ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervento al Meeting di Rimini

Amato, politica oggi non è all’altezza del suo compito

Il presidente della Corte Costituzionale è intervenuto al convegno “Democrazia e Verità” al Meeting di Rimini

Al via il Meeting di Rimini tra elezioni e crisi ucraina

2' di lettura

Una politica che oggi non è all’altezza del suo compito, e un volontariato che, con i giovani in prima fila, può ricoprire il ruolo di polmone della democrazia. «Ho stima per chi si occupa di politica e la fa, quale che sia il nome che porta. Ma non posso non constatare che, per le ragioni che hanno portato alla fine dei grandi aggregatori sostituendoli con altri fondati su ideologie e estremismi che dividono piuttosto che unire, per come è ora la politica non sia attrezzata per il compito immane che abbiamo davanti». Lo ha detto al Meeting di Rimini il presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato, in un passaggio del suo intervento al convegno “Democrazia e Verità” al Meeting di Rimini.

Attualmente, ha spiegato, ci si trova a vivere nella cosiddetta “società liquida”. Nel secolo scorso presero vita i grandi partiti, «partiti che funzionarono per decenni: questo era il vero fattore che faceva funzionare la democrazia a favore di milioni e milioni di persone».

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Partiti facevano funzionare democrazia per milioni persone

I partiti, ha osservato Amato, funzionarono, come «quello che automobilisticamente avevo definito il differenziale della democrazia. Furono i partiti politici che seppero convertire in un bene comune le aspettative di milioni di persone. Le democrazie attuali - ha concluso Amato - hanno perso questo differenziale: le vite individualizzate sono diventate domande, aspettative, pretese di diritti individuali».

Volontariato può essere polmone della democrazia

In questo quadro generale, «il volontariato può essere - secondo il presidente della Corte costituzionale - il polmone della nostra democrazia: deve assumersi questa responsabilità in nome del futuro». Amato ha chiesto ai giovani di «essere i garanti dei valori della Costituzione. Finché potrò vi starò vicino».

Negare le verità scientifiche è ingiusto

Amato non ha espresso solo considerazioni sulla politica. «Le verità includono anche quelle che tali risultano da scienza e conoscenza: negarle è entrare nel falso e per ciò stesso nel non giusto». «Faccio un esempio concreto - ha aggiunto -: due genitori che si sono convinti che solo la medicina omeopatica può curare il loro bimbo malato e rifiutano le cure mediche da altri proposte stanno facendo il male della loro creatura: sono nel falso e sono nell’ingiusto. Avere seguito il falso li ha portati ad una decisione ingiusta».

Considerazioni che hanno trovato e trovano nell’emergenza sanitaria Covid un importante campo di applicazione. «Dalla scienza - ha detto Amato - mi aspetto comportamenti più sobri e più distaccati di quelli che molti scienziati ebbero nel corso della pandemia per il Covid, dove a volte sentivi parlare scienziati e pensavi di avere davanti una tribuna politica... Questo non può accadere, perché questo riduce la credibilità della scienza. Dobbiamo affidarci alla scienza, avere fiducia in essa, perché solo la scienza ha gli strumenti e le verità per indicarci il percorso - ha aggiunto il presidente della Consulta -. Ma la scienza deve farsi riconoscere e attribuire la credibilità necessaria, perché ciò che ci dice possa essere incanalato dalle istituzioni politiche nelle strade che noi dobbiamo seguire».

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