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Amazon dà 10 dollari agli utenti che acconsentono di condividere la loro cronologia web

di Biagio Simonetta


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(Afp)

2' di lettura

Vendereste parte della vostra privacy in cambio di un buono acquisto da 10 dollari da spendere su Amazon? Probabilmente sì. Anche perché negli Stati Uniti l’operazione è stata fatta. E a pensarla e proporla è stata la stessa Amazon, che in occasione della due giorni del Prime Day ha proposto agli acquirenti americani 10 dollari di credito in cambio della loro cronologia web. In sostanza, gli utenti, per accettare questa proposta, hanno dovuto dare l’ok all’installazione dell’Amazon Assistant, uno strumento di shopping comparativo che i clienti possono aggiungere ai loro browser web.

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Per poter lavorare, l’assistente ha bisogno di accedere alle attività web degli utenti, compresi i link e alcuni contenuti della pagina che visualizzano. Il funzionamento, poi, è presto detto: il software avvisa i consumatori se Amazon ha un prezzo migliore rispetto a un rivenditore concorrente su un prodotto che stanno guardando sul web. Una sorta di comparatore in tempo reale che ha lo scopo, ovviamente, di portare più clienti su Amazon.

Il punto, però, è che l’azienda di Seattle può utilizzare questi dati per migliorare il marketing generale, i prodotti e i servizi offerti. Dunque non solo per le attività proprie dell’assistente allo shopping.
I termini sottoscritti sottolineano - qualora ce ne fosse ancora bisogno – che i privilegi che i consumatori concedono abitualmente ad Amazon e ad altre grandi aziende tecnologiche quando utilizzano i loro servizi sono enormi. In questo caso, Amazon ha la possibilità di capire come dovrebbe personalizzare il marketing e come potrebbe eliminare la concorrenza al dettaglio.

«Questi dati sono spesso utilizzati per addestrare gli algoritmi di intelligenza artificiale per migliorare gli annunci pubblicitari», ha detto Bennett Cyphers, della Electronic Frontier Foundation, all'agenzia Reuters.

Va detto che negli Stati Uniti, non ci sono grosse restrizioni su operazioni di questo genere. In Europa, invece, dopo l'approvazione del Gdpr, la situazione sarebbe ben più complessa.

Solo negli States, Amazon può già contare su oltre 7 milioni di clienti che utilizzano il suo assistente attraverso browser come Google Chrome e Mozilla Firefox. E altre aziende offrono strumenti di shopping simili.
Ma la vera notizie è che la tendenza dell'installazione di un software come Amazon Assistant dietro un corrispettivo, non sembra così campata in aria. A livello legislativo, infatti, molti esperti stanno proponendo questa tipologia di scambio. L'idea di base è che i colossi della tecnologia paghino i consumatori per il valore dei loro dati. E quello che ha fatto Amazon per questa due giorni di Prime Day è qualcosa del genere. Certo, la discussione sul valore dato alle informazioni di navigazione (10 dollari) è soggetta a opinioni contrastanti.

«La fiducia dei clienti è fondamentale per Amazon, e prendiamo molto seriamente la privacy dei clienti» , ha detto un portavoce del colosso di Seattle alla Reuters, sottolineando come l'utilizzo dell'assistente sia conforme all'informativa sulla privacy accettata dagli utenti.

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