Trimestrali Tech

Amazon, corre il bilancio e la market cap sfonda i mille miliardi

Ruolo chiave della crescita dei servizi Prime e Cloud. Anche Ibm sceglie la «nuvola» con il nuovo ceo Krishna che sostituirà Rometti

di Marco Valsania


Bezos bersaglio saudita

4' di lettura

NEW YORK - Amazon corre, corrono i suoi conti e corrono le sue azioni in Borsa. Il colosso dell’e-commerce e di internet ha riportato profitti e fatturato per il quarto trimestre del 2019 che hanno frantumato le previsioni, superando rispettivamente i 3 miliardi e gli 87 miliardi: un nuovo record, figlio dei servizi Prime, delle vendite nella stagione di fine anno e della continua crescita di un business legato al cloud che da solo ha sfiorato i dieci miliardi.

Amazon riconquista quota mille miliardi
È stata una performance finanziaria che nel dopo mercato ha fatto impennare il titolo fin del 13 per cento. Abbastaza per gonfiare in un batter d’occhio il valore in Borsa del gruppo di Jeff Bezos di oltre cento miliardi. E per riconquistare di slancio una market cap superiore ai mille miliardi. Amazon aveva già raggiunto nei mesi scorsi la vetta, per poi però scivolò davanti a crescente concorrenza e incertezze sul bilancio. Adesso rientra d’autorià nel ristrettissimo club dei mille miliardi e più, oggi riservato a quattro colossi tech: Apple, Microsoft e Alphabet accanto appunto alle nuovamente promossa Amazon.

Ibm, Krishna neo-ceo nel nome del cloud
La preminenza della sfida del cloud oggi sulle frontiere tecnologiche - non solo per Amazon - ha trovato nelle ultime ore conferma in un’altra, inattesa e drastica svolta nella Corporate America: il cambio della guardia a Ibm, dove il chief executive, veterana di quasi quarant’anni di Big Blue, la 62enne Ginni Rometty in carica dal 2012, ha annunciato la propria imminente uscita di scena. Al suo posto, dal 6 aprile, subentrerà il 57enne Arvind Krishna, che guida proprio il business della «nuvola» e la divisione di software cognitivo, le attività di intelligenza artificiale. Il titolo di Ibm, che durante la gestione di Rometty è sceso del 26% nonostante gli sforzi di rilancio e innovazione, ha guadagnato quasi il 5% nell’after hours. Krishna è considerato un brillante scienziato, con 15 brevetti al suo attivo e interessi che includono blockchain e quantum computing. Nel 2018 Ibm, segno della volontà di piu’ aggressive scommesse sul cloud, aveva già rilevato la grande società specializzata Red Hat per 34 miliardi, la più grande operazione del genere nella storia di Big Blue. Il ceo di Red Hat, James Whitehurts, diventerà ora direttore generale di Ibm sotto Krishna.

Per Bezos, profitti +8% e ricavi +21%
Il gruppo di Jeff Bezos ha riportato profitti saliti dell’8% a 3,27 miliardi di dollari, pari a utili per azione pari a 6,47 dollari, ben al di la’ dei 4,03 dollari anticipati. Nel terzo trimestre i profitti erano invece diminuiti del 25 per cento. I ricavi sono balzati del 21% a 87,44 miliardi rispetto agli 86,02 miliardi attesi. Soprattutto la divisione Aws, Amazon Web Services che raccoglie i servizi cloud dove l’azienda resta il protagonista dominante seppure insediato da Microsoft, ha visto le entrate crescere del 34% a 9,95 miliardi, superando i 9,81 miliardi ipotizzati. L’andamento ha rappresentato solo una minima frenata rispetto al 35% del trimestre immediatamente precedente, anche se è inferiore a medie storiche di crescita attorno al 40 per cento. Gli utili operativi della divisione, vera miniera di profitti, sono saliti del 19% a 2,6 miliardi, a loro volta superando i 2,45 miliardi stimati alla vigilia. Amazon ha anche pronosticato un robusto trimestre in corso, con entrate complessive comprese tra 69 e 73 miliardi. L’ampia fascia, ha indicato l’azienda, riflette il rischio di impatto sulle molteplici attività del gruppo della crisi del coronavirus di Wuhan in Cina e su scala mondiale. Amazon ha indicato di non avere attività direttamente nell’epicentro dell’epidemia a Wuhan, ma molti dei venditori sulla sua piattaforma di commercio elettronico sono cinesi e potrebbero essere colpiti.

L’exploit di Prime
Gli abbonati a Prime, che erano stati stimati dal gruppo in cento milioni l’ultima volta ormai nell’aprile 2018, sono stati adesso calcolati in 150 milioni su scala internazionale. «Nel trimestre il numero di nuovi iscritti ha battuto ogni precedente periodo», ha commentato Bezos. Prime offre consegne accelerate, sconti, streaming di film e spettacoli ad un prezzo annuale di 119 dollari. Nell’insieme i servizi in abbonamento offesi dal gruppo, che oggi includono anche la piattaforma di streaming musicale e negozio online di Music Unlimited, hanno messo a segno un incremento del fatturato del 32% a 5,24 miliardi. La categoria «Others», forte anzitutto della raccolta pubblicitaria, ha riportato aumenti del 41% a 4,8 miliardi. Negozi e punti vendita fisici, a cominciare dalla catena di supermercati Whole Foods, hanno invece sofferto un lieve declino, dell’1% a 4,36 miliardi.

Anche i costi aumentano
Amazon, per ottenere i nuovi exploit, ha aumentato spese e investimenti nei suoi sistemi di spedizione e consegna, per velocizzarli significativamente. Queste spese sono aumentate di oltre il 40% a 12,9 miliardi. Un’iniziativa per garantire lo shipping in giornata e’ costata quasi 1,5 miliardi nell’ultimo trimestre e l’azienda prevede di spendere un altro miliardo nei tre mesi in corso, considerando che lo sforzo è già apparso decisivo nel moltiplicare gli acquisti sul suo sito. Amazon ha anche assunto nell’ultimo trimestre 48.000 nuovi dipendenti, un aumento della forza lavoro del 23%, portando il totale a 798.000. Gli investitori hanno però, per ora, prestato molta più attenzione ai risultati ottenuti con le sue iniziative che ai costi pure in ascesa.

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