Insediamenti produttivi

Amazon cambia faccia a Rovigo Logistica volàno per il territorio

Il centro di distribuzione di Castelguglielmo impiegherà 900 addetti a tempo indeterminato. Entro la fine dell’anno è previsto il rilancio dell’area i<span id="U201065428196o9G" style="color:#000000;">ndustriale adiacente</span>

di Nicola Brillo


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Il sito sarà equipaggiato con la più avanzata tecnologia di Amazon Robotics per migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro dei dipendenti

4' di lettura

Su una lingua di terra stretta e lunga a sud ovest di Rovigo hanno puntato due multinazionali, che hanno fatto della logistica il loro punta di forza. Da Seattle e Malmöe hanno individuato lungo la Transpolesana, a otto chilometri di distanza l’una dall’altra, due aree sui cui far crescere i propri hub della logistica. La posizione è̀ strategica, due caselli autostradali servono l’area: quello di Villamarzana sulla A13 Padova-Bologna e di Badia Polesine sulla A31 (Val d’Astico).

Se i lavori del primo insediamento, quello di Amazon, stanno per essere ultimati (e operativi dall’autunno), quello di Ikea ha ormai oltre 15 anni di storia alle spalle (e un futuro ancora da definire). Tutto è ancora fermo infatti, l’area da 375mila mq acquistata dalla multinazionale svedese è ancora un campo agricolo. A complicare c’è stato il fallimento della società che doveva gestire l’area industriale, la I3 spa, nel territorio di due comuni (Villamarzana e Arquà Polesine).

La logistica può diventare la nuova vocazione industriale del Polesine. Un’opportunità di sviluppo per il territorio, che soffre più di altri nel rilanciarsi economicamente. La posizione è baricentrica tra le zone ricche del Paese: Emilia-Romagna e Veneto, poco distante la Lombardia. Nel territorio sono già presenti altri operatori della logistica, come Bizzotto e Bennet.

Nell’area industriale divisa tra i comuni di Castelguglielmo e San Bellino si stanno completando i lavori di uno dei più grandi hub d’Europa di Amazon. Si tratta di un magazzino multipiano di 189mila metri quadri, distribuiti su quattro piani. Di questi 137mila per stoccaggio robotizzato, poi 5.500 adibiti ad uffici. Fuori un parcheggio con oltre 800 posti auto e 120 per i camion. Il centro di distribuzione impiegherà fino a 900 dipendenti a tempo indeterminato entro tre anni dall’inizio delle attività, che saliranno con gli stagionali. E in un colpo solo Amazon diventerà il primo datore di lavoro del Polesine, dopo la sanità pubblica.

Il sindaco di Castelguglielmo, Maurizio Passerini, si dice contento per l’arrivo di Amazon: «Amministro un comune di 1.500 abitanti - spiega - pensare che questo stabilimento darà da lavorare a tante persone fa un certo effetto. Ma un insediamento del genere deve essere gestito adeguatamente sotto l’aspetto abitativo». L’area circostante infatti non offre ad oggi soluzioni per chi decide di trasferirsi qui. «È molto probabile che la logistica avrà un ruolo emergente del nostro territorio nel futuro – ribatte Chiara Turolla, sindaco di Arquà Polesine -. Bene i posti di lavoro; meno bene perdere l’identità̀ del nostro territorio e l’aspetto ambientale».

La provincia di Rovigo ha un tasso di disoccupazione tra i più alti in Veneto e la popolazione più anziana della regione. Ma a preoccupare maggiormente sono i giovani che non studiano e non lavorano, raddoppiati negli ultimi anni (oggi al 20,4%). Nel 2019 l’economia non ha ripreso come altrove, mentre la crisi dell’edilizia ha dimezzato in pochi anni i lavoratori. Resistono le eccellenze nella filiera della pesca e chimica green. «Siamo un territorio in sofferenza sotto l’aspetto occupazionale – spiega Pieralberto Colombo, segretario provinciale Rovigo della Cgil – ora si sta imponendo la logistica, che tende a sostituire il manifatturiero, ma sono molti i punti interrogativi. Si tratta infatti di lavoro retribuito meno rispetto gli altri, cui si somma il tema degli appalti e subappalti a rischio di irregolarità. Se deve essere logistica, il territorio deve far sistema e verificare».

«L’e-commerce è ormai un fatto irreversibile e porta con sé una modifica dei processi logistici, che sono sempre più importanti rispetto al modello passato – dichiara Gian Michele Gambato, vicepresidente Confindustria Venezia-Rovigo -. Lo sviluppo dei territori è oggi deciso anche dalle grandi multinazionali. Ci auguriamo che attorno all’insediamento di Amazon nascano altre attività di servizio alla logistica: speriamo che l’intervento sia elemento attrattore e sviluppatore di attività imprenditoriali nel campo dei servizi». Altre realtà imprenditoriali sono già insediate nella zona industriale accanto alla società di Jeff Bezos (un maxi impianto fotovoltaico e poi Fer-Utensil, Bennet, Valentini Utensili, Linea Tre).

Situazione più delicata, ma in via di definizione, quella dell’area industriale poco distante, divisa tra i comuni di Villamarzana e Arquà Polesine (la ex I3). Alcune grandi aziende sono già insediate (Isoplus Mediterranean, Inox Fondi, Andrea Bizzotto, Zenith Sicurezza), tra queste una (Geodis) lavora per Amazon e impiega un centinaio di lavoratori.

Oggi i camion sono pochi sul piazzale antistante il centro logistico, alcuni dei quali con la livrea azzurra di Amazon. «Prima delle vacanze di Natale invece l'area era piena di tir – spiega il sindaco di Villamarzana, Claudio Gabrielli, imprenditore nel settore dei trasporti –. Ci staimo trasformando: oggi non siamo più un paese agricolo, siamo industrializzati».

Nell’area adiacente Ikea aveva investito 15 milioni di euro per l'acquisto di una maxi superficie oltre 15 anni fa. La società I3 Spa che aveva in gestione l'area industriale è però stata dichiarata fallita anni fa. Dopo un lungo lavoro di regia con Prefettura di Rovigo e Confindustria Venezia-Rovigo, ora sembra la volta buona per il rilancio dell’intera area entro la fine dell’anno. «Si sta completando l’iter procedurale e amministrativo, poi si procederà all’appalto dei lavori in seguito all’accordo pubblico-privato – prosegue Gambato -. Quindi si passerà agli insediamenti e autorizzazioni, ci sono pianificazioni imporranti e un’area che potrebbe avere interesse». Per ora bocche cucite, ma a visionare le carte dell’area industriale si sono fatti avanti alcuni imprenditori.

«Ripartire dopo un fallimento non è mai semplice, ma dopo il completamento dei lavori credo che i terreni ancora invenduti saranno appetibili – assicura il sindaco Turolla -. L'intenzione di collaborare con i privati per finire l’area industriale ex I3 è definita nero su bianco. Non va dimenticato però̀ che ci sono molti siti industriali non ancora occupati lungo la Transpolesana e non c'è un automatismo certo tra la fine dell'urbanizzazione ed i nuovi insediamenti. Noi faremo comunque al meglio la nostra parte. Il resto lo farà il mercato».

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