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Amazon, Ebay, Groupon: venditori sotto la lente del fisco

di N.T.

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2' di lettura

Le Entrate stringono la rete su chi usa i marketplace (da Amazon, Groupon, Ebay in giù) per vendere i propri prodotti e servizi. Con provvedimento direttoriale 660061 del 31 luglio 2019 è stata così data attuazione all’articolo 13 del decreto-legge crescita 34 del 2019, che impone ai soggetti che gestiscono i cosiddetti marketplace la trasmissione al Fisco di una serie di dati relativi ai fornitori (che invece non hanno alcun obbligo diretto relativamente a questo adempimento).
In concreto, i marketplace dovranno mettere le Entrate in condizione di capire se i fornitori pagano Iva e imposte dirette sui beni e servizi da loro ceduti a milioni di clienti. La norma , che trova attuazione adesso, è stata voluta fortemente per limitare l’evasione fiscale da parte dei furbetti delle vendite online.

Il provvedimento delle Entrate

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Chi deve trasmettere i dati
La platea degli obbligati è molto ampia: sono tutti i soggetti, anche se non residenti nel territorio dello Stato, che facilitano le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica. Per trasmettere la comunicazione, i soggetti non residenti eventualmente privi di stabile organizzazione in Italia, sono obbligati ad identificarsi direttamente oppure ad avvalersi di un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato.
Sono invece espressamente esclusi dall’obbligo coloro che, pur facilitando le vendite, non sono marketplace ma si limitano a realizzare solamente una delle seguenti operazioni: trattamento dei pagamenti; catalogazione o pubblicità di beni; reindirizzamento o trasferimento di acquirenti verso altre interfacce elettroniche in cui sono posti in vendita beni, senza ulteriori interventi nella cessione.

L’adempimento
I marketplace dovranno inviare i dati, usando i servizi telematici Entratel o Fisconline (anche avvalendosi di intermediari abilitati), entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre. Il primo invio dovrà essere effettuato entro il 31 ottobre 2019, e comprende il periodo da aprile a luglio 2019; se la piattaforma elettronica tra il 13 febbraio e il 30 aprile 2019 ha ceduto anche tablet, laptop, console da gioco e cellulari, i relativi dati andranno recuperati e trasmessi.

I dati da trasmettere
Per ciascun fornitore che nel trimestre considerato ha effettuato almeno una vendita tramite marketplace, vanno trasmessi i dati relativi a:
1) denominazione o dati anagrafici completi, inclusi residenza o domicilio
2) identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica
3) codice identificativo fiscale se esistente
4) indirizzo di posta elettronica
5) numero totale delle unità vendute in Italia
6) a scelta del soggetto passivo, l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, espressi in euro.

Chi non comunica paga le tasse al posto dell’evasore
I rischi per chi disobbedisce sono forti: la mancata trasmissione o l’invio di dati incompleti sposta la responsabilità dell’imposta dovuta in capo al soggetto obbligato all’invio, a meno che non sia in grado di dimostrare che la stessa sia stata assolta dal fornitore. I documenti relativi alle vendite a distanza dovranno comunque essere conservati dai marletplace per dieci anni a partire dall’anno in cui l’operazione è stata effettuata.

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