ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLotta alla contraffazione

Amazon, contro i falsi 250 denunciati ma serve un’alleanza pubblico-privato

Bilancio del primo anno di attività dell’Unità anti-contraffazione del colosso di Seattle: 64 cause civili avviate e 700 milioni di dollari investiti

di Laura Cavestri

Amazon: supermercati fisici affiancheranno l'e-commerce in Usa

3' di lettura

«Oltre 250 contraffattori denunciati tra Unione europea, Regno Unito, Usa e Cina e 64 cause civili contro falsari. Ma serve più cooperazione e, soprattutto, più comunicazione, tra piattaforme e autorità giudiziarie e doganali per stringere le maglie di un fenomeno che l’Ocse stima valga (tra falsi e pirateria) il 2,5% del commercio mondiale, pari a circa 400 milioni di euro». A spiegarlo – nel corso di una conferenza stampa ristretta, organizzata dal colosso di Seattle – è stato Kebharu Smith, direttore della Counterfeit Crimes Unit (Ccu) di Amazon, l’unità anti-falsi nata nel 2020 per contrastare la contraffazione non solo sulle vetrine virtuali del marketplace ma anche per contribuire a consegnare i contraffattori alle forze dell’ordine e intentare cause civili congiunte coi grandi marchi.

Le iniziative

«Oltre ai numeri – ha detto Smith – abbiamo disarticolato le reti di distribuzione, attraverso azioni legali civili, azioni di contrasto congiunte e sequestri contro fornitori, operatori logistici, influencer dei social media, operatori che rilasciano fatture false, ladri di identità e creatori di siti web falsi. Abbiamo promosso azioni legali congiunte con Valentino, Salvatore Ferragamo e anche GoPro, per perseguire i contraffattori. Ma è evidente che vanno cambiate profondamente le modalità di collaborazione fra settore pubblico e privato».

Loading...

«Lo scorso autunno negli Stati Uniti – ha spiegato ancora Smith – collaborando con le Dogane e il Dipartimento di sicurezza interna abbiamo permesso alle forze dell’ordine di sequestrare otto carichi di camion a 18 ruote, composti da radiatori falsi di automobili con i marchi di diverse case automobilistiche, impedendo non solo che i prodotti contraffatti raggiungessero i clienti di Amazon, ma anche rivenditori e negozi tradizionali. Non solo. Nel 2020 le Dogane ci hanno informato di un sequestro da parte loro di una spedizione di custodie per auricolari con loghi non autorizzati. Abbiamo immediatamente posto in quarantena gli altri articoli di quei contraffattori nella nostra rete di distribuzione, e ne abbiamo chiuso gli account. Abbiamo collaborato per fare causa ai 13 contraffattori presso i tribunali Usa». Ma non sempre il flusso di informazioni funziona.

Una collaborazione da migliorare

«Gli enti doganali – ha detto Kebharu Smith – dovrebbero informare le reti di distribuzione (come quella di Amazon) quando sequestrano carichi destinati a una determinata rete, e il legislatore dovrebbe eliminare ogni eventuale ostacolo a tale flusso cruciale di informazioni. Analogamente, Amazon fornisce supporto a tutti i marketplace e ai fornitori di logistica che condividono informazioni sulle attività di contraffazione con gli enti doganali, sia per efficientare gli sforzi di rilevamento e sequestro, sia per accrescere la capacità di smantellare le reti criminali che gestiscono questi prodotti illeciti»

«Con un piccolo numero di aziende abbiamo avviato di recente un programma pilota di scambio di informazioni sui contraffattori – ha detto ancora Smith – . Su quelli verificati e condivisi con altri store, abbiamo riscontrato corrispondenze in account che avevano cercato di vendere prodotti anche nel nostro store. Si tratta di contraffattori che altri player del settore avrebbero potuto identificare e fermare prima, se noi tutti avessimo avviato la condivisione di quei dati gli uni con gli altri. Il settore privato deve fare da apripista. Gli Stati membri dell’Unione Europea – ha concluso il direttore dell’Unità anti-contraffazione – hanno di recente reinserito la contraffazione fra le priorità nella lotta alle minacce criminali. I governi nazionali ora devono tradurre questo impegno in iniziative locali».

I numeri del 2020

Come spiegato qualche mese fa nell’ Amazon Brand Protection Report, nel 2020, la società di Seattle ha investito più di 700 milioni di dollari nel contrasto ai falsi e ha impiegato più di 10mila persone per proteggere le sue “vetrine” da frodi e abusi. Oltre 2 milioni sono stati i prodotti sequestrati prima della vendita e distrutti per evitare che potessero rientrare in commercio. Sono stati 10 miliardi gli annunci sospetti bloccati nel solo 2020 e stroncati 6 milioni di tentativi di creare account di vendita falsi sul marketplace.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti