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Amazon cerca di sfruttare il Prime Day Usa per fermare la sua «crisi di crescita»

Dopo il boom negli anni dell’espansione pandemica, il colosso dell’ecommerce si trova ad affrontare problemi legati alla sovrabbondanza di personale e a magazzini sovradimensionati

, “Amazon ha creato il più alto numero di posti di lavoro in Italia negli ultimi 10 anni”

4' di lettura

Tempo di Amazon Prime Day negli Stati Uniti, ma il colosso delle vendite online sta affrontando il suo evento annuale di vendita in modo molto diverso da come ha fatto nel periodo della pandemia.
La società ha utilizzato per diversi anni l’evento, che dura negli Stati Uniti due giorni, per attirare le persone ad iscriversi al suo programma Prime. Quest’anno, l’evento potrebbe aiutare Amazon ad aumentare la redditività, in un periodo in cui le vendite online vedono un complessivo rallentamento.

«Crisi di crescita» dopo il boom del periodo della pandemia

Si tratta di una notevole inversione rispetto al primo periodo della pandemia, quando i profitti del gigante dell’e-commerce aumentarono vertiginosamente a causa dei lockdown e della paura ad uscire di casa. Ma ora, Amazon si ritrova ad avere troppi lavoratori e troppo spazio in magazzino.

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Negli Stati Uniti, l’iscrizione ad Amazon è recentemente aumentata a 139 dollari all’anno, dai precedenti 119. Amazon non rivela le vendite totali del Prime Day, ma per quello dell’anno scorso si stima ci sia stata una crescita rispetto al 2020 tra il 7% e il 9%.

Secondo la società di ricerca Insider Intelligence, le vendite potrebbero crescere ancora di più quest’anno, in parte a causa della tempistica dell’evento di metà luglio, che rispetto alla data di giugno dello scorso anno consentirebbe all’azienda di catturare più consumatori che fanno acquisti per il rientro a scuola degli statunitensi.

Conti in calo

Amazon potrebbe sfruttare la spinta del Prime Day in mezzo a un rallentamento delle vendite online complessive. Un tempo il beniamino dell’economia pandemica, la società ha registrato una trimestrale debole lo scorso aprile, nonché il tasso di crescita dei ricavi più lento in quasi due decenni, al 7%. L’inflazione ha anche aggiunto circa 2 miliardi di dollari di costi.

Amazon ha anche affermato di avere personale in eccesso; questo, insieme a magazzini surdimensionati, ha comportato costi aggiuntivi per la prima metà del 2022 per 10 miliardi di dollari.

Nel primo periodo della pandemia, la domanda era stata così alta che Amazon ha quasi raddoppiato la sua forza lavoro negli ultimi due anni a oltre 1,6 milioni di persone in tutto il mondo. Ha anche aumentato la sua capacità di magazzino per far fronte alla valanga di ordini. Alla fine del 2021, Amazon aveva in affitto o in proprietà quasi 36 milioni di metri quadrati di magazzini e data center, più del doppio di quanto avesse nel 2019.

Ma poi, con il relativo regredire della pandemia, gli americani si sono sentiti più a loro agio nel lasciare le loro case e anche la domanda è rallentata su tutta la linea. La crescita delle vendite online del settore della vendita al dettaglio negli Stati Uniti, che è salita al 36,4% nel 2020, è tornata a una crescita più normale nel 2021 e nel 2022, registrando rispettivamente il 17,8% e il 9,4%, secondo Insider Intelligence.

Ecommerce in difficoltà

I dati sulle vendite al dettaglio di giugno, che verranno rilasciati venerdì, faranno più luce sull’andamento dell’e-commerce. I dati più recenti disponibili, che si riferiscono al mese di maggio, hanno mostrato che le vendite online sono diminuite dell’1%, mentre le vendite al dettaglio complessive sono diminuite di un più modesto 0,3% da aprile, a causa dell’inflazione alle stelle.

«Questo è un periodo in cui i consumatori sono molto più parsimoniosi», ha affermato David Niekerk, ex vicepresidente delle risorse umane di Amazon, «e ciò sta avendo indubbiamente un impatto su Amazon». Brian Olsavsky, chief financial officer dell’azienda, ha detto che molte delle decisioni sull’espansione del magazzino sono state prese già due anni fa, in pieno boom pandemico, e quindi ora l’azienda ha una oggettiva difficoltà ad adeguarsi ad esigenze più limitate.

In ogni caso, quest’anno Amazon spenderà meno per progetti di magazzino rispetto all’anno scorso e gli investimenti nei trasporti saranno stabili o in leggero calo. Secondo l’ad della società di ricerche di mercato GlobalData Retail, Neil Saunders, la capacità di magazzino in eccesso sarà probabilmente un problema da affrontare breve termine per Amazon.

Prime anche per gli affiliati

Nel frattempo però il colosso dell’ecommerce ha continuato a prendere provvedimenti per far crescere la sua attività di vendita al dettaglio e attirare più venditori al suo servizio. Ad aprile, ha annunciato che estenderà i vantaggi dell’abbonamento Prime ai negozi online affiliati oltre che al proprio sito, una mossa che consentirà ai commercianti di attingere alle vaste reti di distribuzione e consegna dell’azienda.

Per risolvere i problemi di magazzino, il Ceo Andy Jassy ha dichiarato che a maggio la società avrebbe lasciato scadere alcuni dei suoi contratti di locazione e rinviato la costruzione di altri. Amazon sta anche subaffittando alcuni magazzini per ridurre i costi.

I dati preliminari del fornitore del mercato immobiliare Costar Group suggeriscono che la società sta chiudendo diverse delle proprie strutture più piccole, che sono meno efficienti da gestire. Tuttavia, queste chiusure stanno già creando problemi, con scioperi e altre manifestazioni di protesta degli addetti.

Problemi con il personale

Amazon ha segnalato che l’altro suo problema - il personale in eccesso - è emerso dopo aver assunto nuovo personale per sostituire i lavoratori che erano malati durante le ondate pandemiche dell’anno scorso. Ma quando i lavoratori malati sono tornati, Amazon si è ritrovata con un eccesso di dipendenti e circa 2 miliardi di dollari di costi aggiuntivi. Una situazione molto diversa rispetto a quella dall’anno scorso, quando l’azienda aumentò la paga base a 18 dollari/ora per attirare lavoratori. Il problema potrebbe comunque risolversi da solo, dato l’alto tasso di abbandono del personale dell’azienda.

In ogni caso, gli analisti stanno osservando da vicino come il Ceo Jassy tenterà risolvere questi problemi. Poche settimane fa, ha scelto Doug Herrington, veterano di Amazon da 17 anni, per sostituire Dave Clark, l’ex capo del business al dettaglio di Amazon che si è inaspettatamente dimesso il mese scorso dopo 23 anni presso l’azienda.

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