le belle e storiche Collezioni delle Case-Museo Bagatti Valsecchi e Poldi Pezzoli, che beneficeranno di sostegni concreti a necessari interventi di restauro. La prima per la «Madonna con il Bambino e santi» di Pietro Brentani (seconda metà del sec. XV), che potrà essere aiutato anche dal pubblico aderendo a “Togli un cerotto”, raccolta fondi per liberare dei tasselli di carta giapponese “anticaduta” lo strato cromatico. La seconda per varie opere islamiche in metallo del XVI secolo.

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Highlights tra rarità, sculture, argenti e maioliche

Anticipiamo una selezione delle proposte che confluiranno in Via Turati (dopo l'esame del vetting, “rinforzato” per l'occasione). Tra gli oggetti rari, la scultura e il design, a cavallo di tradizioni d'Oriente ed Occidente, ivi inclusi tappeti ed argenti, da menzionare: dall'India meridionale la Maschera di Shiva in argento del sec. XVIII (da Ethnoarte), l'Autoritratto in terracotta di un anziano Vincenzo Gemito (Galleria Francesco Cannucciari), le argentee Gru della Manciuria (periodo Meiji, 1868-1912, da Mastromauro Arte), una fine Bocca di fontana data a Francesco Cavrioli (Venezia, c. 1640 da Alessandro Cesati), l'Angelo annunciante policromo del XIV secolo (da Longari Arte), la Consolle con specchiera di Gio Ponti (Brun Fine Art) e, infine, la Caffettiera in maiolica di Lodi (manifattura A.M.Coppellotti, c. 1740, da Subert), un buon campione dell'importanza storica e culturale del caffè nel mondo europeo. Da segnalare alle nostre appiattite memorie super-minimaliste i preziosi tappeti, tra cui i Transilvania, ricercati e studiati da Mirco Cattai , a partire dall'incredibile collezione ancora appesa nella Basilica Nigra di Brașov (nell'attuale Romania), già colonia dei mercanti sassoni della Transilvania.

Arredi e pittura

Per l' arredo, da citare il Cassettone lombardo con ribalta ed alzata dei fratelli V alentini (c.1740, da Tomaso Piva) e una Scrivania intarsiata lombarda del periodo Luigi XVI dai rari angoli stondati (da Romigioli). Infine, per le arti bidimensionali e la pittura segnaliamo l’importante esemplare della Battaglia degli Dei Marini di Andrea Mantegna, incisore magnifico (da Salamon Fine Art, ca 1480) e, nello stesso stand, una dolce Madonna data a Sano di Pietro. Ed inoltre l'«Annunciazione» di Giovan Francesco Caroto (1528, da Nobili), la «Salomé con la testa del Battista» di Francesco Rustici (Galerie Canesso) e le tavolette di Silvestro Lega, dal Cofanetto Tommasi (1884, Galleria San Barnaba). Per il Divisionismo l’immagine di una solare Vittorina, figlia del pittore, in «Lucertolina» di Baldassare Longoni (1919, da Bottegantica). Non pochi altri galleristi italiani saranno a breve presenti, in ordine sparso sulle piazze di Londra e Parigi, tra Frieze Masters (12-16 ottobre) e Artbasel-Paris + (20-23 ottobre), oltre che nelle loro sedi internazionali e nazionali.

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